Sarajevo: settimane fitte di incontri istituzionali per l'ambasciatore Di Ruzza

SARAJEVO\ aise\ - Settimane fitte di incontri queste ultime per l’ambasciatore d’Italia a Sarajevo, Marco Di Ruzza, che, insieme al secondo segretario commerciale dell’Ambasciata, Lorenzo Donatelli, hanno incontrato nei giorni scorsi il ministro della Cultura e dello Sport del Cantone di Sarajevo, Samir Avdić. Al centro dei colloqui possibili progetti congiunti nel settore della cultura e dello sport, specie rivolti ai più giovani, che possano agevolare il dialogo multiculturale e i processi di riconciliazione.
Si è trattato dell’ultimo di una serie di colloqui ad alto livello, che ha visto l’ambasciatore italiano rendere visita anche al ministro degli Esteri, Bisera Turković. Nel corso del colloquio, svoltosi in un clima di particolare cordialità, sono state affrontate diverse tematiche, in particolare il sostegno dell’Italia le prospettive di integrazione europea della Bosnia-Erzegovina, gli sviluppi della cooperazione Bosnia Erzegovina - NATO e i rapporti bilaterali.
Prima ancora Di Ruzza aveva avuto un cordiale e proficuo incontro con il ministro per gli Affari Civili, Ankica Gudeljevic. Al Dicastero guidato da Gudeljevic spettano compiti di coordinamento a livello statale su una pluralità di settori, tra i quali sanità, lavoro e sicurezza sociale, cultura, scienza-educazione e sport.
Nel corso del colloquio è stato constatato con reciproca soddisfazione l’eccellente stato delle relazioni tra i due Paesi in tali aree e in particolare per quanto attiene alla dimensione culturale (destinata a consolidarsi ulteriormente con la progettata apertura di un Istituto italiano di Cultura a Sarajevo). In proposito l’Ambasciatore ha voluto calorosamente ringraziare la Ministra per il sostegno assicurato all’Italia in ambito UNESCO, dove recentemente il nostro Paese ha visto aumentare il numero dei siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La Ministra, da parte sua, ha espresso notevole apprezzamento per l’azione italiana in sede UNESCO anche nel settore della salvaguardia del patrimonio culturale in aree di crisi internazionale. A tale riguardo, Di Ruzza ha ricordato l’impegno della Task Force italiana “Caschi Blu della Cultura” - istituita nell’ambito dell’iniziativa “Unite4Heritage” – alle cui attività la Ministra si è detta particolarmente interessata. In tale ottica è stata prospettata la possibilità di organizzare un evento congiunto a Sarajevo con la partecipazione della Task Force per valorizzarne le esperienze presso le autorità ed il pubblico bosniaco-erzegovesi. In materia sanitaria, il ministro ha rinnovato all’ambasciatore la gratitudine delle Autorità bosniaco-erzegovesi per l’assistenza offerta dall’Italia nel contrasto al Covid 19 nella prima fase della pandemia, rammentando in particolare l’aiuto prestato da medici militari italiani presso alcune strutture ospedaliere del Paese. Di Ruzza ha poi messo al corrente la sua interlocutrice dell’impegno dell’Ambasciata a favore della diffusione dell’insegnamento della lingua italiana presso le istituzioni scolastiche del Paese, confidando in una collaborazione della Ministra nel prosieguo dell’iniziativa, specie nell’ambito del Cantone di Sarajevo. Il ministro Gudeljevic ha auspicato la conclusione di un aggiornato accordo con l’Italia in materia di sicurezza sociale, nonchè la messa a punto di protocolli bilaterali idonei ad incentivare la cooperazione tra i due Paesi nel settore scientifico-tecnologico e in materia di scambi giovanili. Essendo infine il ministro residente presso il Distretto di Brcko, l’ambasciatore Di Ruzza ha colto l’occasione per mettere in luce il contributo fornito dall’Italia allo sviluppo del Distretto e alla più efficiente gestione della sua portualità, attraverso interventi a valere sul fondo InCE-BERS.
La serie di incontri si era aperta già il 22 luglio con il presidente del Consiglio dei Ministri della Bosnia-Erzegovina, Zoran Tegeltija. Tra i temi affrontati nel corso del colloquio, il percorso di avvicinamento della Bosnia-Erzegovina all’Unione Europea, anche alla luce del Consiglio di Stabilizzazione e Associazione EU-BiH svoltosi a Bruxelles il 13 luglio scorso. Nell’occasione le Autorità bosniaco-erzegovesi sono state esortate ad accelerare sull’agenda delle riforme indicata dalla Commissione europea per poter conseguire lo status di Paese candidato all’adesione. L’Ambasciatore Di Ruzza ha ricordato il convinto sostegno da parte dell’Italia alle prospettive di integrazione europea della Bosnia-Erzegovina e, più in generale, dei Balcani occidentali. L’Italia – così Di Ruzza – e’ impegnata in sede europea a conferire rinnovato slancio al processo di allargamento nella consapevolezza che ulteriori ritardi possono frustrare le aspirazioni europee delle popolazioni interessate, generando sentimenti di sfiducia e disaffezione nei confronti dell’Unione, specie tra i più giovani. Tegeltija ha ringraziato l’Italia per il costante supporto all’obiettivo europeo della Bosnia-Erzegovina, sul quale convergono tutte le componenti del Paese. Nello sforzo che la Bosnia-Erzegovina è chiamata a profondere per dare corso al suo cammino europeo, particolarmente importante – è stato osservato nel corso della conversazione - è il tema della riforma costituzionale ed elettorale, tuttora al centro di complessi negoziati tra le forze politiche, della quale è auspicabile l’approvazione entro il 2021 quale anno “non elettorale”. L’ambasciatore Di Ruzza e il presidente Tegeltija hanno infine constatato con soddisfazione l’eccellente andamento dei rapporti bilaterali, anche con riferimento alle relazioni culturali ed economiche. È stato in particolare ricordato che l’Italia è tra i principali partner commerciali della Bosnia-Erzegovina, sul cui mercato è presente un’ampia rete di imprese italiane. In proposito, Di Ruzza ha informato il suo interlocutore - che ne ha preso atto con notevole interesse - del progetto di aprire a Sarajevo un Istituto italiano di Cultura e dell’impegno dell’Ambasciata a favorire forme di aggregazione e coordinamento delle imprese italiane attive nel Paese. (aise)