Sono medico per Ellis Island: Anthony Fauci al convegno dei pediatri – di Damiano Fedeli

MILANO\ aise\ - ““Molti immigrati italoamericani erano imbevuti dello spirito di gratitudine trasmesso dai nonni ai genitori e ai nipoti. Questo spirito era l’amore per il loro nuovo Paese, l’America, e il desiderio di restituirgli qualcosa”. Anthony Fauci, l’immunologo consigliere scientifico di ogni presidente americano da Reagan fino a Biden e voce più autorevole nella lotta al Covid negli Stati Uniti, ricorda così la sua scelta di dedicarsi a medicina e ricerca. Un modo per sdebitarsi nei confronti dell’America che all’inizio del Novecento aveva accolto i nonni paterni, partiti dalla Sicilia e approdati a New York: Antonino Stefano Fauci (di cui lo scienziato porta il nome completo, Anthony Stephen) e Calogera Guardino, passati per Ellis Island, l’isolotto dove si controllavano documenti e situazione sanitaria, porta d’ingresso per milioni di immigrati”. Ampio spazio ad Anthony Fauci sul Corriere della Sera online che ieri ha pubblicato questo articolo di Damiano Fedeli e parte dell’intervento che Fauci pronuncerà la prossima settimana al congresso della Siaip.
“I ricordi di Fauci sono contenuti nel testo che pubblichiamo in questa pagina, parte dell’intervento che terrà il giorno 22 aprile quando inaugurerà, in collegamento video, il ventitreesimo congresso nazionale, online, della Siaip, Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica, presieduta da Gian Luigi Marseglia, direttore della clinica pediatrica al San Matteo di Pavia. Nell’occasione, verranno consegnate a Fauci, sempre virtualmente, le chiavi della città di Sciacca, nell’agrigentino, di cui è originaria la sua famiglia.
“Come testimoniano le stesse parole del professor Fauci — spiega la sindaca Francesca Valenti —, per noi l’identità e i legami familiari sono importanti. Speriamo di averlo presto fra noi”. Fauci racconta come il suo modo di contraccambiare gli Usa sia stato “quello di scegliere il servizio pubblico”. Dal 1984, infatti, dirige il Niaid, National Institute of Allergy and Infectious Diseases, parte dell’agenzia nazionale di sanità degli Nih, i National Institutes of Health.
L’invito al congresso italiano è venuto direttamente dal professor Marseglia, fra le autorità italiane in campo pediatrico, che spiega: “La Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica raccoglie oltre duemila pediatri. Molti sono giovani in cui crediamo molto e che sosteniamo con borse di studio. Con il Covid abbiamo un ruolo scientifico primario, visto che è una malattia che colpisce proprio il sistema immunitario. Per questo abbiamo pensato a un intervento di rilievo come quello di Anthony Fauci”.
Il convegno
Il XXIII convegno della Siaip, Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica si tiene, online, dal 22 al 24 aprile (siaip.it). L’intervento di Anthony Fauci, con la consegna virtuale delle chiavi di Sciacca da parte della sindaca Francesca Valenti, è atteso alle 17.30 nella giornata di apertura. Previsti i saluti del presidente della Siaip Gian Luigi Marseglia, e dei presidenti onorari, Giorgio Rondini e Alberto Giovanni Ugazio.
Sempre il 22, le due lectiones magistrales di Luigi Notarangelo, immunologo italiano che lavora negli Usa per lo stesso Nih di Fauci, e di Walter Ricciardi, ordinario di Igiene alla Cattolica e direttore scientifico della Maugeri di Pavia. Con Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale, Marseglia ha coordinato il recente Manuale di prevenzione e gestione dei danni indiretti nei bambini ai tempi del Covid-19.
L’intervento di Fauci
“Sono emozionato, onorato e profondamente commosso nell’accettare le chiavi della città di Sciacca in nome dei miei nonni paterni Antonino Stefano e Calogera Fauci. Entrambi sono nati a Sciacca, dove la famiglia di mio nonno gestiva un centro termale. All’inizio del ventesimo secolo, loro e i miei nonni materni immigrarono a New York via Ellis Island, ed è così che sono nato e poi cresciuto a Brooklyn, New York.
Nella mia esperienza, molti immigrati italoamericani erano imbevuti dello spirito di gratitudine trasmesso dai nonni ai genitori e ai nipoti. Questo spirito era l’amore per il loro nuovo Paese, l’America, e il desiderio di restituirgli qualcosa. Questo è stato certamente lo spirito instillato in me, originato da mio nonno, trasmesso a mio padre e da lui a me. Il mio modo di contraccambiare è stato quello di scegliere il servizio pubblico. Ho deciso di diventare medico visto che ero bravo nelle scienze ma volevo anche interagire con le persone. Lavorando al National Institute of Health potevo continuare a vedere i pazienti oltre a condurre ricerca medica. Nel 1984 sono diventato direttore dell’istituto e da allora ho avuto l’ulteriore privilegio di aiutare a guidare la risposta biomedica alle crisi sanitarie globali emergenti come Hiv, la pandemia influenzale, Ebola, Zica e ora Covid-19.
Essendo da poco entrati nel secondo anno di questa storica pandemia di Covid-19, siamo tutti comprensibilmente esausti e desiderosi di mettere fine alle sofferenze, alle tragiche morti e alle restrizioni che la pandemia ha imposto alle nostre vite. Straordinariamente, abbiamo diversi vaccini contro il Covid-19 che in tempo record hanno dimostrato grande efficacia fornendo la speranza di avere in mano gli strumenti per sconfiggere la Sars-Cov-2.
Nonostante i vaccini siano essenziali per raggiungere questo scopo, ovviamente non possiamo considerarli l’unica via d’uscita da questa pandemia. Sarà necessaria una strategia su due fronti: vaccinare quante più persone possibili nel minor tempo, continuando allo stesso tempo a seguire con costanza le misure di prevenzione della salute pubblica fin quando non avremo la meglio su questo virus.
Possiamo porre fine a questa pandemia e lo faremo. Ma quanto presto possiamo ottenere questo risultato dipende dall’impegno di ciascuno di noi nell’essere parte della soluzione. Quindi grazie ancora per questo straordinario onore delle chiavi della città di Sciacca che conserverò sempre come omaggio ai miei nonni paterni.
Davvero non vedo l’ora di poter visitare Sciacca, quando la pandemia sarà finita. Permettetemi di aggiungere infine che sono molto felice di sapere che il prossimo intervento in programma è quello del mio amico e collega al Nih, dottor Luigi Notarangelo, che terrà la lectio magistralis. Spero che vi piacerà il suo contributo e il resto del vostro congresso. Auguro a tutti buona salute e un buon proseguimento nel vostro lavoro eccezionale”. (aise)