LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO

LA CULTURA ITALIANA NEL MONDO

ROMA – focus/ aise – È iniziata il 4 novembre ad Haifa una serie di otto incontri sui grandi pittori veneziani. Curati da Efi Ziv, scrittore e docente di storia dell'arte, mitologia greca, cristianesimo, gli incontri sono organizzati dal Centro Culturale Beit Aba Hushi in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura.
Venezia, nonostante si trovasse fisicamente "nello stivale italiano", rimase per secoli una provincia dell'Impero Romano d'Oriente, di cui adottò anche gli stilemi artistici, ispirati alle tradizioni greca e romana, con soggetti prevalentemente religiosi e/o istituzionali.
Con l'allentarsi dell'influenza bizantina e con la nascita della Repubblica si sviluppò a Venezia uno stile unico, successivamente definito "Scuola veneziana", che nelle opere di Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto unì bellezza, fasto e teatralità all'umanesimo, al mistero, al soprannaturale. Tradizione che Canaletto e Veronese proseguirono e che raggiunse l'apice nei trompe l'oeil e nei giochi di luce e colori di Giovanni Battista Taipolo.
Otto gli incontri in programma al Centro Culturale Beit Aba Hushi (rehov Aba Hillel Silver 71). Si comincia con “La bottega di Bellini: Jacopo e i figli Giovanni e Gentile” (2 dicembre); spazio poi a Mantegna, Carpaccio, Giorgione (6 gennaio); “Pittori a Venezia nel XV secolo” (3 febbraio); e focus su Tiziano (2 marzo); Tintoretto (4 maggio); Veronese (8 giugno); Canaletto, Tiepolo e Francesco Hayez (6 luglio).
La quarta edizione del Festival del Cinema Italiano di Innsbruck, organizzata dall’Istituto Italiano Dante Alighieri, ha confermato il successo degli anni precedenti. L’evento, ospitato dal Metropolkino dal 3 al 5 novembre, ha visto l’affluenza di un pubblico di circa 1000 persone, di diverse età e di diversa provenienza, che hanno avuto l’occasione di vivere e condividere assieme un viaggio nel cinema italiano. Una partecipazione che, sottolinea l’Istituto, è la riprova del ruolo catalizzatore del cinema e del crescente interesse che il Tirolo nutre nei confronti della cultura italiana.
La presenza degli ospiti, l’attrice Barbara Bouchet e il regista Walter Veltroni, è stata una delle principali attrattive di questa edizione.
Le loro interviste hanno preceduto la proiezione dei film “Metti la nonna in freezer” e “C’è tempo”, e hanno consentito di apprezzarne ancora di più la visione: grazie al loro intervento infatti il pubblico ha avuto modo di conoscere anche quel lato del cinema che rimane dietro la cinepresa.
Barbara Bouchet ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera che, dopo l’esordio statunitense, si è indissolubilmente legata all’ Italia. Dopo un passato nella commedia, l’attrice ha dichiarato di voler interpretare ruoli più adatti alla sua età, dando prova di grande versatilità e capacità di mettersi in gioco.
Le parole di Walter Veltroni invece hanno rivelato tutta la sua volontà di inserirsi consapevolmente nella tradizione del cinema italiano: “C’è tempo” è stato concepito come una commedia all’italiana nel senso classico del termine, figlia della stagione neorealista.
La serata del 4 novembre è stata aperta dall’intervento del sindaco della Città di Innsbruck Georg Willi, che ha auspicato una lunga continuazione del Festival del Cinema Italiano negli anni a venire.
A seguire sono intervenuti Herbert Schopf, Console Onorario, e Andrea Colonnelli, presidente ENIT Vienna, che ha dato un significativo apporto alla realizzazione dell’evento: le sue parole hanno messo in luce il legame tra il cinema e il turismo, entrambi espressioni di cultura che si rivolgono ad un pubblico ampio e vario. A tal proposito ciascuna proiezione è stata preceduta dal video-spot dell’ENIT, accolto da un apprezzamento che dimostra ancora una volta come il Bel Paese sia tra le mete più amate dai tirolesi.
La manifestazione è stata resa possibile dal patrocinio di diversi partner e sponsor. Infine: Il teatro Aula Simfonia di Jakarta ha accolto sabato un concerto degli artisti della Fondazione "Luciano Pavarotti" che si sono esibiti insieme alla cantante indonesiana Anggun per celebrare il settantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Indonesia.
Nato da un'idea della presidente della Fondazione, Nicoletta Mantovani Pavarotti, e organizzato dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto Italiano di Cultura a Jakarta, l’evento rappresenta la prima mondiale di questa collaborazione che si propone di presentare l'inedita combinazione tra brani celebri dell'Opera lirica nonché della tradizione canora italiana e i grandi successi della cantante indonesiana. L'obiettivo è quello di ampliare conoscenza e fruibilità di questi generi musicali a vantaggio di un pubblico sempre più vasto, impegno di cui Pavarotti fu precursore.
Sul palco dell’Aula Simfonia di Jakarta sono saliti i tenori Lorenzo Licitra, Giuseppe Michelangelo Infantino e Matteo Desole e la soprano Giulia Mazzola, accompagnati dal rinomato pianista Paolo Andreoli, amico di lunga data del Maestro Pavarotti. Con loro la Jakarta Simfonia Orkestra diretta da Eunice Tong Holden. (focus\ aise) 

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