NATALE FRA NOSTALGIA E TRADIZIONE – DI VITTORIO GIORDANO

NATALE FRA NOSTALGIA E TRADIZIONE – di Vittorio Giordano

PADOVA\ aise\ - ““Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” recita il proverbio popolare. Vale anche per gli italiani all’estero che a dicembre si riuniscono per celebrare la festa più attesa dell’anno. Anzi, vale soprattutto per loro, lontani dalla loro terra d’origine e più che mai affezionati a una festa che li fa tornare bambini. A Natale, gli italiani oltreoceano diventano un’unica, grande famiglia e, nonostante i più giovani preferiscano le feste con amici e colleghi nelle sale di ricevimento, in tanti si ritrovano tra le mura domestiche per riscoprire usi, tradizioni e specialità enogastronomiche del paese natìo”. Ne scrive Vittorio Giordano per “il Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero”.
“Come nel caso degli italocanadesi.
“Ricordo che la Piccola Italia di Montréal – racconta lo studioso Pietro Lucca – in quegli anni costituiva un vero villaggio italiano. A Natale, in ogni casa, un angolo privilegiato era riservato al presepe. Alla mezzanotte della vigilia, dopo il brindisi augurale, si intonava Tu scendi dalle stelle. A tavola, regnava sovrano il pesce e il famigerato capitone. Il giorno di Natale era d’obbligo, per i giovinetti, fare il giro di parenti e amici per portare gli auguri. Poi arrivava il cappone fumante. Usanze osservate fino ai tempi recenti”.
E preservate, tra gli altri, da campani, pugliesi, messinesi e anche dai carabinieri di Montréal. Da una ventina d’anni, la locale sezione dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri organizza una festa per i figli e i nipoti dei soci.
“Dopo la sfilata in divisa e gli inni nazionali – spiega il presidente Angelo Giummarra, originario di Ragusa, – un socio vestito da Babbo Natale entra in sala con un sacco pieno di regali, e li dona a una trentina di bambini che l’aspettano con impazienza”.
Il presepe dei campani
Da qualche anno, la Federazione delle Associazioni Regione Campania-Canada organizza l’allestimento di un presepe napoletano del Settecento nelle chiese di Montréal. Realizzato dal maestro Salvatore Vitucci, il presepe è stato donato dalla Regione Campania su richiesta della presidente della Federazione e consultrice regionale Anna Maria Maturi.
“Così rinnoviamo il senso di appartenenza alla nostra cultura”, dice Maturi. In quanto itinerante, dopo l’inaugurazione nel 2006 nella parrocchia della Madonna della Difesa, quest’anno il presepe è allestito nella chiesa Madre dei Cristiani. “Il presepe suscita molto interesse – aggiunge Maturi – tanto che molte scuole vengono a visitarlo”.
Naturalmente, il Natale dei campani ha le sue regole anche a tavola.
“La cena tipica della vigilia consiste in spaghetti o linguine alle vongole, alle cozze o con il capitone; oltre a gamberi, calamari, baccalà, seppie ripiene e frittu ra di pesce misto. Alcune associazioni – conclude Maturi – organizzano iniziative a tema, come l’arrivo di Babbo Natale”.
Un’attività per la quale si distinguono, su tutti, due sodalizi campani: l’Associazione Cerreto Sannita e quella delle Famiglie di Rocca d’Evandro. “Babbo Natale dispensa regali da venticinque anni, da quando è nata l’associazione – rammenta Pietro Masella, presidente di Cerreto Sannita –: nella sala sotto la chiesa di Saint Léonard, ogni anno, a inizio dicembre, facciamo felici circa trentacinque bambini fino ai 12 anni d’età. Compriamo i giocattoli grazie ai fondi raccolti durante l’anno in occasione di varie attività”.
Gli fa eco Alessandro Di Zazzo, presidente delle Famiglie di Rocca d’Evandro: “esistiamo da trentacinque anni, e da trenta organizziamo questa bella festa, sempre la prima domenica di dicembre: pranzo gratis per tutti i soci, e poi arriva Babbo Natale con un sacco pieno di doni per tutti i bambini in sala”.
Cartellate e spaghetti
Dal 1992, anno di fondazione dell’Associazione dei Valenzanesi di Montréal, soci, amici e simpatizzanti festeggiano il Natale ogni prima domenica di dicembre, gustando i piatti tipici del loro paese d’origine e accogliendo Babbo Natale.
“Una formidabile occasione per stare tutti in famiglia: nonni, genitori, nipoti e pronipoti”, spiega Franco Bellomo, presidente dell’associazione.
“Abbiamo una cuoca d’eccezione: Lina Parlati, famosissima per le cartellate, una ricetta pugliese natalizia. Senza dimenticare i fichi secchi, chiacune in barese. Cerchiamo di preservare e tramandare tutto quello che ci resta dei nostri paesi d’origine perché così conserviamo la nostra identità”.
“Sono arrivata a Montréal nel 1967 – ricorda Lina Parlati, originaria di Ceglie del Campo (BA) – e da allora, ogni anno, preparo le cartellate. Mio figlio viene appositamente da San Francisco per assaggiarle. Con questa specialità a tavola, l’atmosfera di Natale è decisamente più italiana”.
A Montréal c’è un sodalizio che brilla per la sua generosità: quello dei messinesi, protagonisti di un’iniziativa che coniuga tradizione e solidarietà. “Da qualche anno, a Natale – dice Franco Mendolia, presidente dell’Associazione Messinese di Montréal – prepariamo la pasta, a pranzo, per cinquecento bambini di una scuola, nel quartiere di LaSalle e dintorni, sempre tra la prima e la seconda settimana di dicembre. Per noi è un gesto di amicizia, e un regalo di Natale””. (aise) 

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