L’AICS DA BRUXELLES AL MEDIO ORIENTE

L’AICS DA BRUXELLES AL MEDIO ORIENTE

ROMA - focus\aise - L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) partecipa anche quest’anno agli European Development Days, che si apriranno domani, 18 giugno, a Bruxelles. Per due giorni l’AICS sarà presente alla manifestazione con uno stand dal titolo "Equitable Education, Partecipation and Economic Growth in Sudan" e un Lab Debate dal titolo "Can Open innovation be an answer to development challeges? Opportunities and threats". Gli European Development Days, che vedono la partecipazione di circa 8.000 persone, sono un’occasione unica di incontro e di dibattito a livello internazionale sulle tematiche della cooperazione allo sviluppo. L’Agenzia, che partecipa per il terzo anno consecutivo, presenterà nello stand il progetto TADMEN in Sudan, incentrato sull'inclusione sociale, i diritti delle persone svantaggiate e minori. Il Lab sarà invece un’importante occasione di dibattito e di confronto sulle tematiche dell’innovazione sociale e il suo impatto sul mondo del lavoro e vedrà la partecipazione di speakers di alto livello. L’AICS parteciperà anche allo stand della Rete Europea dei Practitiones di cui è membro dal 2016. Lo stand quest’anno è dedicato al tema "Working Better Together: Good Practices in Joint Implementation. The Practitioners Network in action: inclusive and effective cooperation between partners" (stand 43). Nel corso delle due giornate sarà presentato lo studio finanziato dalla Rete sulla "Implementazione congiunta" e, in particolare saranno presentati due progetti: il Kaafat Liljamia (TVET in Marocco realizzato da AECID e British Council) e il progetto EurosociAL, volto a rafforzare le politiche di coesione sociale in America Latina (realizzato da FIIAPP, Expertise France, IILA, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, e SICA).
Nei giorni scorsi, invece, l’attenzione dell’AICS si è concentrata in Medio Oriente con interventi in Iraq e in Cisgiordania.
Il 10 giugno, al Museo di Slemani del Kurdistan iracheno è stata inaugurata una galleria dedicata all'iscrizione e al monumento commemorativo del sovrano sasanide Narsete, risalente alla fine del III secolo d.C., nel quadro di un progetto promosso dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo ed eseguito dal dipartimento di Scienze dell’antichità dell’Università La Sapienza di Roma. All’inaugurazione hanno partecipato, tra gli altri, il direttore della sede Aics di Amman, Michele Morana, e il governatore di Sulaymaniyah, Haval Abubakr. L’iniziativa è frutto della sinergia tra un team di esperti italiani, diretti da Carlo Giovanni Cereti, professore ordinario di Filologia, religioni e storia dell’Iran presso il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza e le istituzioni curde nell'ambito di un programma di scavi sul sito di Paikuli, a metà strada tra l’odierno capoluogo della provincia di Sulaymaniyah e un’altra importante località archeologica come Qasr-e Shirin, in territorio iraniano. Sulla torre di Paikuli, Narsete fece incidere una lunga iscrizione bilingue in medio persiano e partico in memoria della sua vittoria su Bahram III, al termine di una guerra civile che gli permise di salire al trono dell’Impero sasanide. Si tratta di un documento che oggi è di inestimabile valore per gli studi di iranistica. Il gruppo di esperti italiani ha lavorato al restauro delle superfici calcaree dei blocchi per rimuovere gli elementi depositati nel corso di quasi due millenni. L'Iscrizione è stata infine allestita in una nuova sala appositamente edificata ricostruendo la disposizione originale nelle due lingue: il partico e il medio persiano.
Quanto all’intervento in Cisgiordania, l’AICS ha finanziato un progetto di sostegno alla riorganizzazione produttiva, manageriale e commerciale delle cooperative di produttori di datteri palestinesi ed egiziani, che si è appena concluso a Gerico ad opera della Fondazione Giovanni Paolo II. L’evento conclusivo ha visto la partecipazione del console generale d’Italia a Gerusalemme Fabio Sokolowicz, della direttrice della Sede AICS di Gerusalemme Cristina Natoli, del governatore di Gerico Jihad Abul Asal, del presidente della Fondazione Giovanni Paolo II in Medio Oriente padre Ibrahim Faltas, del presidente della Camera di Commercio di Jericho Tayseer Mahmoud Mohammad Alhameedi e del presidente della Cooperativa PFCA Ghazi Abu Dhaher. Il cuore della giornata è stata l’inaugurazione della nuova cella frigo da 200 tonnellate, realizzata nel quadro del progetto ed essenziale per lo stoccaggio del prodotto prima dell‘immissione sui mercati internazionali e locali. Attraverso il coinvolgimento di oltre 100 produttori di datteri e la cooperazione con la Camera di Commercio di Gerico, la Cooperativa locale Palm Farmer Cooperative Association ed una fitta rete di partner italiani, il progetto ha realizzato corsi di formazione e scambi di esperienze tra Italia e Palestina utili a trovare soluzioni ai problemi che i coltivatori di datteri devono affrontare nella Valle del Giordano, come ad esempio l’uso ecosostenibile delle risorse idriche (fondamentale data la scarsità di acqua nella regione), l’utilizzo di fertilizzanti a basso contenuto di nitrati per permettere un uso non invasivo del suolo, il reperimento di personale specializzato per tutte le fasi del processo produttivo. Si sono aperti anche nuovi importanti canali commerciali per i produttori di datteri attraverso la partecipazione a fiere internazionali in Italia, Germania, Bahrein e Abu Dhabi, fondamentali per la sostenibilità economica e finanziaria delle piccole aziende agricole presenti in Palestina. Infine si è fornito alla Cooperativa PFCA un business plan utile all’ampliamento e al rafforzamento di servizi a favore dei membri della stessa, dotandola inoltre di nuovi impianti e macchinari per la selezione, lo stoccaggio e l’impacchettamento del prodotto
L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo finanzia attualmente in Palestina 15 progetti realizzati dalle Organizzazioni della Società Civile italiane per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro. Gli ambiti di intervento sono molteplici e variano dallo sviluppo rurale, al gender, Sede di Gerusalemme all’inclusione sociale fino al rafforzamento della società civile, al turismo sostenibile e all’assistenza sanitaria. (focus\aise) 

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