IL PROTAGONISMO DELLA NORVEGIA NELLA LOTTA ALL’INQUINAMENTO DA PLASTICHE – DI DOMENICO LETIZIA

IL PROTAGONISMO DELLA NORVEGIA NELLA LOTTA ALL’INQUINAMENTO DA PLASTICHE – di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - “Recentemente a Ginevra si è affrontato e deciso sull’importantissima tematica dell’inquinamento derivato dalla plastica. Nel tentativo di arginare il fenomeno, 186 governi hanno adottato una serie di strategie volte a proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi delle sostanze chimiche e dei rifiuti pericolosi”. A scriverne per Notizie Geopolitiche, quotidiano online diretto da Enrico Oliari, è Domenico Letizia.
“Una particolare attenzione si è prestata nei confronti dell’inquinamento derivato dai rifiuti di plastica, riconosciuto come un grave problema ambientale di interesse globale che attualmente ha raggiunto proporzioni esagerate con circa 100 milioni di tonnellate di plastica presenti negli oceani, l’80-90% delle quali proviene da fonti terrestri.
Circa 1400 delegati di tutto il mondo si sono incontrati per discutere sui temi legati ad un argomento di vitale importanza: “Pianeta pulito, persone sane: gestione sana delle sostanze chimiche e dei rifiuti”, è stato il messaggio lanciato da Ralph Payet, segretario esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, che ha definito l’accordo sulla plastica come “uno storico successo”. L’iniziativa è stata proposta e guidata brillantemente dalla Norvegia che si conferma tra i paesi più concretamente attivi nella tutela dell’ecosistema e del patrimonio liquido.
La Norvegia sta lavorando molto, attraverso le armi della cooperazione internazionale, affinché gli esportatori di rifiuti in plastica debbano ottenere l’approvazione preventiva del paese importatore e fornire informazioni più dettagliate sul volume e sul tipo di rifiuti che intendono trattare.
D’altronde l’inquinamento da plastiche è giunto fino al Polo Nord. Nelle isole Svalbard, sulle spiagge degli isolotti più remoti a 1.200 chilometri circa dal Polo Nord, si trovano bidoni di plastica, reti da pesca e altre tipologie di rifiuti. Ogni anno in quelle terre tra luglio e agosto si organizzano delle spedizioni per rimuoverli e nonostante l’impegno della Norvegia nel contrastare tale fenomeno, la problematica è globale e merita un’attenzione internazionale. Basti pensare che nel solo 2018 i fondi della Norvegia per prevenire l’inquinamento del mare sono ammontati a circa 280 milioni di corone. In dettaglio, il programma finalizzato alla salvaguardia del mare ha come obiettivo quello di veicolare un modello governativo che sia d’esempio nella prevenzione dell’inquinamento dei mari e degli oceani, specialmente da plastica. In tale ottica, il governo ha stabilito un dialogo importante e propositivo con la World Bank per avviare un fondo globale e multilaterale al fine di portare all’attenzione mondiale il problema dell’inquinamento di mari e oceani.
In tal ottica vanno analizzate le novità provenienti da Ginevra.
Le nuove normative elaborate a Ginevra sono state introdotte su indicazione della Norvegia che, insieme ad altri paesi, aveva fatto inutilmente pressioni per un accordo più vasto sulla regolamentazione dei rifiuti di plastica nel corso del vertice dell’UNEP, l’agenzia ambientale delle Nazioni Unite, svoltosi a marzo a Nairobi.
La Convenzione di Basilea è stata negoziata dall’UNEP ed è considerato il trattato ambientale internazionale più completo sui rifiuti pericolosi. A Ginevra, gli osservatori USA si sono espressi contro la modifica della Convenzione e hanno sostenuto che misure volontarie per ridurre l’inquinamento da plastica sarebbero più efficaci di provvedimenti vincolanti. Nonostante la contrarietà Usa, si continua a sostenere attraverso le armi della diplomazia un progetto concreto mondiale, che sia una svolta dal nostro attuale e distruttivo sistema produttivo. La Norvegia continua il suo percorso e quest’anno sarà organizzata ad Oslo la conferenza internazionale “Our Oceans”. Con tale conferenza si tenterà di sviluppare ulteriormente la consapevolezza a livello mondiale della necessità di bilanciare lo sfruttamento del mare e la tutela dell’ecosistema. (aise) 

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