DubaItaly.com/ La Juventus Academy lancia i Free Tryout negli Emirati

DUBAI\ aise\ - “Dal 2015, Juventus tramite il partner FFG Sports Management ha inaugurato il progetto Juventus Academy per trasmettere il metodo e i valori Juventus nel mondo e raggiungere il maggior numero di ragazzi possibile negli Emirati Arabi Uniti. Proprio in questi giorni l’Academy ha lanciato i Free Tryout Days, una settimana di incontri in tutte le location (5 a Dubai, 2 ad Abu Dhabi, 1 a Sharjah e 1 a Ras Al Khaimah) dove le famiglie e i ragazzi dai 4 ai 17 anni possono incontrare gli allenatori (70% italiani – 30% inglesi), nonché usufruire degli Early Bird rates (fino al 25% di sconto). Il calendario degli Early Bird è disponibile sulle pagine Facebook e Instagram delle 4 Academy. A tal proposito abbiamo intervistato gli attori protagonisti del progetto, a partire dal Partner e CEO di FFG Sport Management, Fabrizio Puglisi”. Un lungo servizio quello pubblicato oggi su “DubaItaly.com”, portale fondato e diretto da Elisabetta Norzi, con le interviste ai diversi allenatori che animano le Academies negli Emirati.
D. Fabrizio, in cosa si caratterizza l’offerta delle Juventus Academies UAE?
R. La nostra presenza nel territorio degli Emirati è frutto di una pianificazione graduale e rigorosa, che parte nel 2015 con l’inaugurazione della Academy di Dubai, si rinforza con l’apertura delle Academy di Abu Dhabi e Ras Al Khaimah nel 2018, e si conferma con la recente apertura della Juventus Academy Sharjah quest’anno. Abbiamo lavorato duramente per superare la crisi dovuta alla pandemia, con mesi e mesi di sessioni di recupero, sconti e tanti altri benefici per i nostri clienti. Nonostante le difficoltà interne ed esterne, passo dopo passo ci stiamo riuscendo e siamo pronti a lanciare una nuova stagione. Il progetto Juventus Academy UAE è composto principalmente da italiani, circa una ventina, che gestiscono in prima persona tutti i progetti nei vari Emirati. Colgo l’occasione per ringraziare i Direttori Tecnici Marco e Antonio, che sono stati con noi rispettivamente 6 e 5 anni e cominceranno una nuova avventura in Qatar, ma anche Stefano che adesso lavora in prima squadra per la Juventus femminile, Walter e Mirco.
D. Quali sono le novità principali dell’anno?
R. Per quest’anno le novità sono tante ma ne segnaliamo alcune. Abbiamo confermato le sette strutture negli EAU: JLT, Jumeirah, Mirdif, Mamzar, Abu Dhabi Cricket, Reem Island (Abu Dhabi) e Marjan Island (RAK), in più inaugureremo anche Juventus Academy Sharjah, dove cominciamo una nuova avventura all’interno di una splendida e nuovissima struttura (FPA Academy a Flag Island). Non vediamo l’ora di dare il calcio d’inizio.
Miglioriamo il nostro progetto sportivo con Emirates International School, Umm Suqueim (altezza Burj Al Arab), campi in erba che ospiteranno le nostre squadre selezionate e diverse squadre over 12 (U14 e U16).
Abbiamo lanciato un nuovo sistema di gestione amministrativa connesso in rete, che semplifica le attività degli amministratori e prevede anche la possibilità per i clienti di rateizzare i pagamenti o effettuarli online con pochi click, grazie ad una partnership strategica con una azienda leader del settore.
Abbiamo lanciato nuovi servizi nel mondo dello sport tramite il nostro sito www.ffg.ae.
La cosa più importante: Abbiamo confermato tutti gli allenatori, responsabilizzandone diversi, oltre al team degli amministratori che ringraziamo per la bellissima e complicatissima stagione scorsa.
Contiamo di riprendere attività chiave dell’Academy come Juventus Academy World Cup, Juventus Training Experience, Juventus MENA League e JUAE Cup UAE weekend, oltre ad accogliere leggende della Juventus come abbiamo fatto in passato con Davids & Trezeguet. Inoltre ospiteremo nuovamente gli Area Manager, lo psicologo e il preparatore dei portieri della Juventus. L’Italia è Campione d’Europa nel calcio e noi, nel nostro piccolo, rappresentiamo l’eccellenza in questo settore quindi dobbiamo assolutamente continuare ad essere all’altezza del nostro compito (oltre a godere per una vittoria meravigliosa).
