LondraItalia.com/ Settlement Scheme: ultimi sette giorni. Il governo UK non estenderà il programma – di Alessandro Allocca

LONDRA\ aise\ - “Sette giorni esatti alla chiusura del processo denominato Settlement Scheme, ideato dal governo britannico e rivolto a tutti gli europei che intendono vivere, studiare e lavorare nel paese a seguito dell’uscita dall’Unione Europea. Proprio mercoledì prossimo, 30 giugno, ci sarà la deadline e Downing Street ha confermato che non estenderà ulteriormente la possibilità di ottenere la certificazione di residenza permanente, in assenza della quale si rischia di perdere il diritto a vivere e lavorare in UK”. Così scrive Alessandro Allocca su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“L’addio del Regno Unito all’UE, ufficialmente avvenuto il 31 dicembre 2020, ha posto fine al diritto automatico dei cittadini europei di insediarsi nel Regno Unito, e dei britannici di vivere nei 27 Stati membri.
Nell’ambito del divorzio, però, entrambe le parti si sono accordate affinché tutti potessero mantenere i diritti di residenza che avevano prima della Brexit. In UK questo significa che i cittadini europei devono presentare una domanda per confermare il loro settled status se vogliono continuare a lavorare, studiare o ricevere benefit sociali.
“Non estenderemo la scadenza dopo il 30 giugno”, ha dichiarato oggi il ministro per l’Immigrazione, Kevin Foster, il quale ha aggiunto: “detta in modo semplice, estendere la deadline non è una soluzione per raggiungere quelle persone che non hanno ancora presentato richiesta e saremmo semplicemente in una posizione in cui in futuro ci verrebbe chiesto di estendere di nuovo, creando addirittura più incertezza”.
Il governo britannico ha riferito che da quando il programma ha aperto a marzo del 2019 sono state presentate 5,6 milioni di richieste, solo poche delle quali sono state rifiutate. Un numero che va ben oltre la stima pre Brexit del governo di Londra, che parlava di circa 3 milioni di cittadini stabiliti nel Regno Unito. Le tre comunità che hanno presentato domanda e ottenuto il maggior numero di pre e settled status sono la polacca seguita dalla rumena e al terzo posto l’italiana.
A chi non presenterà richiesta entro la fine di giugno, il governo invierà comunque delle lettere in cui si daranno 28 giorni di tempo per agire. Le persone potranno presentare la richiesta oltre la scadenza se hanno avuto motivi ragionevoli come una malattia che abbia impedito loro di farlo prima, ma si tratta di casi davvero rari.
Chi si batte per i diritti dei cittadini europei in UK teme che alcune categorie di persone ancora non sappiano che hanno bisogno di presentare una application, soprattutto quelle più anziane che vivono qui da decenni e che al tempo stesso non hanno mai richiesto la doppia cittadinanza, quella ottenuta nel paese di origine e la britannica.
Infatti, il timore è che si possa ripetere il fenomeno denominato Windrush, l’esperienza traumatica di migliaia di migranti dei Caraibi che si stabilirono nel Regno Unito dopo la Seconda guerra mondiale invitati a raggiungere il paese per prendere parte alla ricostruzione. Decenni dopo, a loro vennero negati lavoro e cure mediche, e talvolta furono minacciati di rimpatri perché non avevano dei documenti che provassero il loro diritto a vivere in UK”. (aise)