OLTRE 100: LA PRESENZA DELLE ISTITUZIONI ITALIANE NEL SISTEMA SCOLASTICO ALBANESE

OLTRE 100: LA PRESENZA DELLE ISTITUZIONI ITALIANE NEL SISTEMA SCOLASTICO ALBANESE

TIRANA\ aise\ - L’Ambasciatore d’Italia a Tirana, Fabrizio Bucci, ha visitato ieri il Liceo Ismail Qemali che ospita la sezione bilingue italo-albanese per inaugurare la Mostra “Oltre 100”, progetto finanziato dall’Ambasciata d’Italia a Tirana a sostegno della Lingua Italiana affinché gli alunni che apprendono l’italiano abbiano interesse e curiosità per lo straordinario e storico intreccio delle relazioni fra i due paesi.
Nella mostra – spiega l’Ambasciata – sono esposti alcuni documenti tratti dall’archivio storico Nazionale di Tirana, che si riferiscono tutti allo stesso tema: la presenza dell’Italia, della lingua e della cultura italiana nel sistema scolastico albanese. La curatrice Albana Muceku, docente di lingua italiana presso il Liceo Petro Nini Luarasi, ha svolto una ricerca d’archivio dal 2013 al 2015, finalizzata a un Master Universitario, riportando alla luce scambi epistolari, rapporti, pagelle, curricula delle scuole italiane, in particolare relativi al periodo che va dal 1918 al 1941.
Dai documenti presenti nella mostra, annota l’Ambasciata, “si comprende come l’influenza che l’Italia ha avuto nel sistema scolastico albanese si è realizzata non solo grazie a scelte istituzionali condivise fra i Ministeri dei due Stati, ma soprattutto grazie all’impegno di persone che hanno costruito le basi di un sistema che ancora oggi ha un suo preciso ruolo nell’istruzione albanese, con le sezioni bilingui e il Programma Illiria. Questi pannelli offrono alcuni sguardi sulle relazioni fra le istituzioni che hanno avuto momenti di intenso scambio e che hanno affrontato varie difficoltà di natura organizzativa e gestionale. Ci sorprendono, comunque, per la loro attualità, per la vicinanza alle questioni che abitano da sempre le scuole, al di là di confini geografici o dei contesti storici. La ricerca di docenti, l’affanno per i limiti di spesa, le indicazioni che riguardano le date di esami, la nomina delle commissioni, la preoccupazione di un dirigente per la scarsa frequenza di bambini, la richiesta di erogazione di un corso della Dante Alighieri e altri dati che appartengono alla consuetudine scolastica”.
“Sono – conclude l’Ambasciata – vibranti interpretazioni di necessità ancora attuali: la reciproca attenzione ai diversi codici culturali, l’adozione di modelli pragmatici, la scelta di potenziare l’insegnamento di arti e mestieri a sostegno del commercio e dell’artigianato, aspetti rivolti ai metodi della vicina Italia, in una rinnovata logica europea e internazionale”.
Nel corso della sua prima visita, gli studenti hanno deciso di accogliere l’Ambasciatore con un progetto dedicato al cibo e alle tradizioni gastronomiche italo-albanesi, approfondendo gli aspetti organolettici e illustrando le proprietà e i benefici degli alimenti per il benessere psicofisico, mettendo così in pratica quanto studiato a scuola con quanto appreso in famiglia. (aise) 

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