LA PROPOSTA DELLA CASA D’ITALIA E DEL CITTADINO CANADESE PER ST-LÉONARD: UNA STAZIONE METRO INTITOLATA A "DA VERRAZZANO" - DI PIETRO LUCCA

La proposta della Casa d’Italia e del Cittadino Canadese per St-Léonard: una stazione metro intitolata a "DA VERRAZZANO" - di Pietro Lucca

MONTREAL\ aise\ - “Finalmente il prolungamento della Metro sull’asse Jean-Talon diventerà realtà. Alla luce di questo progetto, in seguito ad una conversazione con il consigliere municipale Dominic Perri, la Casa d’Italia ed il Cittadino Canadese si fanno promotori dell’idea di intitolare una delle future stazioni ad un illustre personaggio italiano della nostra storia locale: Giovanni da Verrazzano, nome che degnamente rappresenta l’ardimento e la dedizione della nostra gente”. Ad annunciarlo lo stesso Cittadino Canadese in un articolo di Pietro Lucca, pubblicato sul portale del giornale italiano in Quebec.
“L’iniziativa non parte da vana gloria o interesse alcuno, ma per il giusto riconoscimento alla nostra comunità da parte del Comune di Montréal. Non credo sia troppo sperare affinché tutti gli organi rappresentativi comunitari si associno e appoggino questa iniziativa, augurando di esser tutti uniti e concordi nel buon nome e nella consapevolezza della nostra identità. A questo proposito, quanto segue è un breve sunto sulla figura del grande navigatore che ci ha preceduti.
Giovanni Da Verrazzano (per i francesi: Verrasan, Verazan, Verrazzane, ecc...) vide la luce nel 1485 a Val di Greve, poco distante da Firenze. Malgrado le pretese di una sua nascita a Lione, in Francia, Verrazzano si considerava ed è stato considerato dai suoi amici fiorentino di nascita. La Francia, che accolse Verrazzano, accolse l’umanista, l’uomo tipico del Rinascimento italiano. Nel 1523, Francesco I, re di Francia, raffinato ammiratore del Rinascimento (Leonardo da Vinci morì in Francia fra le sue braccia), parlava benissimo la lingua italiana, anche perché figlio di un’italiana, la regina Luisa di Savoia. Il sovrano, su sollecitazione dei banchieri e dei commercianti fiorentini della colonia di Lione, nominò ufficialmente Giovanni da Verrazzano Primo Gran Pilota di Francia. Patrocinato dai fiorentini di Lione e con mandato reale ufficiale, nel 1523 Verrazzano salpò da Dieppe con quattro navi.
L’inizio del viaggio non fu propizio: perse tre delle quattro caravelle. Ma il fiorentino non si arrese e continuò con la sola Delfina (Dauphine), sicuro di sé. Dopo una lunga e avventurosa traversata di 58 giorni e terribili tempeste, approdò nel nuovo mondo, nell’odierno Cape Fear, in Carolina del Sud, che chiamò Punta dell’Olivo. Ci preme precisare e ricordare che Giovanni da Verrazzano nel 1524 fu il primo navigatore ufficiale che piantò la bandiera reale francese nel Nuovo Mondo, prendendone possesso in nome della Francia. Fu il primo ad entrare con la Delfina nella baia di New York (Angoulème, in omaggio a Francesco I, conte d’Engoulème); risalì ed esplorò la costa atlantica americana fino a Terranova, descrivendo minuziosamente la flora, la fauna e gli indigeni. Con diligenza ne rilevò i dati geografici, battezzando quasi tutta la costa percorsa con nomi francesi ed italiani, i quali furono in seguito cambiati dagli olandesi prima (Anguleme è divenuta Nuova Amsterdam e New York con gli inglesi).
Oggi rimane ben poco di questa nomenclatura. Il suo viaggio, il suo primato è testimoniato dagli americani riconoscenti, con il nome dato ad un gran ponte: il Verrazzano Bridge, a perenne ricordo dell’impresa. Della nomenclatura verrazzaniana tre nomi hanno resistito attraverso gli anni, anche se trasformati: Nouvelle France, Acadie e Rhode Island. Nel nome del re di Francia, prese possesso delle terre scoperte, battezzandole: Francisca, Nova Gallia o Nova Franza. Da grande umanista qual era, il Verrazzano, in omaggio a Jacopo Sannazzaro, celebre allora per l’opera “Arcadia”, chiamò una regione della costa che a lui apparve idilliaca con il nome Arcadia, diventata Acadie, e Rhodos in omaggio all’Isola di Rodi, oggi Rhode Island.
Quel che volutamente si dimentica è che il Verrazzano, prendendo possesso delle terre suddette nel nome del re di Francia, Francesco I, fu colui che battezzò ciò che diverrà: Nouvelle France, Acadie e Rhode Island. Dunque, storicamente, fu Giovanni da Verrazzano il padrino della Nuova Francia. Nella sua relazione egli accenna anche ad una possibile colonizzazione ed i suoi vantaggi per la Francia (ciò che sarà poi ripreso da Champlain).
Dieci anni dopo, nel 1534, da St-Malo salperà un altro navigatore: Jacques Cartier, il quale continuò l’avventura lì dove fu interrotta dal Verrazzano, esplorando il San Lorenzo e “aprendo alla Francia e all’Europa la porta del Canada”.
Crediamo onestamente che queste precisazioni, molto spesso volutamente ignorate e distorte dalla storia ufficiale locale, dovrebbero unirci, arricchendo e convalidando legami culturali molto più numerosi e validi che le piccole divergenze e vedute che ci dividono, avanzate e sostenute caparbiamente da “storici” locali. Su quanto sostenuto, propongo una testimonianza degna di fede, quella del famoso gesuita Pierre Biard, nelle sue “Relations de la Nouvelle France.. 1616”: “Je crois que c’a esté ce Jean de Verazan qui a esté LE PARRAIN de ceste dénomination de NOUVELLE France…” - “Credo che sia stato Giovanni da Verrazzano IL PADRINO di questa denominazione di Nuova Francia…”.
Giovanni da Verrazzano, figura di un grande navigatore italiano e nome spesso relegato tra le pieghe della storia. “Premier grand pilote de France”, con tale titolo ufficiale, patrocinato dai mercanti fiorentini della colonia di Lione, navigò nel 1524 verso il Nuovo Mondo per conto del re di Francia Francesco I. Esploratore e cartografo della costa atlantica americana, è, fuori dubbio, il Padrino della Nuova Francia”. (aise)


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