LA FESTA DI SAN PARDO E L’IDENTITÀ CHE CAMBIA – DI VITTORIO GIORDANO

LA FESTA DI SAN PARDO E L’IDENTITÀ CHE CAMBIA – di Vittorio Giordano

MONTRÉAL\ aise\ - “Un documentario di un’ora e mezza sulle celebrazioni di San Pardo, mettendo a confronto due Comunità di Larinesi, così lontane eppure così vicine: quella che vive nel piccolo borgo in provincia di Campobasso e quella che ha scelto di emigrare a Montréal e che oggi vede le seconde e terze generazioni sempre più integrate nella società canadese. È la sfida di Emilio Corbari, classe 1979, laureato al DAMS con una tesi sul cinema poliziesco italiano degli anni ’70. Assistito dalla moglie Federica D’Addario e accompagnato dal presidente del Club Social Larino Frenter di Montréal, Vincent Trengia, nei giorni scorsi Corbari è sbarcato a Montréal dove, fino al 31 maggio, completerà l’opera cinematografica cominciata nel 2017, girando le immagini della “Larino montrealese”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale di Montreal di cui è caporedattore.
“Il film rappresenterà la seconda parte de “Il profumo dei fori di carta” (questo il titolo del documentario). Dal 25 al 27 maggio a Larino si svolgono le celebrazioni di San Pardo, il patrono del paese. Impressionanti processioni di carri trainati da buoi, riccamente decorati con fori di carta colorata, sfilano per le strade del paese. Proprio in quei giorni, anche la Comunità degli immigrati di Larino a Montréal celebra il suo Santo patrono. Anche se l’ultima processione con i carri a Montréal, con tanto di delegazione da Larino con Sindaco e Assessori, risale al 1992: oggi la festa si è ridotta ad una Messa, con il pranzo a seguire.
“Non c’è più la devozione di una volta – ammette il presidente Trengia - anche se si intravede una riscoperta delle radici”. Per Corbari, però, proprio questo è il punto: “La processione è solo un'escamotage narrativo: in realtà, mi interessa raccontare come la tradizione originale di una Comunità, spostata dal suo territorio, si è completamente trasformata fino a perdersi con le seconde e terze generazioni. Anzi, secondo me, è molto più interessante raccontare questa differenza: il posto in cui viviamo influenza la nostra identità”.
“La scelta del titolo “Il profumo dei fori di carta” – ci spiega il regista - deriva dai fori di carta crespa che vengono usati per addobbare i carri delle processioni, vere e proprie opere d’arte. Fiori senza vita perché di carta, eppure pieni di vita perché simbolo di una profonda devozione religiosa, di una passione per una tradizione antica. Che alimenta il senso di appartenenza e la voglia di festa di molti giovani di Larino, come succede in tutti i centri isolati nell’entroterra”.
“La parte italiana del documentario racconta la processione, l’allestimento dei carri, la preparazione dei fori, ma anche momenti topici dell’anno rurale, come la raccolta delle olive e l’uccisione del maiale. A Larino il tempo è scandito dai ritmi di un’agricoltura legata agli eventi religiosi; mentre a Montréal i ritmi sono quelli veloci di una metropoli, un eterno presente”.
Tanto è naturale a Larino il dipanarsi dei momenti di condivisione, quanto è complesso e frutto di scelte precise, a Montréal, il mantenimento di tradizioni come la celebrazione di San Pardo.
“La parte canadese documenta invece i racconti dei Larinesi emigrati, il giorno della festa, oltre alla vita quotidiana della metropoli”.
“A Montréal vive una Comunità che si è trasformata e che, nonostante sia molto legata alle proprie origini, è ormai ibridata, lo si sente anche nel linguaggio, con la cultura canadese. Vorrei riuscire a far parlare queste due realtà, creando dei collegamenti, in modo che non risultino separate”. Separate no, ma comunque parallele.
Come testimoniano anche le scelte di montaggio: “Le immagini sottolineano la marcata differenza dei due ambienti, con una prevalenza della camera fissa e delle lunghe inquadrature per quanto riguarda la parte molisana, contro un utilizzo più massiccio della camera a mano, per restituire una sensazione di maggiore precarietà e indeterminatezza, come quella della comunità di Larinesi a Montréal, che faticano per mantenere le loro tradizioni”. Per un ponte tra il microcosmo raccolto del comune molisano e le dinamiche metropolitane della città canadese.
Ps. Un film che potete contribuire a vivere e a creare partecipando alla festa di San Pardo organizzata dal Club Social Larino Frenter per domenica 26 maggio: appuntamento, alle 11, presso la chiesa Madonna della Difesa per la Santa Messa, e poi alle 13 presso la sala da ricevimento Renaissance, al 7550 Boul Henri-Bourassa E. Per gli adulti biglietto di 70.00 $ (bar aperto), mentre i bambini di 5-12 anni pagano 35.00 $. Per ulteriori informazioni, chiamate Una scena del documentario ‘ Vincenzo Trengia al 514 -638-4108”. (aise) 

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