La voce di Ginevra/ Francesca Cavallari: la mia vita al Cern – di Samantha Gatto

GINEVRA\ aise\ - “Francesca Cavallari é personalità di grande interesse nel mondo scientifico. Da diversi anni lavora con passione e professionalità nel campo della ricerca della fisica delle particelle. Una vera e propria vocazione, scoperta grazie ad un indimenticabile gita scolastica al CERN che le fece poi scegliere questa strada, di cui oggi va fiera. E con passione riesce a trasmettere ad altri il suo entusiasmo. Conosciamola meglio”. Ad intervistarla è stata Samantha Gatto per “La voce di Ginevra”, nuova testata online diretta da Oreste Foppiani.
D. Qual é stato il motivo che ti ha spinto a venire nella città di Ginevra?
R. Sono venuta a Ginevra inizialmente in gita scolastica con la mia classe dell’Università e ho potuto visitare gli esperimenti al CERN. In particolare, sono rimasta veramente folgorata dalla bellezza delle costruzioni degli apparati scientifici. Tornata a casa ho fatto subito domanda per una borsa di studio estiva per giovani studenti e così é iniziata la mia avventura scientifica a Ginevra.
D. Come vivi il tuo profondo legame con l’Italia a Ginevra?
R. L’Italia è un paese bellissimo, noi non ce ne rendiamo neanche conto perché siamo in qualche modo abituati alle bellezze naturali, ai paesaggi, alla storia, alla cultura e ai sapori della nostra terra. Io, fortunatamente, riesco a passare abbastanza tempo in Italia sia per lavoro sia in vacanza.
D. In che cosa consiste precisamente il tuo lavoro?
R. Io sono fisico delle particelle elementari presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Lavoro al grande acceleratore di particelle del CERN (LHC), che è costruito in un tunnel sotterraneo di 27 km di lunghezza, a 100 metri di profondità, nella regione di Ginevra. L’acceleratore permette di raggiungere un’energia molto elevata negli scontri fra le particelle, tali da riprodurre in laboratorio le condizioni che c’erano pochi istanti dopo il Big Bang. L’energia delle particelle negli urti è resa disponibile per creare nuova materia, secondo la legge di Einstein E=mc2, cioè per creare nuove particelle che non conosciamo e che vogliamo studiare. Questi studi permettono di capire quali sono le particelle e quali sono le forze che esistono, e di conseguenza come si è formato l’Universo che ci circonda.
D. Ci spieghi cos’è l’esperimento CMS?
R. L’esperimento CMS è come una gigantesca macchina fotografica, installata intorno al punto in cui i due fasci di particelle dell’acceleratore vengono mandati a sbattere. CMS fa le foto alle particelle che vengono prodotte negli urti e ci permette di studiare se ce ne sono di nuove.
D. Organizzi anche visite guidate al CERN per i bimbi?
R. Scendere nella caverna sotterranea per visitare l’apparato scientifico di CMS è veramente un’esperienza impressionante. Mi piace molto portare in visita i bambini e gli studenti. Spero che per qualcuno di loro la visita sia folgorante come lo è stato per me. Magari qualcuno diventerà scienziato nel mio campo o in un altro settore scientifico. La recente pandemia ha mostrato come sia importante per ogni paese formare scienziati: biologi, medici, matematici, fisici, statistici, chimici, ingegneri… Molto spesso proprio le bambine vengono scoraggiate dall’intraprendere una carriera scientifica, mentre è importante incoraggiarle. Le visite guidate e la divulgazione giocano un ruolo cruciale in questo aspetto.
D. Nel tuo lavoro, come riesci a conciliare la vita professionale con quella familiare?
R. Come in tutti i mestieri, ci vuole organizzazione per poter conciliare il lavoro con la vita familiare. A volte mi sentivo come un giocoliere con tutte le palle in aria, che se ci si distrae un attimo, crolla tutta l’organizzazione. Quando si hanno bambini piccoli è più difficile, soprattutto essendo lontano da nonni e zii, che danno un grande aiuto alle famiglie in Italia.
Per visitare il Cern e conoscere i programmi destinati a bambini e ragazzi cliccate qui”. (aise)