IIC: COSA VI SIETE PERSI

IIC: COSA VI SIETE PERSI

ROMA – focus/ aise – Vediamo le recenti attività degli IIC. Cominciamo da Roma, dove in occasione della 15esima Giornata del Contemporaneo l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul ha organizzato due fortunati incontri con Fabio Cavallucci, esperto di arte contemporanea, attuale curatore principale della Biennale di architettura e urbanistica di Shenzen in Cina e nel recente passato direttore del museo Pecci di Prato e del Centro per l’arte contemporanea di Varsavia.
Il primo incontro su "L’arte contemporanea italiana dall’arte povera ad oggi" si è svolto il 14 ottobre al Museo delle belle arti di Seoul.
Davanti ad un pubblico prevalentemente formato da addetti ai lavori, curatori, artisti, docenti e architetti, ma anche da studenti e amanti della cultura italiana, Cavallucci ha descritto a grandi linee i maggiori movimenti che hanno attraversato l’Italia dagli anni ‘60 ai nostri giorni, soffermandosi particolarmente sugli artisti più significativi e maggiormente conosciuti al livello internazionale. Pur riconoscendo una difficoltà di poter ritrovare nel panorama attuale nel mondo globalizzato un’arte di tipo nazionale, Cavallucci ha delineato alcune linee guida per districarsi nel variegato mondo degli artisti italiani, i quali, soprattutto nelle ultime generazioni, risiedono spesso al di fuori dell’Italia.
"Sono possibili mostre di ricerca e al contempo popolari?" è stato il tema del secondo incontro, il 15 ottobre al Seoul National University – Master in art management.
Nel corso dell’evento, rivolto agli studenti del master in art management della principale università di Seoul, Cavallucci ha esposto le sue idee a proposito delle caratteristiche principali che un evento artistico deve avere per ottenere successo di pubblico senza privarlo del suo carattere scientifico e di ricerca. I due incontri erano corredati da numerose immagini alcune delle quali hanno illustrato lanche alcune delle sue numerose esperienze sul campo. Gli studenti, futuri curatori di mostre, non hanno mancato di porre a Cavallucci molte domande e consigli per il loro futuro. Spostiamoci ad Amburgo, dove dal 15 al 20 ottobre scorsi c’è stato l’appuntamento ad Amburgo con il "Lesbisch Schwule Filmtage Hamburg" (International Queer Film Festival), la rassegna cinematografica con cadenza annuale dedicata ai film che trattano il tema dell’omosessualità.
A rappresentare l’Italia nella trentesima edizione del Festival è "Zen – sul ghiaccio sottile", un film di Margherita Ferri con Eleonora Conti e Susanna Acchiardi uscito nel 2018 e della durata di 87’.
Presentato alla Biennale di Venezia, il film racconta di Maia, detta "Zen", una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell'Appennino emiliano. È l'unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa, l'intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra, scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare a qualcuno i dubbi sulla propria identità. Entrambe spinte dal bisogno di uscire dai ruoli che la piccola comunità le ha forzate a interpretare, Maia e Vanessa iniziano così un percorso alla ricerca della propria identità e sessualità, liquide e inquiete come solo l'adolescenza sa essere.
Da trent’anni l’HIQFF (Hamburg International Queer Film Festival) attrae ogni anno ad ottobre circa 15.500 spettatori nei vari cinema della città con lo scopo di dare visibilità a "diverse" produzioni cinematografiche internazionali, le quali illustrano temi di grande attualità e dibattito.
Il film verrà proiettato in lingua italiana con sottotitoli in inglese il 20 ottobre, alle ore 13.00, presso il Cinema Passage Kino di Amburgo. L’ingresso alla proiezione sarà a pagamento.
L’evento è organizzato da Lesbisch-Schwule Filmtage in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo.
Continuano invece a Lisbona le celebrazioni per i 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci con l’attività “Palestra Allenamente”, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Pavilhão do Conhecimento – Centro de Ciência Viva di Lisbona e la casa editrice Booksmile.
Un fine settimana intero, è stato quello dal 18 al 20 ottobre, dedicato al grande genio del Rinascimento italiano durante il quale il Padiglione della Conoscenza di Lisbona, il più grande Centro interattivo per la Scienza e la Tecnologia, sorto nel 1999 nell’area occupata dall’EXPO del ’98, apre le sue porte per accogliere una conferenza ludica e una palestra, un insieme di giochi ed attività dove bambini, ragazzi ed adulti potranno allenare la mente giocando.
L’idea della palestra nasce dal libro “Penso come Leonardo Da Vinci” di Carlo Carzan e Sonia Scalco, a metà strada tra un manuale e un laboratorio ludico, con l’obiettivo di creare continuità tra lettura, gioco, esperienza fisica e partecipazione attiva. Le “macchine” di Leonardo prendono quindi la forma di giochi da tavolo ed attività che mettono alla prova ed allenano diverse abilità tra cui curiosità, creatività, precisione e i 5 sensi, tramite la lettura, il disegno, la partecipazione fisica ed intellettuale senza mai perdere di vista i punti di forza del genio più complesso e poliedrico di sempre.
Carlo Carzan e Sonia Scalco sono due Ludomastri che hanno realizzato un sogno nella loro vita, lavorare giocando, anzi facendo giocare gli altri. Credono nel gioco come strumento di crescita e di formazione e sono specializzati nella didattica ludica. Nel 2009 hanno vinto il Premio Andersen per la promozione della lettura con l’associazione Così per Gioco, la prima ludoteca palermitana per ragazzi. Autori dei libri della serie Genius Pensa come Leonardo, Pensa come Sherlock Holmes e Pensa come Einstein, editi in Italia da Editoriale Scienza Allenamente Junior, i primi due tradotti in portoghese e pubblicati dalla casa editrice Booksmile. (focus\aise) 

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