Andrea Masci, toscano, è al suo quarto anno presso la Juventus Academy negli EAU.
D. Buongiorno Andrea, tu sei l’Head Coach presso Juventus Academy a Jumeirah e presso la Juventus Academy Sharjah. Cosa significa essere una Juventus Academy negli UAE e lavorare in un ambiente fortemente cosmopolita?
R. Significa rappresentare il nostro Paese, aspetto del quale andiamo orgogliosissimi e che ci responsabilizza particolarmente, tanto davanti a tutti i calciatori e calciatrici provenienti da ogni parte del mondo, quanto davanti ai nostri connazionali residenti in loco, puntando sulla qualità dell’offerta sportiva e formativa. Più precisamente, accanto al carattere multi culturale delle nostre academies che custodiamo e arricchiamo stagione per stagione, abbiamo sempre puntato ad essere il riferimento calcistico della nutrita comunità italiana negli Emirati – in questo caso a Dubai – avvalendoci della gloriosa storia del Club e promuovendo la cultura del lavoro che ha reso celebre la Juventus nel mondo. D’altra parte, sono convinto del fatto che il delicato compito di un Head Coach Juventus, prima ancora che insegnare calcio, sia quello di educare e avviare i nostri giovani atleti, provenienti da oltre 50 diverse nazioni, ai valori dello sport, e quindi alla competizione sana e alla voglia di imparare, ma soprattutto all’incontro basando il percorso tecnico e di inclusione sociale sul divertimento. Per ‘segnare questo goal’ ci lasciamo trascinare dall’amore per questo sport, che non conosce confini e parla la lingua universale del calcio.
Luca, piemontese, è al secondo anno presso la Juventus Academy UAE.
D. Luca, nonostante la tua giovane età, vanti già diverse esperienze da allenatore, sia in Italia che all’estero e sei al secondo anno come Head coach presso Mirdif a Dubai. Come giudichi sin qui la tua esperienza presso la Juventus Academy?
R. Sì, in effetti ho scelto questa professione sin da giovanissimo, quando ancora vivevo in Italia, facendo della mia passione il mio lavoro. In seguito, Juventus mi ha dato la possibilità di crescere professionalmente potenziando le mie conoscenze tecniche, dapprima partecipando a diversi camps all’estero e poi con una seconda esperienza in Marocco. Dall’inizio della scorsa stagione, sono stato entusiasta nel proseguire il mio percorso assumendo la posizione di Head Coach nella location di Mirdif a Dubai. Ho notato delle differenze con l’Italia soprattutto sotto l’aspetto gestionale. In Italia ci si concentra principalmente sull’aspetto tecnico, mentre qui è altrettanto importante quello sociologico: si consideri che i nostri gruppi sono frequentati da giovani atleti provenienti da ogni parte del mondo, ognuno con la propria cultura. Considero questa particolarità un valore aggiunto, sia sul piano lavorativo che su quello strettamente personale. Lavorando quotidianamente con i ragazzi sul campo e collaborando con i colleghi (molti dei quali italiani), da un lato ho potuto cogliere l’opportunità di sviluppare la mia personalità grazie all’incontro con i tanti paradigmi culturali diversi che coesistono qui a Dubai, e dall’altra, ho potuto apprezzare la professionalità del gruppo di lavoro che mi assiste.
Sono molto soddisfatto, ripeterei la scelta fatta e non vedo l’ora di inizare la stagione nelle nuove location di Uptown Mirdif e Emirates International School.
Anche Andrea Maffei, calabrese, è al secondo anno presso la Juventus Academy UAE.
D. Ciao Andrea, qual è l’aspetto che caratterizza di più l’Academy di Ras Al Khaimah?
R. Sicuramente la familiarità dell’ambiente, al netto di ogni retorica. I rapporti che io e il mio collega Roberto abbiamo instaurato nel tempo con le famiglie dei nostri atleti vanno al di là della semplice cortesia, perchè godiamo della loro stima e amicizia. Rak, infatti, rispetto a Dubai, è un ambiente più raccolto e una città molto più piccola e proprio per questa ragione, dal punto di vista relazionale, abbiamo avuto un notevole vantaggio. D’altra parte, sul piano tecnico, ci siamo costantemente impegnati per garantire lo standard qualitativo che Juventus richiede ai propri dipendenti, dedicando uguale attenzione alla crescita tecnica quanto a quella relazionale dell’atleta.
