VINCENT MARCHESSAULT, IL GIOVANE QUEBECCHESE CHE FOTO-RACCONTA VENEZIA - DI GIULIA VERTICCHIO

VINCENT MARCHESSAULT, IL GIOVANE QUEBECCHESE CHE FOTO-RACCONTA VENEZIA - di Giulia Verticchio

MONTREAL\ aise\ - “Vincent Marchessault è assistente politico di Paule Robitaille, deputata di Bourassa-Sauvé per il Partito liberale del Québec. Studia Scienze Politiche e Relazioni internazionali alla McGill University ed è entrato nelle Forze Armate Canadesi come riserva dell’esercito. Ma un viaggio in Italia nel 2011 accende anche il suo spirito artistico: si innamora della nostra lingua e trova l’ispirazione per diventare fotografo”. Ne scrive Giulia Verticchio sul “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.
“Da quel momento in poi torna nel Belpaese ogni anno, visitandolo dal Piemonte alla Puglia, e studia l’italiano a Roma e a Venezia, per poi conseguire la CILS C1, Certificazione di Italiano come Lingua Straniera, a livello quasi madrelingua.
Tra le tante meravigliose foto che ha scattato, ormai come professionista, le migliori di Venezia sono state esposte nella mostra “Ombres et lumières de Venise” in alcune biblioteche pubbliche di Montréal. Dal 2016 presenta diverse conferenze su temi storici, dal Rinascimento italiano, alla vita quotidiana nella Roma medioevale, e alla fondazione di Montréal, rendendo accattivanti e curiosi anche contenuti solitamente più difficili.
La conferenza di maggior successo è stata “Splendeur, métamorphose et déclin de Venise”, seguita da più di 400 persone, che torna, arricchita di nuovi contenuti, martedì 11 febbraio alle 18:30 alla Bibliothèque de Rivière-des-Prairies (9001 Boulevard Perras).
Per questo evento è tornato un mese a Venezia nel dicembre scorso a fare altre ricerche, interviste e foto, girando per la laguna con 30mila dollari di attrezzatura fotografica sulle spalle.
L’8 aprile alla Bibliothèque d'Ahuntsic (10300 Rue Lajeunesse) ci sarà un evento-lancio dei suoi 2 libri, uno più documentaristico sulla Venezia del ‘500, “stile Alberto Angela” - ci dice Vincent -, e uno dallo stile giornalistico, con foto e testimonianze contemporanee della vita sulla laguna: “Cerco una prospettiva intima, vicina ai cittadini, alla natura, alla vera Venezia. I Veneziani sono stati molto gentili e aperti a parlarmi dei problemi di una città sporca, che muore di turismo, senza servizi per i residenti, sovraffollata e vuota… perché Venezia non si può chiudere come un parco giochi”.
Eppure, resta una delle città più belle e ricche di storia del mondo, certamente la più misteriosa, unica senza genere e magica”. (aise) 

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