OSCAR GENERALE: IL PRODUTTORE ITALIANO DELLE STAR DI HOLLYWOOD – DI SILVIA GIUDICI

OSCAR GENERALE: IL PRODUTTORE ITALIANO DELLE STAR DI HOLLYWOOD – di Silvia Giudici

SAN FRANCISCO\ aise\ - ““Ho sempre sognato di entrare nel mondo dello spettacolo ed essendo una persona estremamente ambiziosa puntavo in alto: volevo arrivare a Hollywood e diventare un agente ma soprattutto un produttore”. La tenacia ha portato Oscar Generale esattamente dove desiderava, a Los Angeles, dove il suo sogno di diventare produttore cinematografico ed esperto di product-placement è diventato realtà. La ricetta del suo successo? “Aver lavorato sodo, sempre. Anche la mia indole simpatica, sveglia ed estrosa mi ha aiutato ad entrare nel mondo dello spettacolo”. Mi racconta così il produttore italiano, originario di San Giorgio Canavese in provincia di Torino, trapiantato negli Stati Uniti dove vive con la compagna Denny Mendez, ex Miss Italia e la loro figlia India Nayara”. Ad intervistarlo è stata Silvia Giudici per “l’ItaloAmericano”, magazine diretto a San Francisco da Simone Schiavinato.
“Tra i suoi film Speed Kills di John Luessenhop con John Travolta e The Poison Rose di George Gallo con Morgan Freeman.
E proprio a Los Angeles, Oscar ha deciso di trasferirsi vent’anni fa su consiglio di un grande attore hollywoodiano, Dustin Hoffman. “Mi chiese come mai non mi ero ancora trasferito in California, reputava il mio metodo di lavoro vincente e adatto per l’America”.
D. Oscar, ci racconti degli inizi, di come è cominciata la carriera in Italia?
R. Dopo la scuola dell’obbligo ho iniziato a fare diversi mestieri, dall’imbianchino al panettiere, dal venditore di prodotti nelle fiere al casellante in autostrada, al barista. All’inizio il mio obiettivo era entrare nel mondo della televisione facendo il manager dei più importanti e famosi attori italiani e così ho iniziato a lavorare facendo da tramite tra i clienti che ormai si erano affezionati alla mia simpatia e alla mia professionalità, e i personaggi del nostro piccolo e grande schermo.
D. Cosa è successo poi?
R. Ho deciso di trasferirmi da Torino a Milano e ho fondato la OG Management iniziando ad intraprendere il lavoro di agente per attrici ed attori Italiani (Raoul Bova, Claudia Gerini, Adriano Giannini, solo per citarne alcuni) proponendoli per convention, apparizioni pubbliche, eventi, campagne pubblicitarie, ampliando così la scelta che potevo offrire ai miei clienti. Sono diventato molto conosciuto nell’ambiente della televisione collaborando con Mediaset e Rai e anche nel mondo della moda lavorando con i più importanti stilisti.
D. Come è avvenuto il trasferimento a Los Angeles?
R. Nel mondo del cinema avevo iniziato a lavorare con attori americani per dare così un’alternativa ai miei clienti che volevano fare campagne promozionali con personaggi più internazionali e non solo nel territorio Italiano. Così nel 2005, alla ricerca di maggiori soddisfazioni, mi sono trasferito oltreoceano dove ho fondato la “Oscar Generale Productions”, tutt’ora esistente.
D. Di cosa si occupa esattamente a L.A.?
R. Faccio campagne pubblicitarie, spot tv, convention, programmi tv ed ospitate pubbliche ma soprattutto produco film e mi occupo di product placement sia nei miei film, sia sui red carpet, agli eventi etc.
D. Come è avvenuta la svolta per la sua carriera a Los Angeles?
R. Intrecciando i primi rapporti con il cinema americano e il jet set hollywoodiano; l’amicizia profonda con Adrien Brody – Oscar per il film Il Pianista – e la conoscenza di George Clooney mi hanno reso molto conosciuto nell’ambiente e tra i vip di Hollywood, sono diventato il più famoso agente e procuratore di celebrities internazionali in Italia e nel resto del mondo.
D. Quale è stato il segreto del successo?
