La settimana dei Comites

ROMA – focus/ aise - Domenica scorsa, 11 aprile, è morto il presidente del Comites di Friburgo Michele Di Leo, colpito dal Coronavirus. A dare la triste notizia è il coordinatore dell’Intercomites Germania, Tommaso Conte, che, a nome dei presidenti dei Comites tedeschi e del Cgie Germania, si è unito “al dolore della famiglia”, esprimendole “le più sentite condoglianze”.
“Michele era in qualsiasi situazione presente sul territorio, facendosi carico dei problemi degli italiani fino alla sua dipartita, senza mai risparmiarsi”, ricorda Conte. “Attivo e presente anche nell’Intercomites Germania, dove ha sempre portato il suo contributo con competenza e passione, molti italiani devono riconoscenza al presidente Di Leo, che ha speso tutta la sua vita per favorire la loro integrazione. Il suo impegno lo ha portato a ricoprire diverse cariche, per questo, il presidente della Repubblica Italiana gli ha conferito nel 2004 l’onorificenza di Cavaliere dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana”.
Michele Di Leo era nato il 3 aprile del 1936 a Venosa, in provincia di Potenza, penultimo di sette figli, coniugato con Gudrun Marquardt dalla quale ha avuto tre figli: Maria Maddalena Barbara, Rosa Maria Cristina e Carlo Michele Manlio Giuseppe. Ha conseguito la Licenza Liceale presso i Padri Gesuiti di Napoli; l’Abilitazione Magistrale a Rionero in Vulture; il diploma Industrie-Kaufmann a Weil am Rhein; il diploma di Assistente ed Operatore Sociale presso l'Accademia Sociale di Bad-Honneff dell'Arcidiocesi di Colonia.
Ha esercitato la professione di assistente sociale ed ha espletato servizio volontario nella Comunità Cattolica Italiana, nel carcere della zona e presso gruppi di anziani della provincia di Lörrach.
Sin dalla prima elezione è stato eletto al Comites di Friburgo, diventandone presidente della Commissione per la Sicurezza Sociale. È stato anche membro del Consiglio degli Stranieri di Weil am Rhein e di Lörrach; presidente CO.IT.AS. della provincia di Lörrach; consigliere parrocchiale della Chiesa di San Pietro e Paolo di Weil am Rhein; nonché capogruppo e responsabile degli stranieri. È stato il responsabile del Centro Italiano di Weil am Rhein; consigliere alla Prefettura di Lörrach per il coordinamento degli stranieri, per gli anziani e i giovani. È stato altresì responsabile della Comunità Cattolica Italiana e responsabile pedagogico dell'Unione Anziani Italiani nel Kreis di Lörrach; membro del Consiglio Diocesano per gli anziani del Decanato Basso Reno del Kreis Lörrach e infine Membro per la Commissione Regionale per la povertà. Alle ultime elezioni era stato eletto presidente del Comites di Friburgo, ricoprendo tale carica fino al momento della sua scomparsa.
“Addio presidente”, conclude Conte, ”resterai nei nostri cuori. Che la terra ti sia leggera”.
Presieduto da Nella Sempio, il Comites di Basilea tornerà a riunirsi in assemblea il prossimo 27 aprile.
I lavori si terranno in videoconferenza a partire dalle 19.30.
Questo l’ordine del giorno: Approvazione verbale del 11.02.2021; Parere Comites sulla richiesta di contributo ECAP, ai sensi dell’art. 10 del D. Lgs. 64/2017, a valere sul Cap. 3153 per l’anno scolastico 2021/2022, per il Progetto denominato “Corsi di lingua e cultura italiana nella Svizzera Nordoccidentale”; Informativa su Convenzione Consolato d’Italia in Basilea e Comites di Basilea e circoscrizione consolare a supporto dei connazionali; Informativa sui progetti e iniziative in corso: Radio e Comunicazione, Italian & Swiss Jazz Festival, EMERGENZA COVID-19: Dialogo Giovani, Sportello Psicologico, Festival Europeo: collaborazione Comites Basilea e Comites Bruxelles, Supporto gratuito studenti; Informativa sul rinnovo dei Comites; Varie ed eventuali.
Anche il Presidente del Comites Caracas, Ugo Di Martino, ha sostenuto, in vista delle elezioni del 3 dicembre 2021 per il rinnovo dei Comites, che la loro riforma, come quella del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero - CGIE, è una “improrogabile necessità”, specialmente riguardo al modo di votare i rappresentanti delle comunità.
E si deve effettuare “prima delle prossime elezioni”. Tra l’altro, Di Martino ha spiegato tramite una nota come questa riforma sia una proposta “da almeno 10 anni”. Il Presidente del Comites di Caracas ritiene “indispensabile il cambiamento del modus operandi nel votare”. Secondo lui, infatti, “il vecchio metodo per corrispondenza è inaffidabile e si presta a notevoli problemi di vario tipo, non ultimo, la mobilità dei nostri Connazionali in questo periodo di Pandemia, che non sappiamo quando terminerà, in modo particolare nei Paesi dove ancora non è iniziata una campagna vaccinale seria”.
In conclusione, Di Martino si è detto speranzoso che “il CGIE assieme a noi possa ottenere i risultati che ci auguriamo”. (focus\ aise)