CORONAVIRUS/ 37.860 CONTAGI/ 689 GUARITI E 627 MORTI IN PIÙ

CORONAVIRUS/ 37.860 CONTAGI/ 689 GUARITI E 627 MORTI IN PIÙ

ROMA\ aise\ - Sale ancora il numero dei contati da coronavirus in Italia: 4670 i “nuovi” positivi, per un totale di 37.860. 19185 di loro sono in isolamento domiciliare, senza sintomi o con pochi sintomi; 2655 in terapia intensiva (pari al 7% del totale dei positivi).
I guariti sono 689 in più di ieri, per un totale di 5129; ben 627 i morti, “con il coronavirus, non per il coronavirus” ha detto Angelo Borrelli, capo della protezione civile nella consueta conferenza stampa pomeridiana, affiancato oggi da Roberto Bernabei, presidente di “italia longeva” e primario di geriatria alla Cattolica di Roma.
In aumento anche le forze in campo - 1000 i volontari in più rispetto a ieri – e le tende per il pre triage - 14 in più, per un totale di 669; sempre 122 quelle nei penitenziari.
Un solo paziente è stato trasferito con la Cross - 60 in totale: 23 con il coronavirus, 37 senza.
Borrelli ha quindi riferito di aver firmato un’ordinanza per il pagamento anticipato delle pensioni, sia negli uffici postali che in banca: non saranno più pagate in un unico giorno, ma dal 26 al 31 marzo; stessa cosa accadrà ad aprile e nei mesi a venire.
Inoltre, ha informato, con il ministro Boccia, i presidenti delle regioni e il Ministero delle finanze si è a lavoro per chiudere l’ordinanza necessaria per costituire la task force dei 300 medici che andranno a supporto delle sanità regionali che ne hanno bisogno.
Prima di chiudere, Borrelli ha smentito due false notizie: la protezione civile “non requisisce materiali destinati a regioni o ospedali; sarebbe una lotta tra alleati”. In secondo luogo “non ci stiamo preparando per dichiarare misure di biocontenimento su tutto il Paese da metà aprile. Queste sono false notizie che devono essere non solo smentite ma anche punite. Sono destituite di ogni fondamento”.
A Bernabei il compito di ribadire che il Covid è un virus che colpisce soprattutto gli anziani: “l’istituto Superiore di Sanità ha analizzato le prime 355 cartelle dei deceduti da cui emerge un dato precisissimo: soltanto in 3 non avevano patologie; tutti gli altri ne avevano una (25%), due (25%) o tre (48%)”. Quindi “il dato importante che fotografa bene la realtà è che il fattore di rischio vero è l’età geriatrica, ma anche patologie concomitanti”, le più pericolose sono “ipertensione, cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, diabete.
Ciò, ha aggiunto, “spiega anche l’eccesso di mortalità, visto che siamo il paese più vecchio del mondo dopo il Giappone”. In Italia, l’età media degli infettati è di 63 anni, contro i 46 dei cinesi. Nel nostro Paese, il tasso di mortalità sotto i 60 anni è del 10%”.
Sull’ipotesi di dotare i positivi di saturimetro per tenere d’occhio i probelmi respiratori e intervenire prima della crisi, Bernabei ha detto che sì, potrebbe essere utile, ma è cosa difficile da mettere in pratica: “tutto quello che oggi chiamiamo tecnoassistenza è utile, ma serve anche una centrale di ascolto h24. È più facile farlo in singole situazioni, che non in una di massa come quella che viviamo, ma certo la strada dello sviluppo tecnologico deve essere intrapresa”.
Che quella in atto possa essere un’epidemia molto lunga “è possibile. Non possiamo saperlo fino al picco della viralità”.
Anche Borrelli, incalzato dai giornalisti alla luce di alcune dichiarazioni di questa mattina, ha confermato che “non sapremo mai quando ci sarà il picco. Si parla della settimana prossima e della la successiva, ma non c’è un dato scientifico, ci sono tendenze e valutazioni che devono trovare riscontri oggettivi”. Ribadito ancora una volta che “le misure prese dal governo hanno dato dei risultati”, Borrelli si è detto certo del fatto che “il numero dei positivi sia frutto della circolazione del visus precedente alla “stretta” che è stata data dal governo”.
“Stretta”, ha aggiunto Bernabei, che non ha ancora raggiunto le due settimane: “sono passati 10 giorni dall’11 marzo”, ha ricordato,sostenendo che “due settimane sono il tempo minimo di studio per fare i conti”.
Nel frattempo, le regioni stanno implementando le terapie intensive come richiesto dal Ministero della Salute: “all’inizio dell’epidemia erano 5400 e siamo arrivati intorno agli 8000”, ha detto Borrelli.
L’auspicio è che non servano, anche se in diverse zone del paese emergono piccoli focolai: di oggi la notizia di quello di Fondi. “l’emergere di “spot” nei prossimi giorni è possibile”, ha chiosato Bernabei. “L’importante è che siano focolai ristretti; fondamentale è il contenimento”. (aise) 

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