IL LOCALE "PIÙ ACCOGLIENTE DEL MONDO"? SI TROVA A SYDNEY ED È ITALIANO – DI FRANCESCA VALDINOCI E MAGICA FOSSATI

IL LOCALE "PIÙ ACCOGLIENTE DEL MONDO"? SI TROVA A SYDNEY ED È ITALIANO – di Francesca Valdinoci e Magica Fossati

SYDNEY\ aise\ - "Il cocktail bar Maybe Sammy ha vinto il "Michter’s Art of Hospitality Award" 2020 per la migliore accoglienza nell'ambito della competizione "The World’s 50 Best Bars". Uno dei fondatori, Stefano Catino, ha raccontato i segreti del successo del locale" a Francesca Valdinoci, che firma, insieme a Magica Fossati, l'articolo-intervista pubblicato oggi in primo piano sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l'Australia.
"È stato un anno molto complesso per il mondo della ristorazione, motivo per il quale le buone notizie non appena arrivano gettano un raggio di speranza in un panorama altrimenti fosco.
Il raggio in questione punta su Sydney, dove il cocktail bar Maybe Sammy si è aggiudicato il "Michter’s Art of Hospitality Award" 2020 nell'ambito della competizione "The World’s 50 Best Bars", che ogni anno celebra i migliori locali e le personalità dal mondo food and drink ai quattro angoli del mondo.
"Il nome del locale, Maybe Sammy, nasce da un omaggio al "Rat Pack", l’act più famoso di Las Vegas negli anni ’50", racconta a SBS Italian uno dei fondatori, Stefano Catino. "Era il posto in cui volevano essere tutti, quando si esibivano Dean Martin, Frank Sinatra e Sammy Davies Junior".
"Fuori dal casino c’era un "billboard" che recitava: "Dean Martin, maybe Frank, maybe Sammy" perché non si sapeva mai con precisione chi salisse sul palco ogni sera".
Le suggestioni rétro infondono il locale nei minimi dettagli, dagli interni alle divise del personale.
"Il concept del locale è quello di un hotel bar all’europea, "La sala ricorda il lobby bar di un albergo, ma abbiamo fatto solo il bar perché l’albergo non potevamo permetterci di costruirlo", scherza Catino.
"Stefano Catino, Vince Lombardo, Martin Hudak e Andrea Gualdi sono dei veri campioni dell'ospitalità, che non si risparmiano, fin nei dettagli, per perfezionare il viaggio dei loro ospiti, dall'innovativa lista di cocktail al design della struttura è tutto perfetto": questa la motivazione della giuria che ha assegnato il premio.
"Noi fortunatamente siamo quasi tutti ragazzi italiani e abbiamo tutti lo stesso stile di fare bar e ristorazione che è quello di divertirci e far divertire. Intrattenere il cliente è la nostra priorità", dice Catino che rende merito alla squadra quasi tutta italiana per il successo del locale, premiato proprio per lo stile dell’accoglienza.
"Tanti dei cocktail ricordano l’Italia, con l’uso ampio di Vermouth e Campari. Sono le nostre radici e vogliamo rispettarle e farle vedere", ma sono anche molte le sorprese, dal "gusto teatrale".
"C’è un drink che arriva in una bolla in cima al bicchiere, poi la bolla scoppia ed esce questo profumo di rosmarino che ricorda la nostra infanzia — io sono ligure e mi ricorda il nostro mare".
Catino arrivò down under nel 2009. "L’Italia era diventata un Paese stretto per crescere; arrivato in Australia ho trovato tanto terreno. Da italiano avevo questa voglia di sfondare... E qui continuano ad arrivare stimoli e noi vogliamo continuare a fare del nostro meglio per intercettarli".
Gli organizzatori della competizione hanno pensato di istituire la categoria "The World’s 50 Best Bars" nel 2020 con lo scopo di raccogliere fondi da destinare a business del settore che soffrono a causa della pandemia.
Questo è stato un periodo molto duro, conferma Catino. "Sono stati mesi durissimi, ma abbiamo cercato di essere sempre positivi. Seguendo quello che stava succedendo in Italia, siamo anche stati più preparati di altri. Qui c’era molta gente che non credeva che il virus potesse arrivare in Australia"". (aise)


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