GLI ITALIANI DI LONDRA NON DIMENTICANO: IL CONSOLE VILLANI ALL’EVENTO PER GLI 80 ANNI DALLA TRAGEDIA DELL’ARANDORA STAR

GLI ITALIANI DI LONDRA NON DIMENTICANO: IL CONSOLE VILLANI ALL’EVENTO PER GLI 80 ANNI DALLA TRAGEDIA DELL’ARANDORA STAR

LONDRA\ aise\ - Si è svolta ieri a Londra una diretta online per commemorare l’80mo anniversario dalla tragedia dell’Arandora Star, la nave che venne affondata da un U-boot tedesco il 2 luglio del 1940 nell’Atlantico, causando la morte di 865 civili tra cui 446 italiani. La maggior parte di essi, internati civili in trasferimento dall’Inghilterra al Canada.
All’iniziativa ha portato il saluto istituzionale il Console Generale d’Italia a Londra, Marco Villani, che ha partecipato alla videoconferenza insieme agli altri relatori: Dominic Pini (Arandora Star memorial trust), Pietro Molle (Presidente del Comites di Londra), Caterina Soffici (scrittrice), Massimo Ungaro (deputato), Claudio Mancini, (familiare delle vittime e deputato), e Simone Ionta (vice-sindaco di Picinisco).
Il Console Generale, dopo aver rivolto un pensiero alle vittime dell’attuale pandemia, ha ricordato nel suo intervento come questa tragedia possa essere considerata “l’ennesima prova della follia in cui fu trascinata l’Europa durante la prima metà del novecento e, di conseguenza, la necessità di non dare mai per scontata la pace che ormai da molti decenni regna nel continente grazie soprattutto al processo di integrazione europea”. Ha poi aggiunto: “queste cerimonie hanno un valore anche più profondo, che si lega all’identità di una comunità. Perché, è da quali eventi una comunità sceglie di commemorare, che emerge lo spirito più intimo di identità nazionale”.
Ricordando infine che anche attraverso l’impegno della Farnesina e della sua rete diplomatica e consolare “l’Italia rivolge da sempre una profonda attenzione alla commemorazione di quei tragici avvenimenti che hanno investito i nostri concittadini fuori dai confini nazionali, il Console Generale a Londra, ha citato le tragedie di Marcinelle, in Belgio, e di Mattmark, in Svizzera e ha concluso il suo intervento affermando che: “quella dell’Arandora Star è una vicenda che si inserisce in un contesto che non è soltanto quello della nostra emigrazione ma piuttosto del nostro coinvolgimento in un momento storico ben preciso - il secondo conflitto mondiale - ed è anche per questo che ci sentiamo particolarmente vicini a chi quel giorno ha perso un parente o un amico”. (aise) 

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