SERGIO MATTARELLA DA NANCY PELOSI AL CONGRESSO: SAGGIO POTERE DELL’AMERICA – DI STEFANO VACCARA

SERGIO MATTARELLA DA NANCY PELOSI AL CONGRESSO: SAGGIO POTERE DELL’AMERICA – di Stefano Vaccara

NEW YORK\ aise\ - "Si deve arrivare da dentro Washington andando verso Capitol Hill, fino ad entrare al Congresso degli Stati Uniti, per capire veramente il "balance of power" della democrazia americana", scrive su La Voce di New York Stefano Vaccara, che continua a seguire la visita del presidente Mattarella negli Stati Uniti e dà ora conto dei risvolti politici dell’incontro fra il presidente italiano e la speaker della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, prima donna e prima italoamericana a ricoprire l’importante carica.
"Ciò che deve dominare simbolicamente anche fisicamente la capitale è questa imponenza del monumento di Capitol Hill che ospita sia la Camera che il Senato. Col suo cupolone che sta a Washington come San Pietro a Roma. A differenza invece di quella Casa Bianca che appare piccola, quasi invisibile schiacciata dalla maestosità del Congresso.
Perché così vollero i padri fondatori con la loro Costituzione redatta a Philadelphia: nel bilanciamento dei poteri tra Esecutivo (Presidente), Legislativo (Congresso) e Giudiziario (Corte Suprema), alla fine il presidente deve essere inferiore al Congresso (vero, al massimo gli può porre il veto sulle leggi che però possono comunque essere approvate a più larga maggioranza), mentre il Congresso può e tantissimo contro il presidente, fino ad annullarlo. Come? Appunto con la procedura di impeachment di questi giorni che, dopo il regolare processo e il voto finale al Senato, potrebbe togliergli ogni potere e cacciarlo dalla Casa Bianca.
Questa prefazione è importante per descrivere l’importantissima visita che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena avuto al Congresso, soprattutto per quei lettori che ancora dall’Italia credono che il vero potere della grande democrazia americana resti nelle mani presidenziali. Il presidente Donald Trump ha certamente il potere di far ancora tanti danni, ma è nel Congresso che resta tutto il potere in grado di fermarlo. Mentre Trump (anche se lui fa finta di ignorarlo) con i suoi tweet tenta di minacciare deputati che non gli garbano ("tornatevene da dove venite") o addirittura chiamando la speaker Nancy Pelosi una "politica di serie B". Con la sua replica immediata, dicendo alla stampa che lei "sta pregando per la salute" di Trump, la speaker Pelosi sembra suggerire anche una seconda via per cacciarlo: il 25esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che prevede un voto di tutti i membri dell’esecutivo per la dimostrata incapacità del presidente, quindi per ragioni di salute il passaggio dei poteri al vice, in questo caso Pence.
Torniamo alla visita di oggi, con Mattarella che prima incontra la commissione mista di senatori e deputati di origine italiana, cioè legislatori sia democratici che repubblicani che nel loro essere italoamericani trovano una unità d’intesa, almeno quando si tratta dei rapporti con l’Italia. E poi finalmente l’incontro del capo della Stato italiano con la terza carica dello Stato USA, quella Nancy Pelosi che davanti ai giornalisti, raggiante di gioia nel rivedere Mattarella e con gli occhi che le brillavano, ha detto di essere "così orgogliosa di essere la prima speaker italoamericana del Congresso".
Pelosi, nel dare il messaggio di benvenuto al presidente Mattarella, ha dato subito delle staffilate a quel Trump che proprio lei ieri alla Casa Bianca aveva messo in sofferenza, a causa di quei modi bruschi e rudi. La speaker ha ricordato sia lo stato delle relazioni economiche con l’Italia e l’Europa per la questione dazi, sia il ruolo della NATO e dell’Italia nell’alleanza. Pelosi ha affermato che l’Italia "è l’alleato più stretto che gli USA hanno nella NATO" e che col Congresso continuerà a lavorare affinché le relazioni economiche ma anche d’intesa sui valori tra Italia e Stati Uniti continuino forti e senza ostacoli. Chiaro messaggio a Trump: l’Italia di Mattarella non si tocca.
Nel suo messaggio Mattarella è stato altrettanto denso di parole di stima e rispetto per la carica che Pelosi rappresenta e per l’intero sistema democratico americano. "Democrazia antica" l’ha chiamata Mattarella, appunto per sottolinearne la reverenza nei confronti di quel "balance of power" di cui vi parlavamo prima. Mattarella, come aveva già fatto ieri alla Casa Bianca, in questo mese che celebra la cultura italiana in America, ha tenuto a ricordare anche la figura dell’esploratore Cristoforo Colombo".
L’articolo riporta "l’intero discorso pronunciato da Mattarella davanti ai membri del Congresso durante la colazione offerta dalla Speaker Pelosi. Un discorso", conclude Vaccara, "che tiene bene agganciati l’Italia e gli Stati Uniti nel loro futuro di alleati e di Paesi indispensabili l’uno all’altro, a prescindere da quali possano essere gli umori di giornata e di "salute" del presidente Trump". (aise)


Newsletter
Archivi