ITALIANI RESIDENTI A PANAMA CERCANO "RIFUGIO" ALTROVE IN EUROPA - DI ALBERTO FIORETTI

ITALIANI RESIDENTI A PANAMA CERCANO "RIFUGIO" ALTROVE IN EUROPA - di Alberto Fioretti

PANAMÁ\ aise\ - “L’inverosimile situazione discriminatoria alla quale sono sottoposti gli Italiani residenti a Panama, ma non solo, vittime di una inconcepibile norma legale emessa dal Governo Conte, li ha messi in condizione di doversi “rifugiare” sotto la tutela di altri Paesi Europei, anziché ricevere l'appoggio della propria Nazione di cittadinanza. Oggi facciamo pubblica la storia di una concittadina che, come tanti altri, sta attraversando una situazione di difficoltà, che purtroppo si aggrava per causa dell'inaudito Decreto emesso dal Ministro della Sanità, Roberto Speranza. Lontana da tutelare la salute, questa norma discrimina gli italiani residenti all’estero e costituisce un affronto al sacro diritto costituzionale di recarsi in Patria per trovare il supporto alle proprie necessità”. A scriverne è Alberto Fioretti per il “Corriere di Panamá”, quotidiano online operante nei Caraibi.
“La Signora Eliana e Famiglia, marito e due figli, sono italiani residenti a Panama da circa cinque anni, regolarmente iscritti all´A.I.R.E. Una Famiglia, dove si lavora, i figli frequentano anche l’università, insomma brava gente che si dà da fare.
Con l’agguato del COVID-19 da marzo 2020 per la Famiglia di Eliana cambia tutto. Si blocca il lavoro e gli studi, le necessità economiche si fanno presenti. La Figlia, Elisa, sospende a malincuore la carriera di Ingegneria all’Università Tecnologica. Per la giovane ragazza si apre la possibilità di un lavoro a Torino che sua Zia gli ha trovato presso una ditta stabile e così sognano con il rientro in Patria, magari non tutti alla volta.
Ci dispiace ma non c'è nulla da fare.
All’inizio di Luglio Elisa, prenota un volo umanitario e si rivolge al Consolato Italiano a Panama, per richiedere un aiuto economico per rimpatriare. Lí sbatte il muso contro il divieto che pesa sui cittadini italiani residenti a Panama, di entrare in Italia.
Nonostante la gentile attenzione ricevuta da Elisa, a carico dei funzionari del Consolato Italiano, la nostra concittadina rimane sbalordita dalla conferma che si correva il rischio di essere bloccati all'arrivo a Milano e rimandati a Panama.
Nella sua concezione dei fatti e della situazione, non capisce, come d’altronde non lo comprende nessuno, perché non gli è concesso fare la quarantena preventiva. Chiede spiegazioni in Consolato e qui il funzionario si spreca in una accurata lettura della normativa, concludendo definitivamente che il decreto è ferreo, non lascia spazio ad eccezioni e il rischio di respinta sorge imminente.
Meno male che c'è l’Inghilterra.
Stupefatta la famiglia scegliere fra correre il rischio e imbattersi in una spiacevole e umiliante situazione, o rimandare la partenza attendendo che qualcosa cambi, o trovare rifugio in un luogo alterno. Così viene in ballo la cognata di Eliana da Manchester nel Regno Unito, che si offre d’appoggio per Elisa. La ragazza parte con il volo come previsto da Panama ad Amsterdam e da lì raggiunge Manchester invece che Milano.
La nostra concittadina, dichiarata pericolo pubblico per la sua propria Nazione, non risulta essere un problema per l’Olanda, dove transita e molto meno per l’Inghilterra che, applicando nei suoi riguardi la tutela sanitaria di quarantena, la riceve comunque a braccia aperte.
Meno male che c'è l'Inghilterra. Grazie a Dio che ci sono altri Paesi Europei che non ci calpestano la dignità, che non ci sbattono in faccia un divieto assurdo.
Un richiamo alla riflessione.
Facciamo un richiamo all’opinione pubblica, alla Comunità Italiana a Panama e in altri Paesi, ma soprattutto un appello alle Autorità Italiane affinché questa situazione sia oggetto di una seria riflessione. Non è possibile che gli Italiani residenti all’estero, in caso di necessità, debbano rivolgersi in aiuto ad altri Paesi Europei.
É assai sconvolgente sentire da Eliana la dichiarazione lapidaria: “l'Italia non ci ha aiutato per niente, anzi non ci ha lasciato nemmeno entrare”.
Ora gli sforzi di questa famiglia italiana sono rivolti a chiudere il sipario qui a Panama e tirare avanti finché al piú presto possano raggiungere Elisa, ma purtroppo le speranze sono rivolte verso l’Inghilterra, dato che in direzione all'Italia gli é proibito guardare.
Non vi immaginate quanta impotenza e vergogna altrui provo, come cittadino Italiano orgoglioso della mia Patria, al dover raccontare queste vicende”. (aise) 

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