Il Cittadino canadese/ Una nuova St-Léonard con Conciatori e Valvano - di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “Manca sempre meno al 6 e 7 novembre, quando i cittadini montrealesi si recheranno alle urne per eleggere 103 rappresentanti: il Primo o la Prima cittadina, 18 sindaci di arrondissement, 46 consiglieri comunali e 38 consiglieri municipali. Tra gli arrondissement che ci stanno più a cuore c’è quello di Saint-Léonard, uno dei quartieri più "italiani" di Montréal. Tra le liste in lizza, c’è quella del partito "Mouvement Montréal", guidata da Lili-Anne Tremblay e formata da: Ayala Paulina e Valvano Giovanni, candidati rispettivamente per il consiglio comunale e municipale a Saint-Léonard-Est; e Conciatori Franco e Lahlou Djamel, candidati rispettivamente per il consiglio comunale e municipale a Saint-Léonard-Ovest. Una quebecchese, due di origine italiana, una di origine araba e una di origine cilena”. Ad intervistarle è stato Vittorio Giordano per il “Cittadino canadese” settimanale di Montreal di cui è caporedattore.
“"Scelti per rappresentare al meglio la nuova demografia dell’arrondissement", ci hanno spiegato Franco Conciatori e Giovanni Valvano, nel corso di un’intervista in redazione. Franco, ciociaro originario di Ripi (Frosinone), ha sempre vissuto a Saint-Léonard, sposato da 34 anni, 3 figli, anche loro residenti nel quartiere; per 31 anni agente di polizia, una vita spesa per la sicurezza e per la vita comunitaria.
Da 20 anni nell’Associazione Soccer Saint-Léonard (1800 iscritti, da 4 a 40 anni), di cui è presidente da 12 anni. Una passione per il calcio nata in Italia, dove ha vissuto dai 10 ai 15 anni. Giovanni, lucano originario di Melfi (Potenza), dopo la scuola primaria nella zona di Papineau-Belanger, si è spostato a Saint-Léonard. Da giovanissimo ha aperto il ristorante 'Di Lallo' su Jean Talon, per 12 anni ha gestito una sala da ricevimento al Complex Le Baron ed oggi è il titolare di un albergo a St-Michel. Sposato, moglie di Perugia, 3 figli. Da 21 anni fa parte dell’Associazione di Hockey di Saint-Léonard, di cui è presidente da 14 anni.
Ora una nuova sfida: il salto in politica. "L’anno scorso – ci ha raccontato Franco - Bissonnet è venuto a casa mia per sollecitare la mia candidatura e prendere il posto della Lattanzio, poi eletta deputata a Ottawa. Salvo poi fare marcia indietro. Questa volta, a bussare alla mia porta è stata Lili-Anne Tremblay. Spinto dalla mia famiglia, ho accettato, anche perché ho ancora molto da dare alla Comunità. Conosco i bisogni della gente, ho sempre vissuto in mezzo a loro, conosco il quartiere come le mie tasche, i parchi soprattutto: questa è casa mia". "Conosco Lili-Anne Tremblay da 10 anni – ci ha detto Giovanni - è stata consigliera per 12 anni ed ha sempre mostrato una grande sensibilità per lo sport. Siamo diventati grandi amici. Mi ha sollecitato diverse volte, ma ho accettato solo adesso che si presenta come Sindaco. Poi ho saputo che c’era pure Franco, abbiamo cominciato insieme, anche se in due sport diversi. E facciamo parte di diversi comitati nel municipio, come ‘Gestion Multisports’, di cui siamo diventati vicepresidenti".
"Bissonet è una grande persona, molto corretta e sempre attenta agli interessi dei cittadini – ci ha detto Franco – ma ha fatto il suo tempo e dovrebbe lasciare spazio ai giovani".
"La Tremblay ha 12 anni di esperienza e conosce bene Saint-Léonard: ora è il suo turno". Parliamo di programmi. "A Saint-Léonard – ha detto Franco - abbiamo un problema enorme di sicurezza. Mi impegno a risolverlo facendo ricorso a diverse soluzioni. Prima di tutto, sono necessarie più risorse. La sera c’è una sola volante che pattuglia il quartiere: dobbiamo avere tante macchine della polizia che circolano e si fanno vedere per dissuadere i malintenzionati. E poi manca un’illuminazione adeguata sulle strade, soprattutto intorno ai parchi. I ladri sono entrati a casa dei miei genitori in pieno giorno. La gente ha paura. Voglio essere all’ascolto: se un cittadino mi dice che un albero è troppo alto e tocca i fili della luce, qualcuno deve occuparsene. E voglio creare dei parchi solo per cani, che nel quartiere sono tantissimi. Cose semplici, ma utili nella vita di ogni giorno".
"Ho 40 anni di esperienza in affari – ci ha detto Giovanni – e so già che con l’arrivo delle 3 fermate metro in costruzione, Saint-Léonard cambierà volto: bisogna sensibilizzare i cittadini, i commercianti di Jean Talon, che ad oggi non sono stati ancora consultati. Per esempio, bisogna pensare a progettare dei parcheggi nei paraggi delle fermate".
"Dobbiamo rivitalizzare Jean-Talon est – ha aggiunto Franco – portando la gente a passeggiare sul boulevard nel weekend, per esplorare la cucina di altre Comunità, magari facendo un grande mercato, come quello di Atwater".
"Abbiamo bisogno di un cambiamento: la gente può puntare su di me, che ascolta la gente. Conosco la Comunità italiana, conosco i loro bisogni e sono pronto a soddisfarli”.
“In 20 anni ho capito che lo sport è una scuola di vita, una grande famiglia: i ‘bambini di ieri’ oggi portano i loro bambini a scuola di hockey. Saint Léonard è sempre stata diversa dagli altri arrondissements: da noi la famiglia, di qualsiasi etnia, a casa come al lavoro, è sempre stata imprescindibile. E voglio essere sicuro di trasmettere questo valore anche alle prossime generazioni"”. (aise)