IL WEB (ITALIANO) RIDE AL LIMONCELLO “CAMPIONE” IN OLANDA? ABBIAMO PARLATO CON I PRODUTTORI - DI FEDERICA LA SPINA

IL WEB (ITALIANO) RIDE AL LIMONCELLO “CAMPIONE” IN OLANDA? ABBIAMO PARLATO CON I PRODUTTORI - di Federica La Spina

AMSTERDAM\ aise\ - “Poco zucchero, limoni e acqua olandese. È bastato tanto, a quanto pare, al limoncello olandese della società Drunken Monkey per guadagnare il premio di “miglior limoncello al mondo” con il DMC25 in un contest della giuria dell’International Wine & Spirit Competition, contest mondiale dedicato a produttori di vini e superalcolici. Abbiamo pubblicato la storia qualche settimana fa, così come raccontata dal Volkskrant. E non sono mancati commenti di sorpresa e “sfottò”: se il miglior limoncello è in Olanda, allora il miglior Gouda si fa certamente in Sicilia, ha scritto qualcuno”. Ad intervistare i produttori del limoncello made in Olanda è stata Federica La Spina per 31mag.nl, portale online diretto ad Amsterdam da Massimiliano Sfregola.
“E se le perplessità in merito all’origine e alla qualità dei prodotti, soprattutto da italiani, non sono poche (d’altronde si sa, in Olanda i limoni non crescono) se non sono di Sorrento, allora da dove vengono? Lo abbiamo chiesto direttamente ai produttori.
“Acqua, zucchero, limone, alcol, ed il gioco è fatto”, risponde Melissa Oosten. Tradizione vuole che quello “vero” sia di Sorrento, ma ciò non toglie che si possa ottenere un limoncello degno di nota anche utilizzando limoni di altra provenienza.
La vera differenza la fanno i particolari, le procedure di preparazione e, ovviamente, la qualità della materia prima. E dopotutto è fin troppo banale: “È come per la pasta,” – dice la Oosten – “se non usi ingredienti di qualità, non sarà mai un buon piatto”.
Per realizzare il limoncello, la coppia olandese utilizza limoni di origine europea, biologici e di prima fioritura. Non esclusivamente italiani, quelli delle zone più conosciute della Campania e della Sicilia, ma anche greci e spagnoli. La coppia acquista i limoni direttamente dagli agricoltori: i tempi di trasporto brevi assicurano che il prodotto alla consegna sia ancora fresco.
Essendo “fatto in casa”, non è possibile assicurare un risultato standard, ma il metodo di preparazione è sempre lo stesso, ci dicono. “Non appena i limoni arrivano in azienda, tagliamo la scorza a mano, evitando la parte bianca, quella amara. In questo modo possiamo verificare lo stato di ogni singolo limone: se la buccia non va bene, se ne ricava solo il succo. E proprio il succo è l’ingrediente “extra” del DMC 25, quello che conferisce le note di limone intenso”, dicono i “limoncellatori olandesi”.
D’altra parte, anche la coppia di neo-produttori era curiosa di sapere cosa ne pensassero gli italiani del premio. E per loro – e nostra – sorpresa, i complimenti sono arrivati anche dal Bel Paese”. (aise) 

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