COOPERARE PER CRESCERE

COOPERARE PER CRESCERE

ROMA – focus/ aise - I metodi attraverso i quali si cerca di ricostruire il passato sono molteplici e l’archeologia sperimentale è uno di questi. Le sperimentazioni possono riguardare la replica di oggetti, di comportamenti, di processi e sistemi e ciò consente di ampliare la gamma di interpretazioni dei resti archeologici.
L’archeologia sperimentale è sempre più utilizzata, ad esempio, per creare musei all’aperto, nei quali si propongono villaggi ed esperienze di epoche diverse. Studi e linee di ricerca utilizzate nell’ambito della archeologia sperimentale sono state al centro, giovedì scorso, di Eac11 (Experimental Archaeological Conference), undicesima edizione del convegno promosso dall’associazione europea Exarc per mettere in relazione professionisti che operano nel campo dell’archeologia sperimentale e dei musei archeologici. Questa volta la conferenza è stata organizzata in collaborazione con Stefano Grimaldi, Annalisa Costa, Annaluisa Pedrotti, Diego Angelucci, Emanuele Vaccaro, Elisa Possenti e Fabio Cavulli del Centro di Alti Studi Umanistici – Laboratorio “Bagolini” di Archeologia preistorica, Archeometria e Fotografia del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. A fine convegno, sabato, sono state proposte escursioni all’antica Tridentum; al Museo archeologico dell’Alto Adige e Archeoparc Val Senales; al Museo delle palafitte di Fiavé (Trentino) e al Bostel di Rotzo (Vicenza), primo sito archeologico in Europa nel quale fare un’esperienza immersiva virtuale aumentata.
Il Ministero dell’Educazione Cinese ha approvato il Co-Run Master Program (corrispondente a un corso di laurea magistrale) in Urban Design tra il Politecnico di Torino e SCUT - South China University of Technology di Guangzhou. Ogni anno potranno iscriversi 30 studenti cinesi selezionati, che frequenteranno tre semestri in Cina, con docenti italiani e cinesi, e un semestre al Politecnico di Torino. Il percorso di Laurea Magistrale in Urban Design è un progetto a cui ha lavorato il China Center dell’Area Internazionalizzazione del Politecnico in collaborazione con la China Room (DAD e DIST) e ha rappresentato una novità importante nel panorama dell’offerta formativa in architettura proposta da SCUT, a cui mancava un percorso specifico sulla “qualità urbana”, aspetto fino ad oggi trascurato dalla spinta all’urbanizzazione degli ultimi 30 anni in Cina.
Non solo è stato riconosciuto l’alto valore della proposta didattica Polito-SCUT, ma quello targato Politecnico risulta anche l’unico programma - tra la rosa dei 36 progetti internazionali selezionati in tutte le discipline accademiche - ad aver ricevuto una menzione esplicita sul portale del Ministero dell’Educazione Cinese.
Si è tenuto il 29 e 30 aprile tra Parenzo e Pisino, in Croazia, il meeting di avvio del progetto Interreg “ITACA - Strumenti innovativi per incrementare la competitività e la sostenibilità della pesca dei piccoli pelagici” che ha visto impegnati l’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore primario – Veneto Agricoltura, quale lead partner, l’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine (CNR-IRBIM) di Ancona, l’Istituto Agronomico Mediterraneo (IAMB) di Bari, Confcooperative Unione Regionale del Veneto, l’Istituto Pubblico per il Coordinamento e lo Sviluppo della Contea di Spalato-Dalmazia (RERA S.D.), l’Agenzia per lo Sviluppo Rurale dell’Istria D.O.O. (AZRRI), l’Istituto Oceanografico e della Pesca di Spalato (IZOR).
ITACA, uno dei principali cardini del Programma Interreg Italia-Croazia 2014-2020 per l’Asse Prioritario Blue Innovation, intende promuovere la cooperazione tra le imprese di pesca italiane e croate verso la pesca sostenibile del pesce azzurro, principalmente acciughe e sardine, con il duplice obiettivo di preservare la risorsa comune nell’area nord adriatica e migliorarne la redditività per gli operatori del settore.
Nello specifico verrà elaborato, su base scientifica, un modello economico previsionale in grado di analizzare in tempo reale per ogni mercato i dati economici e di pesca, indicando successivamente ai pescatori tramite supporto informatico l’esatto quantitativo di pesce azzurro che ogni singolo mercato è in grado di assorbire nei vari periodi dell’anno. In pratica, per le imprese di pesca adriatiche si prospetta una gestione dei quantitativi sostanzialmente on demand, rispettosa innanzitutto delle popolazioni naturali di pesce azzurro poiché non più sovrasfruttate, quindi sostenibile, ed un’ottimizzazione e stabilizzazione del rapporto tra costi e rendita economica della pesca.
L’assegnazione finanziaria complessiva è di circa 1,8 milioni di euro, a supporto di un’attività che si concluderà nel giugno del 2021.
Nel corso dei due giorni di meeting sono previste la presentazione ufficiale dei partner del progetto, la nomina del comitato direttivo, la definizione dettagliata delle prime fasi di progetto, oltre alla visita studio ad alcune nuove strutture croate per la lavorazione del pesce. (focus\ aise) 

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