CORONAVIRUS/ 33.190 CONTAGIATI/ 415 GUARITI E 427 MORTI IN PIÙ

CORONAVIRUS/ 33.190 CONTAGIATI/ 415 GUARITI E 427 MORTI IN PIÙ

ROMA\ aise\ - Sale ancora il numero dei contagiati dal coronavirus in Italia. 4480 le persone risultate positive ieri, 33.190 il numero complessivo dei contagi. Di questi, 14.935 sono in isolamento domiciliare senza sintomi o con pochi sintomi, 2498 in terapia intensiva (pari all’8% del totale – ieri era il 10%). Altre 415 persone sono guarite – il totale sale quindi a 4440 – ma 427 sono morte. Questi i dati diffusi oggi pomeriggio da Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, affiancato in conferenza stampa da Alberto Villani, Presidente dell’Associazione Italiana Pediatria.
In aumento anche il numero delle forze in campo a dimostrazione, ha sottolineato Borrelli, dello “sforzo straordinario della società civile”: si tratta di 5905 volontari, 1432 in più di ieri, che il capo della protezione civile ringrazia insieme al personale sanitario, alle forze armate, di polizia e alle amministrazioni coinvolte.
655 le tende pre triage, 12 più di ieri, allestite fuori dagli ospedali; 122 quelle montate fuori dai penitenziari.
Attraverso la Cross - Centrale Remota di Soccorso Sanitario – sono stati trasferiti 59 trasferiti dalla Lombardia - 4 in più rispetto a ieri; 22 sono positivi al Covid19, 37 sono pazienti “ordinari”.
Borrelli ha quindi dato conto del gran numero di giovani impegnati nel programma Erasmus che sta tornando a casa, soprattutto passando per l’aeroporto di Fiumicino: “ci sarà uno spostamento sul territorio nazionale; abbiamo disposto che vengano presi all’aeroporto da un solo familiare e che debbano recarsi immediatamente nel loro domicilio dove rimarranno in isolamento fiduciario” per i 14 giorni previsti dal decreto firmato dal Ministro De Micheli.
Lo stesso Borrelli, invece, ha firmato un’ordinanza di protezione civile che consente la dematerializzazione delle ricette mediche: “attraverso un codice da dare in farmacia, i pazienti on dovranno più recarsi dai medici di base per la ricetta”.
Attenzione anche agli animali: “ci segnalano da più parti l’abbandono di animali domestici, soprattutto cani: è un atteggiamento deprecabile. Non c’è dimostrazione di diffusione di contagio da animali a persone”, ha detto in proposito Borrelli prima di lasciare la parola a Villani per l’approfondimento pediatrico.
“È confermato anche in Italia il dato riscontrato altrove: questo virus non è un problema per i bambini”, ha detto il presidente dei pediatri. “Ad oggi i bimbi risultati positivi sono circa 300 in tutta Italia, nessuno è morto e non ci sono casi gravi: voglio quindi rasserenare genitori e nonni. Devono sapere che non è un problema pediatrico”.
Le raccomandazioni per i genitori sono sempre le stesse, emergenza o no: “chiamare il pediatra” in presenza di qualsiasi sintomo.
Commentando i dati di oggi – che di fatto hanno certificato il sorpasso dell’Italia sulla Cina quanto al numero di vittime – per Villani sono un ulteriore segno del funzionamento del nostro Sistema Sanitario: “il nostro SSN ha dati che pochi altri paesi hanno” e garantisce “accuratezza diagnostica” anche in presenza di questo virus “molto importante, che colpisce soprattutto anziani e personale fragili”. Che l’impennata dei contagi stia a dimostrare che ci stiamo avvicinando al famoso “picco”, però, è tutto da dimostrare: “abbiamo dei dati aggiornati, dati importanti, che vanno valutati”, ha ribadito rilanciando l’appello agli italiani a seguire le raccomandazioni del governo.
Quanto ai centri migranti e alla sicurezza di chi vi abita, Borrelli ha detto che non ci sono criticità e che il Dipartimento libertà civili del Viminale si è mosso per tempo. Critica in alcune città l’assistenza ai senza fissa dimora – circa 50mila. Per loro, ha ricordato Borrelli, comuni e regioni possono anche acquisire strutture alberghiere “avendo poi ristoro dei costi sulla gestione dell’emergenza”.
Tornando agli ospedali, preso atto dell’avvertimento rilanciato dall’Aifa sull’approvvigionamento dei farmaci, visto che, ha detto Villani, “non sono segnalate criticità”, Borrelli ha chiarito che le mascherine destinate ai sanitari sono solo quelle certificate ffp1 e ffp2, che “qualora dovessero essere bloccate alle dogane verrebbero requisite, così come è già accaduto in Lombardia”, mentre le altre prodotte anche in Italia da aziende che stanno riconvertendo la produzione – come per altro previsto dall’articolo 16 del “Cura Italia” - sono destinate ai cittadini che volessero essere particolarmente prudenti ma che comunque dovrebbero rispettare distanze e norme di igiene: “è qualcosa di più rispetto a niente. Sono utili”, ha chiosato il capo della protezione civile, prima di chiudere con un accenno ai tamponi: “ne abbiamo acquistati 390mila e sono in distribuzione in tutte le regioni. Se serve ne compreremo degli altri”. (aise) 

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