AFFRONTARE L’EMERGENZA

AFFRONTARE L’EMERGENZA

ROMA – focus/ aise - Uno sportello di sostegno psicologico: è quello attivato a partire da oggi dal Com.It.Es. di Basilea.
Il servizio di assistenza psicologica sarà rivolto ai connazionali presenti su tutto il territorio elvetico e affiancherà lo sportello telefonico e il servizio mail preesistenti e attivi sin dall’inizio dell’emergenza da COVID-19.
Il Com.It.Es. continua inoltre ad aggiornare continuamente i propri canali web sulla situazione d’emergenza in Svizzera e in Italia, rielaborando, in forma compiuta e accessibile alla comunità, le diverse misure decise sia dalla Confederazione sia dal nostro Governo per contenere il contagio e far fronte all’emergenza Coronavirus.
“Il servizio aggiuntivo di sportello psicologico sarà di sostegno soprattutto per affrontare stress e disagio psichico che il difficile momento può generare, insieme a fornire la competente assistenza a coloro che, già colpiti da problematiche preesistenti, vedono accrescere i lori sintomi”, spiega la presidente Nella Sempio.
Il servizio sarà effettuato attraverso colloqui telefonici gratuiti tenuti dalla stessa presidente insieme ad Antonio Marcello, entrambi in qualità di psicologici e terapeuti di consolidata esperienza. I colloqui sono orientati ad offrire un sostegno psicologico qualificato e sono protetti da segreto professionale. Naturalmente il servizio è gratuito per chi lo richiede ed effettuato su base volontaria per chi lo esercita.
“A fronte del grande impegno organizzativo e di gestione che ci attende, speriamo possa contribuire al passaggio di questo periodo d’emergenza”, aggiunge Nella Sempio.
Per accedere allo sportello e dialogare con uno dei due psicologi, occorre chiamare il numero 078 211 15 33 o 076 441 29 53 oppure invia una mail a marcello.psychologie@gmail.com o info@comites-basilea.ch. Chi farà richiesta sarà contattato quanto prima.
“Quella che stiamo attualmente vivendo è la più grande crisi umanitaria sin dalla seconda guerra mondiale e rischia di generare conseguenze catastrofiche anche per l'economia e l'unità politica dell'Unione Europea”. Si apre così la riflessione di Daniela Di Benedetto, presidente del Comites di Monaco di Baviera, che insieme a Peter Kuhlmann rivolge un appello ai cittadini europei: “uniamoci!”.
“Non dobbiamo e non possiamo permettere che questa crisi distrugga la nostra comunità europea”, affermano Di Benedetto e Kuhlmann, che rivolgono un appello anche “a chiunque rivesta una responsabilità politica o mediatica nei Paesi che la compongono, svolgendo un ruolo chiave nel suo sviluppo”.
“La priorità assoluta in questo tragico momento storico”, scrivono, “è salvare vite umane: nel nome di questo sacrosanto obiettivo dobbiamo soppesare ogni mezzo di azione e di intervento e ringraziare gli eroi che ogni giorno rischiano la propria vita per salvare quella altrui. Allo stesso tempo dobbiamo assolutamente avviare da subito una riflessione su come possa l’Unione Europea innescare quei processi che condurranno alla ricostruzione economica dopo che la crisi sanitaria sarà stata superata. La relativa controversia assume proporzioni che non promettono nulla di buono. In questo delicato momento vediamo pericolosamente riaffiorare, anche attraverso la stampa, vecchi stereotipi, risentimenti e rivendicazioni di natura nazionalistica”.
“Da questa riflessione prende le mosse questo appello”, continuano Di Benedetto Kuhlamnn, “rivolto a chiunque rivesta una responsabilità politica o mediatica e che sia cosciente della propria grande responsabilità al servizio di un'Europa unita: non puntiamo il dito l’uno contro l’altro, non riproponiamo vecchi stereotipi, cerchiamo in armonia una soluzione comune, che sia accettabile per tutti gli Stati membri”.
“Il tentativo di costringere singoli Stati ad assumere di volta in volta il ruolo del “cattivo” e a enfatizzare la presunta natura esemplare della propria posizione non può che risultare svantagiosa per tutti”, continuano. “Ogni presunto vantaggio in termini di popolarità in uno qualunque dei Paesi membri, finisce solo col favorire la ribalta di irresponsabili populisti di tutta Europa, che non vedono l'ora di raccogliere i frutti di un eventuale confronto privo di scrupoli”.
Di Benedetto e Kuhlmann si dicono “fiduciosi che alla fine si troverà comunque un compromesso, speriamo però che durante il processo che porterà al raggiungimento di tale accordo non si evidenzino troppi risentimenti reciproci. Se così non fosse i movimenti populisti saranno gli unici a trarne vantaggio: il veleno delle reciproche accuse difficilmente sparirà dalla memoria degli elettori”.
“Dobbiamo proprio aspettare che il virus tocchi con tutta la sua brutalità i Paesi veramente poveri di questo globo per renderci conto di quanto noi Europei, nonostante tutto, siamo ancora fortunati?”, si domandano. “Non sarebbe piuttosto il caso di renderci conto subito di quale grande valore sia il fatto stesso di avere Paesi fratelli europei con cui poter discutere su un programma comune di rilancio?”.
“Se una volta si inneggiava “Lavoratori di tutti i Paesi, unitevi”, oggi si dovrebbe dire “Cittadini europei, uniamoci!”. Non lasciamoci ingannare dal veleno del populismo in ciascuno dei nostri Paesi, non ripetiamo gli errori del passato, crediamo nel sogno di una Europa unita e combattiamo insieme per lei!”, concludono. (focus\ aise) 

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