UNIVERSITÀ: POLIMI LA MIGLIORE IN ITALIA E TRA LE MIGLIORI 150 AL MONDO/ SANT’ANNA NELLA TOP TEN PER LA RICERCA – DI ANTONELLA DE GREGORIO

UNIVERSITÀ: POLIMI LA MIGLIORE IN ITALIA E TRA LE MIGLIORI 150 AL MONDO/ SANT’ANNA NELLA TOP TEN PER LA RICERCA – di Antonella De Gregorio

MILANO\ aise\ - “Le parole chiave sono “giudizio dei datori di lavoro” e “impatto della ricerca”. È soprattutto su questi parametri che si gioca l’eccellenza delle università italiane. Quelle, almeno, che figurano nell’istantanea scattata dal Qs World University Rankings, classifica consultata ogni anno da 70milioni di studenti e famiglie. E nonostante il nostro Paese in questo lavoro tutto britannico, risulti penalizzato per via di alcuni parametri fondamentali (come il rapporto tra numero di docenti e di studenti, o la percentuale di studenti stranieri e di docenti internazionali) e quindi gli atenei stentino a conquistare un posto al sole vicino alle migliori - Harvard, Oxford e Mit - è interessante notare come il sistema Italia porti in graduatoria sempre più università, con risultati sempre più lusinghieri”. Così scrive Antonella De Gregorio che per il “Corriere della sera” analizza la classifica delle università giunta alla 16esima edizione.
“Nella sedicesima edizione del Ranking, gli analisti di Quacquarelli Symonds hanno incluso 34 atenei italiani, cinque in più rispetto alla precedente: un dato che ci colloca in settima posizione tra i Paesi più rappresentati e terzi in Europa dopo Regno Unito (84 atenei) e Germania (47) e prima di Francia (31) e Spagna (27).
Per valutare i progressi nazionali, costanti nelle ultime stagioni, vanno segnalate le due medaglie d’oro: il Politecnico di Milano (149esimo posto) - che prosegue nella sua traiettoria ascendente e si conferma per il quinto anno consecutivo prima università italiana - e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che entra tra le top 10 per l’indicatore che misura l’impatto della ricerca prodotta.
“La nostra strategia, focalizzata sulla ricerca, si è rivelata vincente. Considerando le nostre piccole dimensioni, il risultato è eccezionale”, ha commentato Sabina Nuti, rettrice della Scuola. Quattro le nuove presenze (Bari, Salerno, Udine e Parma). Quattordici le università che migliorano il posizionamento: tra queste il Politecnico di Torino, al 348esimo posto, precipitato di ottanta posizioni lo scorso anno e risalito di quaranta; l’università di Firenze, 448esima, che ha conquistato più di 50 posizioni; la Federico II di Napoli, 424esima casella, +48). Solo cinque quelle che retrocedono: a far rumore sono soprattutto la Normale di Pisa (204esima, giù di 29) e la Cattolica.
LE MIGLIORI DEL MONDO
Come ogni anno, anche questa volta il QS World Ranking 2020, è stato stilato valutando reputazione accademica, giudizio di datori di lavoro e head hunter, rapporto tra numero dei docenti e numero degli studenti, numero di citazioni per docente, percentuale di studenti stranieri e di docenti internazionali.
Sul podio, si confermano il Massachusetts Institute of Technology (MIT) - migliore università del mondo per l’ottavo anno consecutivo - l’università di Stanford e quella di Harvard. Nella top ten, nell’ordine, c’è Oxford che scavalca il California Institute of Technology, l’ETH di Zurigo (salita al sesto posto, migliore università dell’Europa continentale), Cambridge, University College di Londra, Imperial College di Londra, University of Chicago.
Il posizionamento complessivo della Gran Bretagna risente dell’effetto Brexit: a causa del crollo del riconoscimento dei datori di lavoro e dell’aumento delle dimensioni delle classi, le 84 università del Regno Unito registrano la loro terza peggiore performance di tutte le sedici edizioni.
IL POLITECNICO DI MILANO
