CORONAVIRUS: 28710 CONTAGIATI/ 1084 GUARITI MA ANCHE 475 MORTI

CORONAVIRUS: 28710 CONTAGIATI/ 1084 GUARITI MA ANCHE 475 MORTI

ROMA\ aise\ - Sono 28.710 le persone contagiate in Italia dal coronavirus, 2.648 in più di ieri, anche se mancano i dati della Campania. Ben 1084 i guariti – il totale sale a 4.025 (37% in più di ieri) – ma anche 475 morti. Dei contagiati, 12.090 sono in isolamento domiciliare senza sintomi, 2257 sono in terapia intensiva. I pazienti trasferiti dalla Lombardia nelle altre regioni è salito a 55.
Questi i dati riferiti dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, affiancato dal presidente dell’Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro.
Borrelli ha dato conto delle forze in campo, degli ospedali da campo che stanno per essere allestiti – anche grazie alle forze armate, all’associazione nazionale alpini e alla Ong americana Samaritan’s Purse – della distribuzione delle mascherine e dei ventilatori e ricordato che il Dipartimento, raccogliendo numerose sollecitazioni, ha aperto un Conto corrente per raccogliere donazioni dei connazionali, che saranno utilizzate per acquisire attrezzature sanitarie e dispositivi di protezione individuali.
Mascherine che la protezione civile sta cercando in tutto il mondo: “è come una tela che tessiamo la mattina e si disfa la sera”, ha detto Borrelli, riferendosi alle difficoltà che poi emergono e non fanno andare in porto le commesse, prima tra tutte la chiusura delle frontiere, dando merito “al grande lavoro del Ministro Di Maio e i colleghi della Farnesina”, ma ribadendo la necessità che l’Italia si doti di una produzione nazionale.
Infine, un messaggio di “vicinanza ai sindaci della bergamasca che insieme alle strutture sanitarie e alla popolazione stanno vivendo un momento di grossa fatica e di impegno” e l’invito a tutti a rispettare “corretti comportamenti”, primo tra tutti “contenere spostamenti al massimo”.
A Brusaferro il compito di elencare i dati dell’ISS su epidemia e tasso di mortalità.
“L’andamento della curva epidemica a livello nazionale – nei casi confermati – è in crescita; le regioni del nord sono le più colpite”, ha evidenziato Brusaferro. “Nelle altre aree la crescita c’è ma non è così veloce, ma non dobbiamo farci illusioni”. La regola “è comportarci bene, tutti”.
Il presidente dell’ISS ha rilanciato più volte le raccomandazioni alla popolazione, soprattutto ai positivi senza sintomi che “devono rispettare assolutamente le regole di isolamento” e alle persone fragili, prima di tutto anziani e con più patologie. Persone che “devono essere più protetti, cioè devono stare a casa”. Per quelli nelle case di riposo – dove sono morte alcune persone – è obbligatorio astenersi dai contatti con i parenti.
Misure drastiche ma necessarie, perché, ha spiegato Brusaferro, l’analisi sulla mortalità evidenzia appunto che muoiono soprattutto persone dai 70 agli 89 anni, maschi (le donne sono solo il 30%), con patologie pregresse - fibrillazione, demenza, diabete, cancro, epatopatologie: il 48,5% dei morti ha tre o più patologie, il 25,6% due, l’altro 25% una. Soltanto nello 0.8% dei deceduti non è stata riscontrata nessuna patologia pregressa.
Confermata anche la sintomatologia prevalente nell’esordio del virus in chi è stato ricoverato e poi, purtroppo, è morto: febbre, dispnea – cioè difficoltà a respirare - e al terzo posto la tosse.
Le patologie pregresse, ha precisato Brusaferro, sono state riscontrate anche tra i più giovani, intendendo gli under 50: patologie cardiovascolare, renali, diabete, obesità, tra le più comuni.
“Siamo in una fase in cui misuriamo l’effetto delle misure adottate in tutto il Paese”, ha aggiunto: “ne vedremo i benefici tra qualche giorno, non dobbiamo mollare. Non ci sono scorciatoie, né test miracolosi”, ha detto Brusaferro. “È importante il comportamento. L’arma decisiva siamo noi e come ci comportiamo”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi