LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO (2)

La voce degli eletti all’estero (2)

ROMA – focus/ aise – Vaccini anti Covid anche per quegli italiani all'estero residenti nei Paesi con maggiore difficoltà a procurarsi i vaccini. È questa la richiesta contenuta in una lettera che il Sottosegretario agli Affari Esteri, Ricardo Merlo, presidente del MAIE, ha inviato al ministro della Salute italiano, Roberto Speranza.
"In alcuni Paesi del mondo è più difficile per i nostri connazionali procurarsi la dose di vaccino anti Coronavirus; penso alle zone del mondo più problematiche - in Asia, Africa, America Latina -, che non hanno adeguate risorse economiche per poter affrontare la crisi sanitaria - ha scritto nella missiva Merlo -. E quando parlo di connazionali mi riferisco anche alla nostra rete diplomatico-consolare: Ambasciatori, Consoli, funzionari e impiegati che operano nei Paesi più in difficoltà vanno vaccinati. Se l'Unione Europea ha pensato a vaccinare i nostri diplomatici in Europa - ha aggiunto ancora Merlo -, noi riteniamo che la stessa protezione spetti a chi continua a lavorare per lo Stato italiano nei Paesi meno fortunati, rischiando di contagiarsi e di contagiare".
Il Presidente MAIE, dunque, ha detto, tramite una nota, di rimanere in attesa di risposte concrete e soluzioni adeguate, che si augura arriveranno in tempi brevi, data l'urgenza per la sempre più vasta diffusione della pandemia.
“In un momento in cui i problemi causati dalla pandemia e dalle incertezze politiche, sociali ed economiche sono all’ordine del giorno e in cui sembra andare di moda definire la recente legge di bilancio “un coacervo di misure senza disegno”, credo che invece sia giusto ed opportuno ricordare che con la legge di Bilancio per il 2021 questo Governo ha introdotto e perfezionato quella che può essere considerata una vera e propria “Manovra per il Mezzogiorno”, e cioè tutta una serie di misure a sostegno delle imprese e dei lavoratori del Sud”. Così scrive Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, che cita, in particolare, “la decontribuzione fino al 2029, le assunzioni agevolate per i giovani, gli incentivi per le imprese e le startup e per la ricerca e lo sviluppo, i finanziamenti per le agevolazioni “Resto al Sud”. Misure che, insieme, si spera, ai fondi del Recovery potranno contribuire alla ripresa del Sud Italia, in un periodo in cui non sono pochi i nostri connazionali i quali scelgono di rientrare e che sperano che l’Italia faccia di più per le politiche del lavoro e con gli ammortizzatori sociali per chi non ha redditi e non ha una prospettiva occupazionale”.
La parlamentare, quindi, sintetizza le misure in campo.
“Sulla Decontribuzione: la riduzione del costo del lavoro al Sud (sgravio dei contributi previdenziali del 30% a carico del datore di lavoro) viene esteso fino al 2029; l’intervento interesserà circa 500.000 imprese e 3 milioni di lavoratori dipendenti. L’incentivo nazionale previsto dalla Legge di Bilancio per l’assunzione di giovani è potenziato per le Regioni del Mezzogiorno.
Sull’Occupazione dei giovani: le assunzioni di giovani fino a 35 anni che avverranno entro il 2022 nelle Regioni del Mezzogiorno beneficeranno di uno sgravio contributivo del 100% nel limite di 6 mila euro l’anno per i primi quattro anni (mentre per le Regioni del Centro-nord la misura vale per tre anni). Inoltre è stato introdotto un ulteriore beneficio per le imprese che assumono in sedi o unità operative del Sud in base a cui l’esonero contributivo è per quattro anni (48 mesi invece che 36).
Sui crediti di imposta: si estende fino al 2022 il credito di imposta per gli investimenti in beni strumentali nel Mezzogiorno e per gli investimenti nelle attività di ricerca e di sviluppo rafforzato per le imprese del Mezzogiorno.
Resto al Sud: viene ampliata la platea dei beneficiari e potenziato il programma di incentivi promosso per sostenere la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali; ora l’incentivo può essere richiesto anche dagli imprenditori fino a 55 anni d’età (prima spettava fino a 45 anni)”.
Infine, ricorda Schirò, “ci sono investimenti per la costituzione di Ecosistemi dell’innovazione nelle regioni del Sud, per incentivare la collaborazione tra imprese e sistema della ricerca e favorire il trasferimento tecnologico, finanziamenti per il cosiddetto Fondo Sviluppo e Coesione per il ciclo di programmazione 2021-2027, il Cofinanziamento nazionale per i Fondi strutturali europei 2021-2027, la “rigenerazione amministrativa” prevista dal Piano Sud 203 che prevede la possibilità di assumere 2.800 giovani entro il 2023 con profili professionali oggi mancanti nella P.A. attraverso i fondi strutturali europei, il Fondo di sostegno ai Comuni Marginali per combattere lo spopolamento favorendo il reinsediamento (anche attraverso lo smart working) e sostenere le attività economiche, artigianali e commerciali nei territori più marginali delle aree interne”.
“I buoni propositi ovviamente non fanno politica – osserva, concludendo, la deputata Pd – ma dobbiamo ovviamente auspicare che questo sostanziale pacchetto di misure, di cui il Partito Democratico è il principale ispiratore, vedano la volontà, il tempo e i fondi per essere realizzate”.
“L’Italia non può tollerare la tragedia umanitaria in atto nei Balcani, per di più a soli 220 km dal nostro confine. E non si può nemmeno pensare ad una zona cuscinetto in Bosnia-Erzegovina dove lasciare intrappolate migliaia di migranti in condizione inumare, a temperature polari e sottoposte a trattamenti degradanti, al limite della tortura. Le immagini della Croce Rossa italiana sono chiare, terribili e inaccettabili”. Così Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, sull’emergenza migranti, sempre più grave sulla rotta dei Balcani.
Sul tema, il deputato, assieme ai colleghi Migliore, Boldrini, Bruno Bossio, Costanzo, Muroni, Sarli e Trizzino, ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro Lamorgese “affinché – spiega – non venga attuato più alcun respingimento di migranti provenienti dalla Bosnia al confine italo-sloveno, che le riammissioni in Slovenia avvengano in ogni circostanza sulla base di una procedura legittima, infine che l’Italia lavori da subito in ambito europeo per una risposta e una soluzione rapida per mettere al riparo migliaia di persone dal fame e dal gelo. Sostengono queste richieste – conclude Ungaro – anche i senatori De Falco, Ruotolo e l'europarlamentare Pietro Bartolo”. (focus\ aise) 

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