"Crediamo ai fatti sulla guerra in Ucraina, non alla disinformazione": la diplomazia in Brasile su “Estadão”

BRASILIA\ aise\ - “La guerra di disinformazione condotta dal Cremlino fa parte di un tentativo di minare la solidarietà internazionale e il sostegno all'Ucraina. I nostri Paesi, insieme al Brasile e alla comunità internazionale, piangono la perdita di vite innocenti e lo sfollamento forzato di milioni di persone causato dall'invasione non provocata, ingiusta e illegale dell'Ucraina da parte della Russia. L'invasione viola il diritto internazionale e minaccia l'ordine globale basato su regole che ha contribuito a preservare la pace in Europa e altrove sin dalla Seconda Guerra Mondiale”. Inizia così l’articolo firmato da 35 ambasciatori esteri in Brasile, tra cui l’italiano Francesco Azzarello, pubblicato oggi sul quotidiano “Estadão”.
Di seguito la versione integrale, nella traduzione in italiano fornita dalla nostra Ambasciata a Brasilia.
Come i nostri Paesi, il Brasile ha condannato l'invasione della Russia all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. E, come molti di noi, il Brasile sta fornendo sostegno umanitario all'Ucraina e offre un rifugio sicuro agli ucraini che hanno dovuto fuggire dalle loro case.
Mentre l'Ucraina lotta per difendersi dalla guerra di aggressione della Russia, la comunità internazionale si trova a combattere una guerra di disinformazione condotta dalla Russia. Questo fa parte del tentativo del Cremlino di minare la solidarietà internazionale e il sostegno all'Ucraina.
La guerra della Russia danneggia tutti noi
L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia colpisce tutti. Il mondo intero si trova ad affrontare interruzioni della catena di approvvigionamento e dolorosi aumenti dei prezzi di cibo e benzina. Il Brasile è particolarmente colpito dal rischio di carenza di fertilizzanti. Eppure il governo russo sta cercando di convincere il mondo di non essere responsabile di nulla di tutto ciò.
Ma è la Russia che sta bombardando i campi e le scorte di grano, impedendo i raccolti di grano e mais. È la Russia che sta bloccando i porti e paralizzando la capacità dell'Ucraina di esportare cibo, causando potenziali carenze alimentari. È la Russia che sta costringendo milioni di persone ad abbandonare le proprie case bombardando città e villaggi. Se la Russia si ritirerà dall'Ucraina, molte delle interruzioni nella fornitura di cibo e beni essenziali si dissolveranno.
Le sanzioni imposte dalla comunità internazionale sono state appropriate e necessarie - non includono cibo o fertilizzanti. Le sanzioni colpiscono i leader politici e militari russi, gli oligarchi e i propagandisti, non il popolo russo. Se il diritto internazionale ha un significato, le élite russe non possono violarlo impunemente; devono pagare un prezzo.
La propaganda grossolana va vista per quello che è
La Russia sta usando bugie per giustificare l'invasione, sostenendo che l'Ucraina è governata da nazisti che hanno commesso atrocità contro l'etnia russa. Ma non è stata in grado di fornire alcuna prova di queste presunte atrocità. La verità è che l'ultima volta che l'Ucraina ha sperimentato l'uso di razzi e artiglieria pesante per colpire e terrorizzare i civili è stato quando è stata invasa dai veri nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
La Russia sta cercando di sviare la colpa per le violazioni dei diritti umani di cui è accusata, su cui sta indagando il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Nega ogni responsabilità per i massacri e gli stupri a Bucha e altrove, per l’attacco aereo sulla stazione ferroviaria di Kramatorsk che ospitava donne e bambini e per gli oltre 10.000 civili uccisi a Mariupol. Ma sappiamo tutti dove sta la verità.
Dobbiamo riconoscere dove sta la responsabilità
Come noi, il Brasile crede nei principi delle Nazioni Unite: i diritti umani e l'indipendenza degli Stati sovrani devono essere rispettati, le controversie devono essere risolte pacificamente e il potere militare non deve schiacciare il diritto morale. Abbiamo tutti un interesse comune a difendere lo Stato di diritto in Ucraina e a respingere i tentativi della Russia di incolpare gli altri per le conseguenze della sua aggressione”. (aise)