R. L’aver abbinato il volto di celebrities americane a marchi di altissimo prestigio facendo ottenere successo alle aziende sotto tutti i profili e facendo diventare indimenticabili le campagne e gli spot televisivi. Ad esempio quello di Julia Roberts con la Maison Ferrè, Demi Moore per Rosato, Dustin Hoffman per Vergnano o Andy Garcia per Dierre.
D. Anche sua moglie Denny lavora nel mondo dello spettacolo, come conciliate lavoro e vita privata?
R. Denny si è trasferita a Los Angeles dopo che ci siamo conosciuti. Qui abbiamo costruito una famiglia: ora abbiamo una bellissima bambina che ci segue sempre nei nostri spostamenti. Tendenzialmente uno dei due sta sempre con la piccola Nayara: quando lavoro io c’è Denny, quando Denny è impegnata io faccio da “mammo”. Abbiamo comunque anche due nonne super in Italia che ci aiutano molto. Se uno si organizza non è comunque così complicato come può sembrare.
D. Hollywood... è come se la aspettava?
R. Hollywood, Los Angeles, l’America sono esattamente come me le aspettavo, esattamente come si vedono nei film. A me piace vivere qui!
D. La cosa più difficile quale è stata?
R. La cosa più difficile è stato l’impatto con la quotidianità quando mi sono trasferito perché parlavo pochissimo l’inglese perciò tutto mi sembrava un po’ difficile ma, ho superato tutto molto velocemente e brillantemente. Anche perché quando parli di business e soldi, anche se non parli bene l’inglese, tutti ti capiscono!
D. Pregi e difetti di questa città e di questo business a suo parere.
R. Ci sono cose che funzionano meglio, altre peggio rispetto all’Italia. Un esempio: la burocrazia, molto più snella in USA dove quasi tutto è telematico. Unico neo: non esistono i valori della famiglia e dell’amicizia. Peccato! Per il business invece, trovo Los Angeles uno dei posti dove si possono realizzare i propri sogni. Ovviamente con tanto lavoro, impegno e onestà.
D. Vive e lavora con il mondo dello spettacolo. È cambiata la percezione che ha delle celebrities ora che lavora a contatto con loro?
R. Ho sempre vissuto a contatto con persone famose; celebrities italiane prima, americane dopo. Credo di essere fortunato perché ho rapporti diretti con gli attori perciò io li vivo per quello che sono realmente e non per come vengono dipinti da agenti, manager, assistenti che molto spesso, li fanno risultare problematici e capricciosi.
D. Ha qualche aneddoto simpatico che ci può raccontare legato a qualche celebrity?
R. Quando abbiamo partecipato al carnevale di Cento, dove migliaia di persone affollavano il centro, Dustin Hoffman, inviato speciale, è salito sul palco a salutare, si è voltato verso di me e mi ha detto: “Meraviglioso, non ho mai avuto un’esperienza così. Mi sembra di essere Britney Spears!”.
D. Ho letto che è molto amico di John Travolta, come è nata questa amicizia?
R. Sì, siamo molto amici. È iniziata quando l’ho fatto venire in Italia la prima volta per un programma televisivo. Sono passati molti anni. Lui tiene molto al mio giudizio; mi chiede consigli e lavoriamo moltissimo insieme. Sono produttore anche degli ultimi 4 film che ha realizzato.
D. La sua carriera l’ha cambiata?
R. Nonostante la carriera fatta, nonostante il mondo in cui vivo quotidianamente, sono rimasto una persona umile e con i piedi per terra.
D. Ne ha fatta di strada… ora che progetto ha per il futuro?
R. Sono molto impegnato a livello cinematografico: a marzo inizierò un film a Malta intitolato “The Winemaker’s Son” e poi ancora un altro in agosto ma per il momento non posso dire di più. Ho diverse campagne in tutto il mondo da seguire, due programmi tv, un progetto con Morgan Freeman. Poi ci sarà il Festival di Cannes, presenze a sfilate e molto altro. Insomma ho un’agenda fitta di impegni!”. (aise) 

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