Giornale italiano/ 150 ans d’immigration italienne à Lausanne - di Michele Scala

GINEVRA\ aise\ - “È in corso al Museo Storico di Losanna (Place de la Cathédrale 4 - 1005 Lausanne) e fino al 9 gennaio 2022 una mostra su 150 anni di presenza italiana nel cantone Vaud. Il museo racconta la storia dei 150 anni d’immigrazione italiana attraverso 5 temi: braccia per la modernità, boom economico del dopo guerra, italianità, associazionismo, testimonianze”. Ne scrive Michele Scala su “Il giornale italiano”, mensile del Caig - Coordinamento Associazioni Italiane di Ginevra - diretto da Salvino Testa.
“Braccia per la modernità.
Con l’arrivo del treno nel 1850, l’Europa si modernizza. I grandi cantieri ferroviari alpini attirano in Svizzera un importante popolazione italiana fin dal 1870 con il traforo del Gottardo, del Sempione, dell’Albula, del Lotschberg et del Mont d’Or. Nello stesso tempo, anche Losanna si modernizza con la costruzione di ponti, gallerie, palazzi, strade e piazze. Il boom edilizio esige un importante manodopera proveniente soprattutto dall’Italia del Nord (Piemonte e Lombardia). Molti creeranno la propria impresa edile. Viste le condizioni di lavoro e di stipendi, l’assenza totale di diritti, nascono i primi movimenti politici e sindacali ai quali partecipa lo stesso Benito Mussolini, più volte espulso dalla Svizzera, a causa del suo notevole fervore sindacale.
Boom economico del dopo guerra.
Con la fine della Seconda guerra mondiale, c’è l’arrivo di una considerevole immigrazione italiana in Svizzera mai vista prima! A Losanna la manodopera si suddivide in tre settori: la costruzione, il settore alberghiero - ristorazione, l’industria tessile e tipografica con l’impiego di numerose donne italiane. Le infrastrutture di Losanna si modernizzano. Si costruiscono autostrade, scuole, università, ponti e ospedali. Il personale è in maggioranza stagionale a seguito dell’introduzione dello statuto dello stagionale, la cui legge, pur risalendo al 1931 e messa in applicazione nel 1934, manifesta tutta la sua durezza nella seconda metà del secolo scorso.
La prima pizzeria di Losanna apre nel 1957! Si diffondono in Svizzera e a Losanna nuove abitudini alimentari importate dagli italiani tanto che tra il 1988 e il 2008, la Svizzera moltiplica per dieci l’importazione d’olio d’oliva.
Italianità
Nella seconda metà del secolo scorso si diffondono rapidamente non solo abitudini gastronomiche ma anche sociali, culturali, sportive, antropologiche e artistiche che costituiscono ancora oggi l’immaginario collettivo degli svizzeri e che conosciamo meglio come gli stereotipi o i clichés degli italiani all’estero. Si tratta delle caffettiere, degli aperitivi, degli spaghetti, delle macchine da scrivere Olivetti, degli attori e attrici del neorealismo italiano, dei giradischi, dei cantanti, del calcio, della nazionale italiana e della bella meccanica come la prima vespa oppure la famosa topolina e il Cinquecento.
Associazionismo
Questo, secondo me è l’angolo più interessante e originale della mostra in quanto per la prima volta la Svizzera, in questa circostanza Losanna, mette in evidenza l’attività delle associazioni italiane che hanno operato in loco fin dall’inizio del secolo scorso. Lo stesso sindaco di Losanna, Grégoire Junot, ha ringraziato e avuto parole di elogio e di riconoscimento per la comunità italiana. C’è quindi uno spazio dedicato al Circolo italiano, una volta Casa d’Italia, sede anche di due strutture di rappresentanza italiana, COMITES e CPSI, poi un altro spazio dedicato alla Colonia Libera Italiana di Losanna, alle ACLI, alle squadre di calcio, ai patronati e ai partiti politici che, proibiti per legge, confluivano in associazioni, come Realtà Nuova.
Ci sarebbe tanto da dire su ognuna di queste associazioni e in particolare sulle lotte delle colonie libere e delle Acli per l’abolizione dello statuto dello stagionale e per i diritti umani in particolare dei bambini nascosti. Su questo tema è in corso di realizzazione un film e un libro. In riguardo al calcio, il museo ha ricostruito il percorso delle squadre minori che si distinguono per nascita e appartenenza politica. Si comincia con le squadre di calcio del periodo fascista alle quali si contrappongono dagli anni Sessanta in poi quelle di sinistra, fondate da immigrati comunisti e socialisti, e quelle del centro-destra, fondate da italiani benestanti o gestori di ristoranti e pizzerie.
Ci sono comunque due spazi difficili o complicati “da digerire” per la migrazione italiana. Uno riguarda la laura “honoris causa” che l’Università di Losanna ha conferito a Benito Mussolini e che ci auguriamo abbiano tolto in seguito. L’altro riguarda la ricostruzione dei movimenti xenofobi che parte dagli anni Schwarzenbach fino ai nostri giorni.
Testimonianze
Il Museo ha raccolto in un libro le testimonianze di immigrati italiani di prima e seconda generazione. Le foto e alcuni paragrafi significativi dei personaggi del libro sono proiettati nell’ultima sala del museo”. (aise)