L'eco d'Italia/ Buenos Aires/ Il Console Generale Marco Petacco: “Siamo tornati ai ritmi record della fine del 2019” – di Pablo Mandarino

BUENOS AIRES\ aise\ - “Il contesto attuale generato dall’emergenza sanitaria non è certo dei migliori, è, anzi, un significativo ostacolo con cui ogni struttura che offre servizi deve confrontarsi. Le regole di distanziamento sociale, le limitazioni per l’accesso al pubblico, la quantità di persone che possono essere ricevute nello stesso tempo e le possibilità di mobilità sono tutte restrizioni necessarie che, però, pongono grandi difficoltà alla capacità delle organizzazioni di erogare i servizi. “Nonostante l’emergenza gravissima che ha colpito tutte le strutture che offrono un servizio al pubblico, durante questa pandemia – ci dice Marco Petacco, console generale a Buenos Aires – il Consolato Generale ha saputo velocemente ristrutturarsi e riesce a viaggiare su ritmi che sono esattamente quelli del 2019, quando ha raggiunto i livelli più elevati di produttività nella erogazione dei propri servizi. Buenos Aires si conferma una delle sedi più efficienti della nostra rete consolare, anche se in realtà non abbiamo mai smesso di erogare servizi all’utenza, anche nei momenti più difficili e nelle circostanze più complesse generate dalla pandemia””. A raccogliere le dichiarazioni del Console generale è stato Pablo Mandarino che a Buenos Aires dirige “L’Eco d’Italia”.
D. Perché, proprio in questo contesto, avete preso la decisione di comunicare i dati sui servizi forniti?
R. Abbiamo ritenuto opportuno mostrare al nostro pubblico, ai nostri utenti, quello che siamo riusciti a fare. Stiamo parlando di oltre 5.000 passaporti in un trimestre e più di 2.500 cittadinanze a cui abbiamo lavorato soltanto nei primi tre mesi di quest’anno. Stiamo parlando di migliaia e migliaia di atti di stato civile, di registrazioni anagrafiche e di iscrizioni alla nuova piattaforma digitale Fast It. È un modo per riconoscere lo sforzo importante delle donne e degli uomini che lavorano ogni giorno in questa struttura.
D. Come sta funzionando il Fast It?
R. Fast It sta avendo un enorme successo. Siamo in grado di registrare attraverso una semplice comunicazione digitale gli atti di stato civile prodotti nel formato previsto dalla normativa argentina, senza necessità che l’utente venga fisicamente a consegnarli in Consolato. È importante incoraggiare la iscrizione dei Connazionali residenti su Fast It anche perché diventerà sempre di più uno strumento centrale di dialogo con l’utenza. Sarà anche attivata prossimamente una nuova importantissima funzionalità che consentirà di registrarsi per il voto nelle elezioni del Comites.
D. Sui social si leggono alcune critiche e reclami al servizio consolare, soprattutto da coloro che cercano di ottenere un turno per la cittadinanza per ricostruzione. Si aspettava una domanda così ingente?
R. Da Buenos Aires mi aspettavo una sfida, che è una sfida nei numeri. La metà della popolazione argentina, lo dico per difetto, ha una ascendenza, in qualche modo, italiana, quindi la platea teorica di persone che richiedono servizi al Consolato è infinita rispetto alle risorse che razionalmente l’Amministrazione può mettere in campo per dare una risposta a questa esigenza; ed è chiaro che la nostra priorità va ai cittadini, soprattutto in questa fase di crisi pandemica, migliorando continuamente i servizi.
Le strutture che, ragionevolmente, possiamo dedicare alla ricostruzione di cittadinanza, che implica pratiche complesse con esame di documenti anche molto risalenti nel tempo, sono comunque una parte significativa (quasi il 20% delle nostre risorse complessive) di quelle impegnate a dare assistenza e servizi ai cittadini italiani (passaporti, acquisizione di atti di stato civile, servizi notarili, assistenza sociale). La ricostruzione è una cosa che facciamo in parallelo, con grande impegno e lavoro. Lo facciamo generando ogni anno, in media, circa 10.000 nuovi cittadini che è come dire che ogni anno l’Italia in Argentina crea una nuova piccola città, e questo soltanto a Buenos Aires. Sono numeri enormi, se uno li valuta in maniera aggregata. Comprendiamo la frustrazione degli aspiranti connazionali che desiderano la ricostruzione, tuttavia questa insoddisfazione dipende dalla dimensione veramente enorme della domanda, a cui non è purtroppo possibile sempre rispondere con tempistiche rapide.
La nostra priorità va a chi è già cittadino, quindi ad assistere loro, e siamo impegnati a migliorare i servizi che sono già servizi di eccellenza.
Ecco il nuovo Pren@taMi
Il Prenota online verrà a breve sostituito da una nuova piattaforma che si chiamerà Prenot@Mi, che sarà un’evoluzione del Prenota online ma con la stessa metodologia di base.
“Rappresenterà un importante salto di qualità”, anticipa Petacco, “con una nuova struttura digitale multilingue, che sarà più intuitiva, più facile da utilizzare per l’utente, e consentirà un sistema di doppia autenticazione dell’identità del richiedente che permetterà di certificare l’utente che chiede il turno identificandolo anche attraverso un’utenza telefonica individuale. Questo è un aspetto chiave, – spiega il Console Generale: “l’identità del richiedente verrà verificata e certificata attraverso un sistema di validazione della prenotazione e quindi si esclude, o comunque, si rende molto più complesso l’intervento di eventuali gestori e si ottiene il risultato che tutti auspichiamo, cioè creare una parità di condizioni nell’accesso ai nostri servizi, senza interferenze esterne che possano rendere un bene commerciale l’acquisizione del turno”. (aise)