IMMIGRAZIONE MERCI E BACKSTOP: ECCO COME IL GOVERNO OPERERÀ IN CASO DI NO DEAL - DI MARIAELENA AGOSTINI

IMMIGRAZIONE MERCI E BACKSTOP: ECCO COME IL GOVERNO OPERERÀ IN CASO DI NO DEAL - di Mariaelena Agostini

LONDRA\ aise\ - "Nonostante le rassicurazioni della scorsa settimana, il governo di Boris Johnson punta sempre di più verso un’uscita del Paese senza un accordo con Bruxelles". Come riferisce Mariaelena Agostini in un articolo pubblicato ieri da LondraItalia, "proprio questa mattina, a seguito di una riunione di gabinetto, il Governo ha svelato un rapporto molto dettagliato sul futuro del paese e dei suoi cittadini in caso di No Deal.
Nel documento di 160 pagine e disponibile a questa pagina internet, sono trattati punto per punto i piani governativi per quanto riguarda i controlli alla frontiera, il backstop irlandese e i rapporti con le imprese.
Un intero capitolo è poi dedicato ai tre milioni di cittadini UE residenti in UK e un milione e mezzo circa di britannici residenti negli altri Stati membri e alla salvaguardia dei loro diritti in merito a libera circolazione, assistenza sanitaria e permesso di lavoro e soggiorno.
Per quanto riguarda quest’ultimo, il documento invita gli europei a registrare il proprio status tramite l’EU Settlement Scheme, il sistema digitale ideato dal governo per richiedere il visto in UK.
Viene ribadita inoltre l’introduzione di un nuovo sistema di immigrazione e controllo alla frontiera basato sul modello australiano, volto cioè a dare precedenza al merito e non solo al possesso di un passaporto europeo. Un medico indiano avrà precedenza sul barista italiano, tanto per fare un esempio e prendendo in considerazione il valore dei ruoli sul resto della società.
Già preannunciata dalla ministra dell’interno britannica Priti Patel alla conferenza di Manchester, tale legge sarà messa in atto a partire da gennaio 2021, subito dopo il periodo di transizione e riguarderà solamente chi vorrà trasferirsi in UK da dopo quella data. I tre milioni di europei che già vivono e lavorano nel Regno Unito potranno restare indefinitamente.
Meno stabile la situazione per il milione e mezzo di britannici residente in Europa, esposti ad una continua incertezza per quanto riguarda assistenza sanitaria e il diritto a votare nelle elezioni locali.
A fare da sfondo alla pubblicazione del piano del governo sul No Deal anche una "accesa" telefonata tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico Boris Johnson che avrebbe messo fine alle trattative tra Regno Unito e Bruxelles. Secondo fonti anonime di Downing Street, la Merkel avrebbe definito un accordo con l’Unione "altamente impossibile".
Ma la smentita da parte della Commissione europea sull’interruzione delle trattative è arrivata rapida. Il capo dei portavoce della Commissione Ue Mina Andreeva ha infatti confermato come i negoziati stiano continuando anche oggi stesso e che l’Unione Europea stia lavorando per ottenere un accordo.
L’indiscrezione sembrerebbe essere un goffo tentativo di Boris Johnson di sabotare i negoziati con l’Unione Europea (previsti a partire da oggi allo scopo di trovare un’intesa entro il 18 o 19 di ottobre) ed attribuirne le colpe ad altri, in quest’ultimo caso alla cancelliera.
Un chiaro segnale che Downing Street stia puntando seriamente ed esclusivamente a una uscita senza accordo. Del resto, la pubblicazione del rapporto aggiornato sui preparativi in caso di No Deal era in agenda da tempo.
Non sono comunque mancate parole molto dure da Bruxelles. Il presidente del Consiglio UE, Donald Tusk, ha accusato Boris Johnson in un tweet di giocare a "uno stupido scaricabarile" sulla Brexit. "La questione non è chi vince, ma è il futuro dell’Europa e del Regno Unito così come la sicurezza e gli interessi del nostro popolo", scrive Tusk che, sempre rivolto al premier britannico, aggiunge: "Non vuoi un accordo, non vuoi un’estensione, non vuoi una revoca, quo vadis?".
Dritto verso un No Deal, sembrerebbe la risposta". (aise)


Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi