SOUMAILA&I: DA AMSTERDAM ALL’EUROPA L’ARTE SI INTERROGA SU MIGRAZIONI E IDENTITÀ - DI SERENA GANDOLFI

SOUMAILA&I: DA AMSTERDAM ALL’EUROPA L’ARTE SI INTERROGA SU MIGRAZIONI E IDENTITÀ - di Serena Gandolfi

AMSTERDAM\ aise\ - ““Soumaila&I” nasce come reazione ad un trauma collettivo, identificato nella morte violenta di Soumaila Sacko, un ragazzo originario del Mali di appena 29 anni, bracciante agricolo, inglobato nel sistema del caporalato. Il ragazzo è stato assassinato il 2 giugno 2018 a San Calogero, nella zona di Rosarno. Il proiettile che lo ha colpito a morte è stato esploso da 60 metri di distanza. Il progetto “Soumaila&I” dell’artista italiana Chiara Mosciatti, residente ad Amsterdam, vuole preservare sul piano internazionale la memoria di questo avvenimento”. A scriverne è Serena Gandolfi su 31mag.nl, quotidiano online diretto ad Amsterdam da Massimiliano Sfregola.
““Quando ho letto la notizia della morte di Soumaila Sacko, dalla stampa italiana mi sono sentita a disagio”, racconta la Mosiatti. “Il primo intervento che ho ascoltato è stato quello di Aboubakar Soumahoro, collega di Soumaila e sindacalista della sigla USB, che collegava l’indebolimento della posizione dei lavoratori con la disgregazione del tessuto sociale. Ho sentito le parole di Soumahoro vicine ai miei valori e allora ho deciso di sfruttare un viaggio di lavoro a Palermo per raccogliere l’appello all’unità di Soumahoro”.
L’artista italiana, da anni nella capitale olandese, ha avuto un’idea: contattare Domenique Himmelsbach de Vries, un artista-attivista della capitale noto per un progetto permanente sui richiedenti asilo. Con “A paper monument for the paperless”, Himmelsbach de Vries ha realizzato decine di ritratti di rifugiati attaccati poi sui muri di strade e vie di Amsterdam e Olanda. “Gli ho chiesto di realizzare il sessantunesimo volto, quello di Soumaila, da diffondere in Italia. Domenique ha subito abbracciato l’idea”.
Ma l’idea iniziale della Mosciatti è diventata poi un progetto più ampio ed articolato: “Ad Amsterdam altri artisti mi hanno aiutato posando col ritratto di Soumaila, e a Bruxelles ho incontrato Elly Schlein ed Eleonora Forenza, due donne europarlamentari che tengono alto il dibattito in Europa in merito ai diritti umani e alle migrazioni”.
A Palermo il ritratto di Soumaila è stato esposto con la benedizione del Sindaco, Leoluca Orlando, ai cantieri culturali della Zisa, durante l’apertura di Manifesta12. A Roma e a Reggio Calabria, 150 poster di Soumaila sono stati diffusi da USB durante due manifestazioni in supporto dei diritti dei lavoratori e in ricordo della vittima, mentre a Faenza e a Forlì il Teatro dei Due Mondi ha realizzato una serie fotografica completa delle persone che hanno aderito al progetto.
Il ritratto di Soumaila si è nel frattempo evoluto nel progetto fotografico “Soumaila&I”: attraverso il processo di identificazione con la storia di Soumaila, la Mosciatti punta ad allargarsi a una collettività ampia, diversa, disponibile a mostrare la propria vulnerabilità e per questo capace di ribaltare una propaganda politica che si basa sulla narrazione dell’inflessibilità e del disprezzo.
“Come Leoluca Orlando ha voluto sottolineare durante il nostro incontro privato, noi non apparteniamo necessariamente al luogo in cui nasciamo, pertanto una metempsicosi è necessaria per l’evolvere dell’identità”.
Lo sviluppo dell’identità è un processo permanente e disomogeneo e necessita di una grande varietà di canali espressivi e di diversi tempi di realizzazione”. (aise) 

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