Le preferenze che i nostri ragazzi continuano ad accordarci, in numero crescente, sono la migliore conferma della bontà del nostro approccio e dell’offerta che proponiamo, e dei nostri sforzi.
Di questo andiamo davvero orgogliosi e ringraziamo sentitamente, non vedo l’ora di iniziare a Marjan Island e a Emirates International School, dove allenerò per il primo anno.
Luca Labricciosa, abruzzese, è al quinto anno presso la Juventus Academy UAE.
D. Buongiorno Luca. Tu sei l’Head Coach della Juventus Academy Abu Dhabi da diverse stagioni e per il primo anno supervisionerai anche Sportsmania JLT a Dubai. Come è cresciuta la Juventus Academy Abu Dhabi durante tutto questo tempo?
R. Sì sono qui ad Abu Dhabi dalla prima settimana, quest’anno siamo alla quinta stagione calcistica. Ricordo bene il mio primo giorno, eravamo 3 tecnici e 3 bambini. A distanza di 3 anni siamo 8 tecnici e più di 250 bambini, iscritti in 2 diverse locations ad Abu Dhabi. Insieme al team di allenatori ci siamo tolti molte soddisfazioni, partecipando e a diversi tornei negli UAE, all’estero e in Italia, precisamente a Torino, coinvolgendo più di 50 bambini della nostra Academy. Nonostante questi traguardi, ci sentiamo solo all’inizio del nostro progetto, possiamo crescere ancora tanto ed è ciò che ci proponiamo di fare nel medio e nel lungo periodo non solo ad Abu Dhabi ma anche a JLT, struttura che conosco molto bene e che sarò contento di gestire per il primo anno.
Una delle cose che mi rende più orgoglioso di questa Academy è vedere ogni giorno bambini provenienti da più di 50 Paesi diversi, sorridere e giocare insieme con il massimo rispetto possibile tra loro e verso il proprio tecnico. Considero l’Academy di Abu Dhabi una grande famiglia dove il divertimento, la passione per il calcio e il rispetto verso i propri compagni di squadra sono alla base di ogni singolo allenamento. Sarà una grande annata, ne sono certo!
Carlo Di Natale, siciliano, è al terzo anno presso la Juventus Academy UAE.
D. Carlo, oltre ad allenare ti sei ritrovato a supportare e gestire le attività durante la pandemia. Ci racconti come è stata affrontata l’emergenza covid-19 dalle Academies Juventus negli UAE?
R. Le nostre Academies hanno sempre mantenuto un filo diretto con Dubai Sports Council, che è l’Organo governativo preposto alla regolamentazione di tutte le organizzazioni sportive attive nell’emirato di Dubai, così come con tutti gli altri enti di riferimento sul territorio degli Emirati, adeguandoci pedissequamente e tempestivamente ad ogni singolo provvedimento emesso per contrastare la pandemia e garantire, quando le Autorità locali lo hanno ritenuto possibile, la continuità della stagione sportiva in totale sicurezza. Nello specifico, abbiamo adottato il neo-protocollo sanitario che regolava le misure di sicurezza correnti, tra le quali la rilevazione della temperatura corporea dei nostri atleti prima dell’ingresso nella struttura, l’abolizione di ogni punto di assembramento, il costante utilizzo della mascherina protettiva, limitato a 5 il numero di giocatori per sessione e la sanificazione costante, pre e post seduta d’allenamento, del materiale sportivo.
D’altra parte, sul piano tecnico, abbiamo offerto a tutti i nostri clienti un make up sessions plan completamente gratuito, per ristorarli delle sessioni perdute a causa della chiusura temporanea imposta a tutte le strutture sportive. Il programma è durato tre mesi, ha avuto successo e di questo andiamo particolarmente orgogliosi.
