LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise - “Arrivano dall’Agenzia delle Entrate importanti chiarimenti sulle detrazioni familiari che spettano ai nostri connazionali residenti all’estero definiti “non residenti Schumacker”. Si tratta dei non residenti in Italia i quali però producono almeno il 75% del loro reddito nel territorio nazionale italiano e pertanto possono accedere alle agevolazioni d’imposta previste per i residenti, a determinate condizioni”. Ad elencarli oggi in una nota è Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa.
“Con la risposta n. 207 ad uno specifico interpello – spiega la parlamentare – l’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni punti chiave in merito al diritto alle detrazioni di imposta per figli a carico (articolo 12 del TUIR) da parte di soggetti fiscalmente non residenti in Italia. In virtù della normativa fiscale attualmente in vigore i residenti all’estero che producono redditi in Italia, e che presentano la dichiarazione dei redditi, per beneficiare delle stesse detrazioni e deduzioni Irpef previste per i contribuenti italiani devono produrre almeno il 75% del reddito complessivo in Italia, non devono godere di agevolazioni fiscali analoghe nel Paese di residenza e devono avere la residenza in uno Stato con il quale è assicurato un adeguato scambio di informazioni fiscali”.
“Qualora ricorrano tali ipotesi – chiarisce Schirò – i contribuenti potranno fruire di deduzioni e detrazioni analoghe a quelle spettanti ai contribuenti residenti in Italia, incluse le detrazioni per carichi di famiglia previste dell'articolo 12 del TUIR, secondo i limiti e le condizioni in esso previsti”.
“Per essere considerato fiscalmente residente all’estero, come precisato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, - ricorda Schirò – è necessario che per la maggior parte dell’anno il contribuente: non sia iscritto nelle anagrafi della popolazione residente, non abbia il domicilio o la dimora abituale in Italia. Tali requisiti sono tra loro alternativi: al venir meno anche di uno solo di essi, si è considerati residenti in Italia”. “Oggi, ho depositato una interrogazione parlamentare al Ministro degli affari esteri e al Ministro del lavoro per chiedere quali siano le misure attualmente adottate presso la rete estera del MAECI atte a tutelare la sicurezza e l’incolumità del personale e degli utenti delle strutture medesime in considerazione del persistere della pandemia da Covid-19”. Ne dà notizia Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che ai due ministri - Di Maio e Catalfo - ha chiesto anche “spiegazioni sui tempi necessari per attuare le procedure di dematerializzazione e digitalizzazione dei servizi consolari, al fine di ridurre le presenze in loco e le conseguenze degli assembramenti”.
“Chiarimenti – sottolinea – che sono ancor più rilevanti in questo periodo di elezioni dove i consolati svolgono un ruolo fondamentale. Auspico che ci sia un maggior impulso alla digitalizzazione in modo da permettere di svolgere le pratiche burocratiche in maniera più veloce e con il minor contatto diretto possibile”.
“Indipendenza economica e cambio culturale sono le basi per contrastare il femminicidio”. Lo ha dichiarato oggi la senatrice di Italia Viva Laura Garavini, eletta in Europa e Vicepresidente Commissione Esteri, intervenendo in aula in dichiarazione di voto.
“Come Italia Viva - ha spiegato Garavini - abbiamo messo in campo azioni concrete in questo senso. Grazie all'operato della ministra alle Pari Opportunità, Elena Bonetti, che tra le prime azioni del suo mandato ha inserito lo sblocco delle risorse per i centri antiviolenza. Trenta milioni di euro per questa rete preziosa, con l'introduzione di un meccanismo di monitoraggio che verifica l'effettivo uso dei fondi da parte delle Regioni”.
Garavini ha proseguito annunciando anche che “è stato varato un progetto di micro credito rivolto alle donne vittime di violenza. Così da favorire la loro indipendenza economica, indispensabile per far sì che trovino la forza di denunciare. Se si rendono le donne indipendenti, si spezza il giogo di sudditanza economica che le lega spesso al loro aguzzino”.
“I dati - ha concluso - ci dicono che una donna ogni tre ha subito nel nostro Paese una qualche forma di violenza. Sono numeri che non possono lasciarci indifferenti. E contro i quali come Italia Viva si fa sentire la nostra azione di Governo”. (focus\ aise) 

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