IL CGIE IN TEMPI DI PANDEMIA

IL CGIE IN TEMPI DI PANDEMIA

ROMA – focus/ aise - Dando seguito in Brasile al Protocollo d’Intesa siglato tra ENIT e CGIE lo scorso febbraio a Roma volto alla promozione di iniziative per la valorizzazione del “turismo di ritorno” degli oriundi italiani, i due soggetti hanno deciso di coinvolgere maggiormente le Associazioni di italiani all’estero, patrimonio inestimabile per la promozione del “Sistema Italia” nel mondo, attraverso i Comites (107 nel mondo) e un percorso di collaborazione mirato alla promozione del turismo di ritorno in Italia. A tal fine, lo scorso 11 marzo, infatti, presso la Sede ENIT di San Paolo, è stata realizzata la prima riunione operativa per il Brasile, che ha coinvolto i Rappresentanti CGIE, Rita Blasioli Costa e Cesare Villone, il Presidente Comites San Paolo, Renato Sartori, e la rappresentante ENIT, Fernanda M. Longobardo.
I temi trattati hanno riguardato principalmente l’attuale situazione d’emergenza nel mondo ed in particolare in Italia dovuta al coronavirus, che purtroppo ha portato in profonda crisi tutti i settori economici Nazionali ed in particolare il turismo e le relative filiere, una delle principali attività di sostegno per il nostro Paese. Non appena l’emergenza sarà rientrata, prontamente saranno messe in campo le attività concrete di promozione sul territorio.
Si è pensato in questa delicatissima situazione attuale, di cercare in qualche modo di attivare un’iniziativa di sostegno all’Italia anche da parte delle Collettività in Brasile, promuovendo un’ampia raccolta fondi a favore della Protezione Civile Italiana.
In Romania è stato costituito il 17 marzo, per iniziativa dell’Associazione Circolo Imprenditori Italiani in Romania con il sostegno di Palazzo Italia Bucarest, un “Comitato di unità di crisi della Comunità Italiana in Romania” dove risiedono alcune decine di migliaia di piccoli imprenditori italiani provenienti dalle regioni del Sud Italia, dove il Governo ha decretato anche lo “stato di emergenza”.
A darne notizia è stato il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero - CGIE, che in un post sulla propria pagina di Facebook ha spiegato che Palazzo Italia e la rete organizzata con le associazioni italiane al suo interno (ACIIR-circolo imprenditori, ACI – associazione cuochi italiani, ALB – associazione lucani nei balcani, FIC – federazione italiana cuochi delegazione Romania) sostengono gli Italiani che in questo periodo possono trovarsi in quarantena disposta dal governo Rumeno.
La sede di coordinamento periferico presso il Ristorante la Piazzetta in Targu Mures, guidata dallo chef Pietro Benedetto ed il suo team, monitora costantemente la situazione ed è collegata alla sede centrale in Palazzo Italia Bucarest, dove il presidente Aciir Vernarelli e il presidente Giovanni Baldantoni operano per consegna di provviste medicine e quanto necessario o segnalato.
Due giorni fa l’intervento per un cittadino campano che, di rientro dall’Italia, è stato ammesso per quarantena in uno dei centri istituiti a Bucarest.
Il Consigliere del Cgie della Tunisia Fabio Ghia ha inviato una lettera al Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero Michele Schiavone per segnalare le iniziative di solidarietà e di stima all’Italia in molte parte del mondo da parte dei connazionali che vivono all’estero. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
“Caro Michele,
sai quanto io tenga a mettere in evidenza i valori sociali delle nostre radici. Tra questi, in questi ultimi giorni è esplosa la voglia di "sentirsi tutti italiani", a supporto e solidale alle sofferenze cui è sottoposta la nostra Italia a causa del coronavirus.
Certamente non è solo per solidarietà ma anche per la stima e l'apprezzamento di come gli italiani, a partire dal settore medico-ospedaliero, ma anche forze dell'ordine (e, non ultima, la classe politica), stiano reagendo alla massiva diffusione di questo malefico virus.
In più parti del mondo sono apparse immagini tricolori notturne (io so di Cascate del Niagara, Rio de Janeiro, New York (?) e Dubay; ma credo che in molti altri posti siano apparse le scritte tricolori "Siamo tutti Italiani" o "Siamo tutti con Voi" etc…
Il solo vederle mi ha toccato profondamente e, con tanto orgoglio mi sono sentito italiano anche io!
Ti scrivo però, perché mi sono chiesto: "chi avrà mai realizzato queste bellissime immagini" ... se non le Comunità degli Italiani lì residenti?
Ti chiedo quindi di valutare un tuo diretto intervento,
* sia per rendere un pieno apprezzamento alle comunità degli italiani che hanno realizzato queste stimolanti e commoventi immagini di solidarietà (basterebbe una lettera a tua firma o direttamente ai Comites o anche ai Consiglieri CGIE delle aree interessate;
* sia e forse in maniera prioritaria, nei confronti della RAI/Mediaset/LA7 etc per far realizzare un servizio che enfatizzi come, pur nello stesso pericolo incombente, le comunità all’estero degli italiani si sia dimostrata solidale e vicina alla madre Patria.
Perdonami il disturbo, ma credo che il tutto possa essere un buon modo di sentirsi italiani e al tempo stesso far sentire al popolo intero quanto vicino gli siamo, soprattutto nei terribili momenti che stanno vivendo in Italia, pur consapevoli che la stessa sorte toccherà a noi.
Lascio a te e alla tua emblematica esperienza, ogni decisione del caso.
Grazie,
Dott. Fabio Ghia Cgie (Tunisa)”.
La risposta del segretario Schiavone.
“Caro Fabio, ti ringrazio per il suggerimento e in particolare per la profonda riflessione sulle testimonianze espresse dagli italiani all'estero in diverse forme e in risposta alla crisi sanitaria.
Assieme a Rai Italia abbiamo ho chiesto al Presidente del consiglio di inviare un incoraggiante e caloroso messaggio di vicinanza alle Comunità italiane all'estero. Nei prossimi giorni invierò ancora un messaggio ai Comites e alle Associazioni.
Caro Fabio, rimaniamo in contatto. A presto”. (focus\ aise) 

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