LondraItalia/ Regno Unito rimane saldo tra i paesi più desiderati dai giovani italiani - di Alessandro Allocca

LONDRA\ aise\ - “Nonostante la Brexit che ha trasformato il Regno Unito in un paese terzo agli occhi del resto dell’Unione Europea, i giovani italiani mantengono ben saldo il loro interesse verso questo paese”. Come riporta Alessandro Allocca in un articolo oggi in primo piano sul portale di informazione bilingue LondraItalia.com, “La conferma giunge dall’annuale studio condotto dalla Swg e commissionato dall’Ambasciata Britannica in Italia con l’obiettivo di scattare una fotografica degli italiani che vivono in UK ma, al contrario, degli italiani in Italia che guardano all’UK come quella terra dove realizzare i propri sogni, migliorare il proprio status e soprattutto imparare una tra le lingue più parlate al mondo.
Il primo elemento rilevato dall’indagine offre la migliore sintesi di quanto emerge dallo studio. Nonostante il dispiacere per la Brexit, le difficoltà della pandemia e le sfide calcistiche dell’estate, l’atteggiamento degli italiani nei confronti del Regno Unito resta fortemente positivo, in particolare tra i giovani, per cui il paese si colloca al terzo posto tra i territori percepiti come più “vicini” in assoluto.
I giovani italiani vedono l’UK come uno dei migliori luoghi al mondo dove studiare e specializzarsi. Del Regno Unito amano in particolare le città, le opportunità professionali e la capacità di innovare. In merito all’agenda condivisa tra i due Paesi in ambito di G7, G20 e COP26, i giovani attribuiscono massima importanza alla collaborazione bilaterale su clima, lotta alla pandemia, sostegno all’occupazione e aiuti ai paesi più poveri.
Ampliando invece il raggio d’azione, oltre la metà degli italiani intervistati (56%) dichiara di essere stato almeno una volta nel Regno Unito, per la quasi totalità di questi (9 su 10) resta forte il desiderio di tornare oltremanica. Tra quanti sono stati almeno una volta poi, il 18% dichiara di avervi trascorso almeno un anno della loro vita. Di questi, il 77% descrive la propria esperienza come totalmente positiva.
In crescita rispetto all’anno scorso (83% contro il 76%) è anche la percentuale di chi conferma la propria intenzione di visitare il Regno Unito dopo la conclusione della pandemia. In particolare, quasi 1 giovane su 2 si dichiara certo di tornare oltremanica. Inoltre, una significativa maggioranza di questi (2 su 3) mantiene una forte propensione a recarsi in UK per studiare o specializzarsi (+6% rispetto al 2020).
Se oltre la metà degli italiani ha parenti o amici che vivono stabilmente in UK, 4 su 5 continuano a ricevere da questi riscontri positivi sulla loro esperienza oltremanica.
Del Regno Unito gli italiani apprezzano soprattutto le università e le opportunità di studio (74%), le città (73%), la cultura (72%), la natura (70%), seguite dalle opportunità di carriera (68%) e di business (67%) e la capacità di innovare (65%). Spicca tra i giovani, che si distinguono tra tutte le altre fasce d’età per il loro entusiasmo nei confronti del paese, la passione per le città (79%), l’attenzione alle opportunità di business (73%) e la capacità di innovare (72%).
Nove italiani su dieci dichiarano di aver considerato il Regno Unito come destinazione dei loro viaggi, mentre più della metà degli italiani sostiene di aver pensato di recarsi oltremanica per motivi di lavoro o affari (53%) o di studio (51%). Tra questi, una grande maggioranza dichiara che la propria propensione a recarsi nel Regno Unito non è diminuita rispetto al passato, per viaggi e turismo (86%), per motivi di lavoro/business (74%) o per motivi di studio (71%).
A ormai 5 anni dal referendum sulla Brexit del 2016, la metà degli italiani ritiene che il Regno Unito abbia sbagliato a scegliere di uscire dalle istituzioni di Bruxelles, mentre 1 italiano su 4 (-7% rispetto all’anno scorso) ritiene il contrario.
Nonostante questo, in un anno speciale per la relazione bilaterale tra UK e Italia, la percentuale di chi auspica il mantenimento di una forte sinergia anglo-italiana rimane di oltre 6 italiani su 10. Questi numeri salgono poi ulteriormente se ci si riferisce ad ambiti specifici della collaborazione, con un’ampia maggioranza che ritiene importante collaborare in materia di ricerca scientifica e innovazione (80%), per scambi commerciali e investimenti (78%), in ambito di istruzione e università (76%), di sviluppo sostenibile, energia e nella lotta ai cambiamenti climatici (74%), cultura e arte (71%).
In riferimento alle numerose aree di collaborazione tra Regno Unito e Italia nell’ambito delle rispettive presidenze del G7 e del G20 di quest’anno, nonché della partnership in vista della COP26, il summit delle Nazioni Unite sul clima, anche qui spicca la particolare attenzione dei giovani per l’importanza di affrontare insieme i cambiamenti climatici (89%), la lotta alla pandemia (85%), il sostegno alle imprese e al lavoro (83%) e l’aiuto ai paesi più poveri (83%)”. (aise)