Rinascita flash/ Tempi di continuità e di regressi – di Sandra Cartacci

MONACO\ aise\ - “La continuità dei temi nell’anno nuovo dimostra che il calendario è solo un espediente per ricordarci che il tempo passa e le evoluzioni, che comunque accadono, in periodi come questi non portano nessuna novità. Le frontiere marittime e terrestri dell’Europa continuano ad essere aree di lotte di potere e tragedie disumane, la parità di genere resta un lontano obiettivo, l’impegno per il clima oscilla tra bla-bla e contraddizioni. Si parla di variante Omicron, presidenti delle repubbliche e, dulcis in fundo, elezioni dei Comites, che hanno deluso e scontentato tutti, com’era prevedibile, dopo l’assurda corsa a ostacoli della procedura per le candidature, la brevissima campagna elettorale, le difficoltà per accedere alla possibilità di votare i candidati”. Inizia così l’editoriale con cui Sandra Cartacci apre il nuovo numero di “Rinascita flash”, bimestrale dell’omonima associazione che dirige a Monaco di Baviera.
“È difficile che un governo prenda l’iniziativa di togliere un diritto, per quanto scomodo e trascurato, a 5 milioni e 600mila residenti all’estero che rappresentano il 9,5% dei 60 milioni di italiani residenti in Italia, eppure questa situazione ricorda impietosamente un modo di dire della lingua parlata tedesca, “rausekeln”, che significa mandare via qualcuno, sbarazzarsene, disgustare qualcuno fino a farlo andar via. Auguriamoci che gli attuali eletti ai Comites in tutti i continenti possano incidere sulle prossime decisioni in materia, possano battersi per la rappresentanza di una popolazione che resta italiana anche se paga le tasse all’estero, come un qualsiasi imprenditore, un artista, un professionista che lavorino oltre frontiera.
A metà febbraio 2022 verrà eletto in Germania il Presidente della Repubblica e un secondo mandato di Frank-Walter Steinmeier pare scontato. Dopo l’addio di Angela Merkel e i sussulti dovuti alla nuova maggioranza, un elemento di stabilità, in questi tempi confusi e destabilizzanti, può fare bene.
Peccato che invece Sergio Mattarella non se la senta e rifiuti anche solo l’idea della ricandidatura in Italia. Dal 24 gennaio si comincerà a votare per il nuovo Presidente, ma in un complesso gioco di intrighi e votazioni, maggioranze di due terzi e poi assolute, che si profila come un open end in cui l’ultimo partitino senza seguito può imporre i suoi giochi, forse in un ultimo, bieco canto del cigno. Mai avremmo potuto immaginare di dover accusare una minoranza di mettere a repentaglio la democrazia. Eppure pare essere diventata la nuova tendenza del primo ventennio del 2.000, dopo l’assalto a Capitol Hill dei trumpiani e con la protervia dei no-vax che sfilano per le strade scortando l’estrema destra nelle sue ingiustificabili “passeggiate”.
Andiamo incontro a un obbligo vaccinale che potevamo evitarci, considerate tutte le limitazioni, i certificati vaccinali e una variante, la Omicron, che pare avvicinarci alla fine della pandemia. I contagi però aumentano di nuovo, gli ospedali si riempiono, le restrizioni si fanno sempre più specifiche. Restano i bambini piccolissimi, gli immunodepressi, gli anziani con fragilità serie e tutte quelle persone che temono di più il vaccino del virus, a fronte di miliardi di persone che ancora i vaccini non riescono ad averli. Il senso civico rimbalza come i post sui social.
È la moda del regresso, la paura che diventa un vanto, l’orgoglio di non voler affrontare la realtà dei fatti, con tutti i rischi che ne conseguono, per sé e per gli altri. Il tempo passa, in certi casi non si evolve e la continuità dei sospetti e dell’egocentrismo ci accompagna anche in questo nuovo anno”. (aise)