Quanto al PoliMi, non solo scala la classifica globale, ma è anche il più apprezzato dai recruiter internazionali: per “employer reputation” è 61esimo al mondo. Tradotto: il suo punto di forza è la qualità dei laureati. L’Università Bocconi figura al 70esimo posto in questo importante indicatore, sebbene non compaia nella classifica globale essendo considerata un’università specialistica. Anche l’impatto della ricerca vale parecchi punti: nella “Citation per Faculty”, che misura le citazioni nelle pubblicazioni scientifiche indicizzate dalla banca dati bibliometrica Scopus/Elsevier rispetto al numero di docenti e ricercatori, il Politecnico meneghino migliora di 26 posizioni passando dal 190esimo al 164esimo posto al mondo. Buone anche la proporzione di docenti (364esimo) e studenti (269esimo) internazionali. “Un traguardo importante raggiunto grazie all’impegno e al duro lavoro e un passo in avanti per la città di Milano e il territorio – ha commentato il Rettore, Ferruccio Resta -. Ma non ci accontentiamo e siamo consapevoli che i prossimi risultati dipenderanno dalla nostra capacità di attrarre docenti qualificati dall’estero e dalla volontà del Paese di mettere in atto politiche universitarie adeguate”.
NORMALE E SANT’ANNA
Risultato eccezionale per la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa, decima al mondo per “Citations per Faculty”, l’indicatore che misura l’impatto della ricerca prodotta rispetto al numero di ricercatori. La Scuola Normale Superiore di Pisa è sedicesima al mondo nell’indicatore che misura la proporzione tra docenti e studenti. La concittadina Sant’Anna è centesima in questa misura, che penalizza fortemente le Università Italiane: ad eccezione di queste due, si classificano tutte oltre la settecentesima posizione.
RICERCA ECCELLENTE
Diciassette tra le migliori 300 Università al mondo per Citations per Faculty sono italiane. È questo l’indicatore in cui gli atenei tricolori ottengono la performance migliore e rappresenta il 20% del punteggio totale. La metà sale, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia registra la crescita più elevata, migliorando di 109 posizioni, seguita dal Politecnico di Torino, che sale di 100 punti. L’Università di Trento figura al 142esimo posto in questo ambito, guadagnando novanta posizioni rispetto alla precedente edizione. “L’Italia possiede eccellenze universitarie straordinarie e ci auguriamo che la sua classe dirigente le sostenga con investimenti adeguati e politiche lungimiranti”, ha dichiarato Ben Sowter, direttore della Qs Intelligence Unit.
PADOVA APPREZZATA DAI RECRUITER. IL BALZO DI FIRENZE
Cresce nell’opinione dei datori di lavoro anche l’Università di Padova, che guadagna quindici punti sia in questo indicatore (245esimo posto), sia nella classifica globale (234esimo). L’Università di Firenze registra la crescita più significativa, guadagnando oltre 53 posizioni e salendo dalla fascia 501 -510 al 448esimo posto.
NAPOLI, TRENTO E PISA
La Federico II di Napoli guadagna 48 posizioni rispetto alla edizione precedente e classificandosi al 424esimo posto. L’Università di Trento e quella di Pisa entrano tra le Top 400 al mondo, classificandosi entrambe al 389esimo posto, salendo rispettivamente di 37 e 33 posizioni.
UNIMI, CATTOLICA E BICOCCA
Qualche altro risultato: l’Università di Milano (302esimo posto globale), eccelle per “academic reputation”, guadagna nove punti e sale al 162esimo posto. L’Università Cattolica del Sacro Cuore, che perde una ventina di posizioni (e si colloca tra la 511 e la 520), è la quinta italiana preferita dai recruiter internazionali. Milano Bicocca eccelle in “citations per faculty” (+18 punti, al 175esimo posto), anche se figura solo tra le posizioni 591 e 600”. (aise) 

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