I TEMPI DI ATTESA PER RICEVERE LA CITTADINANZA AUSTRALIANA SI ALLUNGANO DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19 – DI NICK BAKER E CHIARA PAZZANO

I TEMPI DI ATTESA PER RICEVERE LA CITTADINANZA AUSTRALIANA SI ALLUNGANO DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19 – di Nick Baker e Chiara Pazzano

MELBOURNE\ aise\ - "Più di 16.800 persone hanno ricevuto la cittadinanza australiana attraverso cerimonie virtuali durante la pandemia, ma molte altre stanno ancora aspettando". È quanto riferiscono Nick Baker e Chiara Pazzano in un articolo pubblicato sul portale on line di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l'Australia.
"Le cifre del Dipartimento degli Interni mostrano che il 75% delle domande di cittadinanza per conferimento attualmente richiedono 23 mesi, rispetto ai 16 mesi dello scorso giugno.
Il 90% di queste domande viene completato in 25 mesi rispetto ai 20 mesi di un anno fa.
Un portavoce del dipartimento ha ammesso in un'intervista con SBS News che la pandemia ha fatto allungare i tempi di elaborazione.
"A causa della pandemia di COVID-19, tutti gli appuntamenti faccia a faccia, come interviste e test di cittadinanza, sono stati sospesi. Ciò ha comportato un aumento dei tempi complessivi di elaborazione", ha detto il portavoce.
"Il dipartimento ricomincerà a condurre interviste di persona e test di cittadinanza quando sarà sicuro farlo", ha detto il portavoce, aggiungendo che nuove domande di cittadinanza vengono ancora accettate.
Ma Carla Wilshire, CEO del Migration Council Australia, ha dichiarato che i numeri sono inaccettabili, anche con i vincoli legati alla pandemia.
"Una volta che le persone scelgono il percorso della cittadinanza, molte decisioni rimangono in sospeso fino a quando la cittadinanza non viene conferita. È importante dare loro certezza il più rapidamente possibile", ha detto.
"Ridurre i tempi di attesa è fondamentale per aiutare le persone a percepire che la loro vita sta progredendo e che sono in grado di prendere delle decisioni in merito al loro impegno nei confronti dell'Australia".
"Soprattutto durante la pandemia di COVID-19, durante la quale varie persone hanno un'ansia generalizzata e avvertono un senso di insicurezza, penso che sia davvero importante garantire che ci siano le risorse per conferire la cittadinanza il più rapidamente possibile."
È un'opinione condivisa dall'agente di immigrazione con sede a Melbourne Kirk Yan.
"Non ho ancora visto il governo dare una spiegazione ragionevole o accettabile per i lunghi tempi di elaborazione", ha affermato Yan. "Non sono in grado di spiegare perché ci vogliono due anni".
"Per quanto riguarda la cittadinanza, se si soddisfano i requisiti di un residente permanente, bisognerebbe ottenerla se si superano il test di cittadinanza, il character test e il controllo dell'identità... Non so perché ci voglia così tanto tempo per il dipartimento".
Yan ha affermato che l'aumento dei tempi di attesa ha reso molti dei suoi clienti ansiosi.
"Molte persone stanno semplicemente aspettando, anche solo per ottenere delle informazioni o una risposta", ha detto.
Vari professionisti nel settore della migrazione sostengono che i lunghi tempi di attesa siano uno dei motivi per cui le domane di cittadinanza stanno diminuendo.
Malgrado i tempi di attesa siano aumentati, quest'anno il governo è riuscito a smaltire un gran numero di domande.
Il portavoce del dipartimento ha dichiarato che durante l'anno finanziario 2019-2020, fino al 22 maggio di quest'anno, 175.304 persone hanno ottenuto la cittadinanza australiana: un aumento del 56% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Negli ultimi mesi, questo è stato possibile grazie a cerimonie di cittadinanza virtuali.
Più di 750 persone al giorno hanno ricevuto la cittadinanza attraverso cerimonie online e, fino al 22 maggio, più di 16.800 persone l'hanno ricevuta in questo modo.
Il dipartimento ha ancora 123.727 domande da smaltire, rispetto a 221.695 di un anno fa.
Secondo Wilshire, del Migration Council Australia, questo numero è comunque "significativo per gli standard storici".
"Durante [la pandemia di] COVID, c'è molta insicurezza in quanto le persone stanno perdendo il senso di poter visitare il loro Paese di origine e rivedere le loro famiglie", ha detto Wilshire.
"Penso che il senso di far parte della comunità australiana sia psicologicamente importante per le nostre comunità di migranti", ha aggiunto". (aise)


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