Naturalmente, anche nella prossima stagione, oltre ad allenare i ragazzi seguendo il metodo Juventus, continuiamo a garantire ad ogni nostro tesserato lo scrupoloso rispetto di ogni normativa vigente in materia di sicurezza sanitaria.
Giulia Pantone, piemontese, è al suo quarto anno presso la Juventus Academy UAE
D. Affinchè le academies funzionino in modo organico, il settore tecnico deve essere affiancato da un reparto amministrativo efficiente. Giulia, raccontaci in cosa consiste il vostro lavoro nel reparto amministrativo e quale deve essere la qualità migliore di un Admin.
R. Nel nostro Team gestiamo il continuo aggiornamento delle iscrizioni e conseguentemente il trattamento dei dati sensibili dei nostri ragazzi avvalendoci di un sofisticato sistema software, organizziamo l’allestimento dei gruppi di allenamento secondo le età, il valore sportivo e le esigenze, assistiamo il cliente fornendogli ogni informazione utile. Mediamo il rapporto fra i genitori dei nostri atleti e l’allenatore: se un giocatore ha un’esigenza particolare riferitaci dai genitori o dovesse assumere un comportamento inadeguato o sconveniente, sarà nostro compito allertare i genitori facendo luce sull’occorso, aiutando il ragazzo a comprendere l’errore e reintegrarsi pienamente nel gruppo. Non solo: le squadre o i giocatori che si sono contraddistinte maggiormente sul piano sportivo durante la stagione si guadagnano il diritto di partecipare alla Juventus World Cup e noi ci occupiamo dell’intera pianificazione logistica, così come in occasione delle visite delle Legend e dei tornei stagionali, accanto alle attività amministrative quotidiane.
Certamente la qualità principale deve essere la capacità organizzativa, necessaria per gestire e risolvere prontamente ogni intoppo che possa presentarsi con nove location e più di 1000 atleti provenienti da oltre 50 nazionalità.
Oltre a ciò la duttilità gioca un ruolo essenziale se si considera il carattere fortemente multiculturale che si respira quotidianamente nelle nostre academies. Grazie al costante scambio culturale, infatti, i nostri calciatori divertendosi sviluppano i fondamentali concetti di confronto e alterità, rinforzando la propria personalità in tutta serenità. Io e il team che guido, accanto ai coaches, agevoliamo il processo di integrazione rimanendo sempre attenti ad assecondare ogni richiesta dei nostri clienti quando possibile. Il nostro lavoro può sembrare un compito meramente amministrativo ma è molto più di questo!
Roberto Maiello, campano, è al quarto anno presso la Juventus Academy UAE.
D. Roberto Maiello, tu hai esperienza come admin in Ras Al Khaimah e come Head Coach in Al Mamzar, mentre quest’anno avrai più responsaibilità tecniche. Che differenze ci sono tra I due mondi?
R. Dal punto di vista amministrativo concordo pienamente con ciò che ha detto Giulia. Un admin deve tenere vivo e cordiale il rapporto col pubblico, attingendo soprattutto alle proprie capacità dialogiche, creando familiarità ed empatia con cortesia, sapendo sempre mantenere le rispettose distanze. Per soddisfare pienamente questo compito e adottare il registro linguistico più opportuno è importante sapere parlare diverse lingue e pertanto ci avvaliamo di elementi poliglotti tra cui due arabic speaker, Nada e Jihane, che sono molto importanti per noi.
Sotto il profilo organizzativo, vorrei aggiungere che la FFG ha dotato la nostra squadra di un sistema operativo centralizzato che elabora e cataloga ogni informazione sensibile di ogni nostro tesserato (dati anagrafici, data di iscrizione, sessioni mancate, etc.), permettendoci di aggiornarle e catalogarle in totale sicurezza e nel pieno rispetto della normativa vigente sulla privacy, oltre che risparmiare un notevole consumo di carta, fornendo un ‘assist’ anche al nostro pianeta.
Dal punto di vista tecnico quest’anno sono felice di continuare questo percorso come tecnico presso Sportsmania JLT e come Head Coach presso Al Mamzar, negli anni scorsi ho svolto un doppio ruolo e considero questa particolarità un valore aggiunto, sia sul piano lavorativo che su quello personale perché adesso ho chiaro il ruolo di ognuno di noi all’interno della macchina Academy e posso dare il mio contributo con cognizione di causa”. (aise)