UNIVERSITÀ INGLESI: È BOOM DI ISCRIZIONI DA PARTE DEGLI STUDENTI STRANIERI – DI ALESSANDRO ALLOCCA

UNIVERSITÀ INGLESI: È BOOM DI ISCRIZIONI DA PARTE DEGLI STUDENTI STRANIERI – di Alessandro Allocca

LONDRA\ aise\ - “Non c’è emergenza sanitaria che tenga, e soprattutto timori legati alla Brexit: le università inglesi continuano a richiamare studenti stranieri. La conferma giunge dai dati preliminari raccolti dall’UCAS, University and College Admissions Service, l’organizzazione che gestisce il processo di iscrizione alle università britannica: le iscrizioni giunte fuori dai confini UK quest’anno sono aumentate dell’1,7% rispetto a dodici mesi fa, che equivale a oltre 71mila studenti provenienti da ogni parte del mondo, Europa compresa”. Ne scrive Alessandro Allocca su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“La crescita riguarda anche e soprattutto gli studenti che risiedono in UK, infatti nei primi 22 giorni dopo la pubblicazione dei risultati degli A-level, più di mezzo milione di domande di iscrizioni sono state accolte dagli atenei del Regno Unito, facendo registrare un aumento pari al 3,5% rispetto all’anno scorso.
L’aumento delle domande di iscrizione è riconducibile non solo alla capacità attrattiva che le università britanniche mantengono soprattutto tra gli studenti stranieri, ma anche una conseguenza delle valutazioni riviste verso l’alto dagli insegnanti britannici dopo la polemica estiva sui voti inizialmente assegnati, in piena emergenza Covid, tramite un contestato algoritmo ministeriale.
Se l’attuale tendenza trovasse conferma anche nelle prossime settimane, la proiezione finale rappresenterebbe un nuovo record assoluto, come riporta anche il Financial Times che ha condotto una ricerca in merito.
Il boom d’iscrizioni, anche se provvisorio, resta in ogni modo sorprendente tenuto conto che l’UK non solo è tra le nazioni al mondo più colpite dal coronavirus, e ancora non è chiaro quali saranno gli sviluppi futuri nella gestione della pandemia e se questi riguarderanno proprio l’insegnamento in aula, ma soprattutto è al centro delle trattative con Bruxelles per chiudere definitivamente i rapporti con l’Unione Europea, aspetto che porterà conseguenze anche al sistema universitario britannico in termini di fondi alla ricerca, e future iscrizioni da parte degli studenti europei”. (aise) 

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