SETTLED STATUS E REATI PENALI: COME GESTIRE LA RICHIESTA PER EVITARE IL RIFIUTO – DI GABRIELLA BETTIGA

SETTLED STATUS E REATI PENALI: COME GESTIRE LA RICHIESTA PER EVITARE IL RIFIUTO – di Gabriella Bettiga

LONDRA\ aise\ - “Il termine ultimo per presentare domanda di settled o pre settled status per chi risiede qui o si trasferirà in UK entro dicembre di quest’anno, è il 30.06.2021. Sembra che un gran numero di persone abbia già ottenuto il permesso di soggiorno che permetterà loro di continuare a risiedere nel Regno Unito dopo il periodo transitorio, che si concluderà il 31.12.2020”. Ne scrive Gabriella Bettiga, director di MGBe Legal, su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto a Francesco Ragni.
“Per alcuni è stato molto semplice, per altri meno ma sembra che le domande siano state accettate nella quasi totalità dei casi. Le eccezioni sono rappresentate da domande che l’Home Office ha ritenuto “invalide” e quindi rigettato senza considerare nel merito, da concessione di pre settled status quando si avrebbe avuto diritto al settled status, e da rifiuti veri e propri.
Dalle statistiche rilasciate dall’Home Office risulta che un numero esiguo di domande di settled o pre settled status sia stato rifiutato, principalmente a causa di precedenti penali. Chi ha o ha avuto qualche problema con la giustizia, in UK o altrove, non si è ancora deciso a presentare domanda per paura di dover lasciare il paese in caso di esito negativo. C’è veramente il rischio di espulsione, e cosa si deve fare se si hanno precedenti penali? Questo dipende dal tipo di reato.
Mentre la guida pubblicata online dall’Home Office conferma che non tutti i reati devono necessariamente essere menzionati, ad esempio se è passato un certo numero di anni da quando sono stati commessi, è da tener presente che anche le condanne che non appaiono più sulla fedina penale possono essere tenute in considerazione nel decidere se il permesso di soggiorno debba essere concesso o rifiutato. Questo per via di un’eccezione al normale sistema di divulgazione dei precedenti penali applicabile all’immigrazione.
Innanzitutto, quando si presenta la domanda è importante dichiarare con chiarezza il tipo di reato, il paese in cui si è stati condannati e la sentenza ricevuta, anche per evitare di essere accusati di aver omesso informazioni rilevanti.
In genere ogni domanda di settled o pre settled status contenente autodichiarazioni di aver subito una condanna tende ad essere decisa in tempi più lunghi rispetto alla norma. In alcuni casi la richiesta verrà accettata senza problemi, mentre in altre situazioni l’Home Office vorrà più informazioni. In tal caso il richiedente riceverà via email un questionario da completare, con domande che variano da caso a caso, tese ad ottenere maggiore chiarezza sulle circostanze.
Se l’Home Office conclude che i precedenti penali sono molto seri, il caso potrà essere inviato al dipartimento di “Immigration Enforcement” che giudicherà se la persona debba essere esclusa o espulsa con conseguente rifiuto della domanda di settled status.
Reati minori non dovrebbero presentare alcun problema, mentre condanne lunghe, specie se più di una, o legate a crimini violenti o relativi a spaccio di stupefacenti, potrebbero essere causa di rifiuto. Molto dipende dalle circostanze specifiche dei singoli casi.
Conviene quindi aspettare o presentare la domanda al più presto? Visto che il settled status diverrà obbligatorio tra poco più di un anno, spesso non ha senso aspettare. La maggior parte delle domande è comunque approvata, ed inoltre in caso di rifiuto è possibile presentare appello. Rimandare dunque non fa molta differenza, ed è forse meglio cominciare ad ottenere una risposta dall’Home Office ed attivarsi in caso di rifiuto, ora che le norme transitorie sono ancora applicabili”. (aise) 

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