IMMIGRARE IN AUSTRALIA: LE NOVITÀ IN BILICO DEL NUOVO ANNO FINANZIARIO – DI FRANCESCA VALDINOCI, DARIO CASTALDO E CARLO OREGLIA

IMMIGRARE IN AUSTRALIA: LE NOVITÀ IN BILICO DEL NUOVO ANNO FINANZIARIO – di Francesca Valdinoci, Dario Castaldo e Carlo Oreglia

MELBOURNE\ aise\ - “Con l’epidemia di COVID-19 che imperversa nel mondo e in Australia, i tradizionali annunci del governo federale sulle nuovi leggi che regoleranno l’immigrazione nei prossimi 12 mesi sono diventati più vaghi”, come illustra un articolo pubblicato oggi sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Servicce che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese. A firmare l'articolo sono Francesca Valdinoci, Dario Castaldo e Carlo Oreglia.
“Il 1º luglio, inizio dell'anno finanziario, è sempre stato un giorno di passaggio tra quello che era e quello che sarà per quanto riguarda l’immigrazione in Australia. E, come racconta ai microfoni di SBS Italian l’agente d’immigrazione Emanuela Canini, è sempre stata “un classico” la corsa al visto di fine giugno, quando molti all’ultimo minuto cercano di evitare cambiamenti che potrebbero avere un impatto negativo sul loro percorso migratorio.
A ciò si è quasi sempre aggiunto un altro problema, il crollo del sistema informatico dell’immigrazione, non solo sovraccarico per i contatti ma anche sotto stress per la gestione dei cambiamenti sui moduli online.
“Forse questo è diventato un ricordo del passato, perché in effetti già negli ultimi 2 o 3 anni i cambiamenti legislativi si sono un po’ sparsi durante l’anno, quindi a luglio non c’era quella massa di novità, ma quanto basta per poterne discutere e prevedere un anno diverso”, il parere di Emanuela Canini.
Quest’anno però l’epidemia di COVID-19 ha modificato ulteriormente le tempistiche, dato che i cambiamenti del 1º luglio seguono le indicazioni della finanziaria che il governo annuncia tradizionalmente tutti gli anni a maggio.
In questa occasione vengono presentati il numero complessivo di residenze permanenti per l’anno finanziario seguente e come questi numeri saranno distribuiti. Vengono decisi inoltre gli aumenti delle tasse sui visti, le nuove liste di occupazioni e molti cambiamenti legislativi, come anche la creazione di nuovi visti.
Quest’anno il budget (o finanziaria) è stato rimandato a ottobre, lasciando quindi al posto di dati certi una serie di possibilità.
Cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?
Tutto il programma di immigrazione verrà ridimensionato. La priorità del governo è indurre a tornare gli studenti universitari internazionali, che dovrebbero essere i primi a far ritorno in Australia, almeno quelli già iscritti alle università. È già stato presentato un progetto pilota per far rientrare 350 studenti a Canberra che sarebbe dovuto iniziare a breve, ma per ora è stato rimandato a causa dell’incertezza della seconda ondata di Covid-19 nel mondo. Gli inviti dei visti a punti sono crollati: il sito dell’immigrazione mostra che a marzo hanno chiamato un totale di 2000 visti, e ad aprile un totale di 100 con un minimo di 95 punti.
Visti a punti 190 e 491 nominati dagli Stati e Regioni
Lo stop si applica anche a questi visti. Con la finanziaria viene assegnato un numero massimo di nomination che gli stati possono assegnare, e senza il budget il numero non viene deciso, causando un'impasse. Gli stati devono però decidere lo stesso le nuove liste e i nuovi requisiti, in modo da farsi trovare pronti per poi aprire al programma. Anche se, racconta Emanuela Canini a SBS Italian, negli anni precedenti, “raramente gli stati erano pronti al 1 luglio, a volte addirittura erano in ritardo di un mese o due sulla tabella di marcia”. Questo in teoria sarebbe l’anno in cui ci saremmo dovuti aspettare un numero più alto per le nomination regionali, piuttosto che statali, per la politica di incentivazione regionale a discapito delle grandi città. “Sarà interessante vedere se poi effettivamente questo si verificherà”.
Visti sponsorizzati, cosa sta succedendo?
I visti sponsorizzati sono aperti a nuove richieste, ma nella maggior parte dei casi subiscono ritardi. La priorità viene data ad occupazioni medico-sanitarie o per altre tipologie considerate essenziali. In particolare, si notano ritardi sulle risposte nel settore ristorazione. Con la chiusura dei locali e la successiva riapertura, queste pratiche sono state lasciate in stand by.
“Certo, il quesito ora sarà, con l’incremento della disoccupazione in Australia e quindi più disponibilità di australiani a lavorare, ci saranno meno opportunità di sponsorizzazione?”, commenta Emanuela Canini. “E se ci saranno, come verranno considerate dall’immigrazione? Sarà più difficile dimostrare di non aver trovato nessun lavoratore locale adatto?”.
Forse ne riparleremo tra qualche mese”. (aise)


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