SISTEMA ITALIA: NUOVA FORZA PER IL CILE DI OGGI - DI NELLO GARGIULO

SISTEMA ITALIA: NUOVA FORZA PER IL CILE DI OGGI - di Nello Gargiulo

SANTIAGO DEL CILE\ aise\ - “Nel bel mezzo del mese di gennaio, l’Ambasciatore d’Italia in Cile, Mauro Battocchi, ha invitato il CGIE e il Presidente del Comites del Cile ad un pranzo di lavoro con Consoli e Vice-Consoli onorari. Il solenne tavolo della sala da pranzo della nostra sede Diplomatica è stato così il testimone di una produttiva e singolare riunione del Sistema Italia in Cile. Il menù, basato sulla dieta Mediterranea, è stato anche una dimostrazione di ciò che Battocchi, con entusiasmo, sta promuovendo come fiore all’occhiello delle Eccellenze italiane, forse proprio perché questa è portatrice di cultura oltre che di stile gastronomico”. Così scrive Nello Gargiulo, consigliere del Cgie per il Cile, in questo articolo pubblicato sull’ultimo numero di “Presenza”, quindicinale della Comunità Italiana del Cile.
“Agli invitati su menzionati – continua - si sono aggiunti l’ICE, l’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, e la Camera di Commercio italo-cilena. Il “Sistema Italia” rappresenta in effetti quell’asse centrale di una ruota che includendo anche il contributo di tutte le strutture associative italiane ed italo-cilene del paese, genera un insieme di valori e circostanze legate alla cultura, la lingua, la gastronomia, la moda, gli scambi commerciali e gli stili di impresa, come anche la solidarietà e la comunicazione che possono rendere efficace anche l’operato della comunità italiana nel suo insieme.
La giornata di lavoro dei nostri Consoli e vice Consoli si è chiusa con un invito del Comites presso il Club stadio Italiano di Santiago, per un incontro anche con i rappresentanti dei sodalizi italiani. In questo modo l’ambiente si è arricchito dando spazio ad una premessa ancora più amplia: quello di famiglia italiana del Cile.
Un buon inizio del 2020 per portare anche un po’ di speranza nella realtà di incertezza e dubbi che stiamo vivendo nel paese e forse anche per chiederci se possiamo dare qualche contributo specifico sia locale che da ricercare anche nel Belpaese per i prossimi appuntamenti e passi che la società cilena deve affrontare.
Intanto, quando riusciamo a passare per Piazza Italia, non esitiamo a dirigere lo sguardo a quel monumento (che piange con tutto l’intorno) donato nel 1910 dalla comunità di allora al paese per il primo centenario dell’indipendenza. Lo sguardo sereno del giovane che alza la fiaccola stimola infatti a rinnamorarsi della libertà, ma anche il modo come accarezza il leone che lo accompagna con lo sguardo puntato lontano induce a ripensare quella forza creativa e realizzatrice che gli italiani di allora si portavano dietro, con la contribuirono a costruire il paese. Sursum Corda, dicevano i latini. E il da fare non manca – conclude il pezzo di Presenza -. Diamoci coraggio: è un buon momento anche per fare Sistema”. (aise) 

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