LE VOCI PER IL REFERENDUM

LE VOCI PER IL REFERENDUM

ROMA – focus/ aise - “Tagliare non vuol dire migliorare. Soprattutto quando questo taglio viene effettuato senza avere alla base un’idea dell’architettura istituzionale. Come accade nell’attuale riforma, che abbassa la rappresentanza parlamentare senza ridisegnare le funzioni delle due Camere”. Così Laura Garavini, senatrice di IV eletta in Europa e Vicepresidente della Commissione Esteri, che ricorda: “la nostra precedente riforma costituzionale correggeva il bicameralismo perfetto e attribuiva un diverso protagonismo al Senato”.
“Questo taglio dei parlamentari, invece, lascia intatto il Parlamento ma ne ingolfa il funzionamento, perché meno rappresentanti dovranno svolgere le medesime funzioni. Si smontano le istituzioni democratiche per ottenere un risparmio irrisorio. Anche per questo, - conclude – è importante votare No al referendum”.
I gruppi di Più Europa all’estero – Bruxelles, Londra e Uk, Amsterdam e Colonia – esortano a votare “no” al Referendum costituzionale del 20 e 21 settembre, che ridurrebbe di un terzo il numero dei seggi del Parlamento italiano, e rilanciano la campagna elettorale.
“Dopo aver aderito al Comitato informale nato a Bruxelles a gennaio come “antenna” del Comitato “Cominciamo dal NO” di Più Europa, - si legge in una nota congiunta – i gruppi all’estero del partito di Emma Bonino si associano all’appello “Diamo un taglio al populismo” che Più Europa ha rivolto alle istituzioni e agli organi di informazione”.
“Tutti i sondaggi dicono che stravincerà il Sì al taglio dei parlamentari” si legge nel testo dell’appello. “Noi pensiamo che se gli italiani conoscessero le conseguenze della vittoria del Sì le cose cambierebbero. Per questo chiediamo che si apra un dibattito vero sul Referendum che spieghi agli elettori le motivazioni del SÌ e del NO avendo tutti gli elementi per poter decidere”.
La vittoria del “no” al referendum “impedirebbe che i cittadini paghino un prezzo troppo alto in termini di rappresentanza territoriale, per un risparmio a dir poco esiguo, meno di un euro al giorno (un caffè all'anno per ogni italiano)”.
“Noi non ci opponiamo a una riforma che punti a una riduzione del numero degli eletti per rendere il Parlamento più forte, libero, autorevole”, dichiara Giorgio La Rosa, Responsabile estero di Più Europa. “Ci opponiamo invece al taglio lineare dei parlamentari nel quadro di un sistema bicamerale perfetto: gli effetti che questo avrebbe sull’esercizio delle funzioni parlamentari e l’efficienza del sistema democratico sarebbero devastanti”.
La riforma colpisce pesantemente anche la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, che passerebbe da 12 a 8 seggi alla Camera e da 6 a 4 al Senato. Mentre un senatore eletto in Italia rappresenterebbe 300.000 abitanti, uno eletto all’estero 1.400.000 iscritti AIRE (oggi: 192.000 contro 800.000); mentre un deputato eletto in Italia rappresenterebbe 150.000 abitanti, uno eletto all’estero 700.000 iscritti AIRE (oggi: 96.000 contro 400.000).
“La riforma proposta è solo un pezzo del puzzle che mira allo svilimento della rappresentanza degli italiani all’estero: dagli ostacoli alla partecipazione, alle consultazioni elettorali, al rinvio indeterminato dell’esame dei progetti di modifica della disciplina del voto all’estero”, lamentano anche i coordinatori dei gruppi Benedetta Dentamaro (Più Europa Bruxelles ), Ivan Procaccini (Londra), Diego Di Gilio (Amsterdam) e Hamdy Sallam (Colonia).
I gruppi esteri di Più Europa denunciano inoltre la scarsità d’informazione sul referendum degli ultimi mesi per le comunità italiane nel mondo e rilanciano la campagna transnazionale sulle modalità di voto e le ragioni del “no”. Tra le iniziative svolte in queste settimane, dibattiti con gli altri comitati del “no” incentrati sugli italiani all’estero e i giovani, nonché contenuti video.
La pagina e il gruppo Facebook del Comitato informale sono rimasti operativi anche durante la pandemia, diffondendo aggiornamenti sul referendum.
Ma la vera novità è il Chat Bot informativo che i gruppi esteri hanno sviluppato per Più Europa.
Si tratta di un software installabile sulle pagine Facebook che fornisce via Messenger “risposte precise e ben definite alle domande poste dall’interessato sulla Riforma Costituzionale e le ragioni per il NO”, spiega Oliviero Iurcovich del gruppo di Londra. Più Europa mette a disposizione il Bot gratuitamente anche a tutti i partiti e associazioni che condividano le ragioni del NO.
Nato come strumento di democrazia e conoscenza per raggiungere il cittadino ai tempi del coronavirus, il Bot serve a “scoprire se sia possibile facilitare l’istituzione di un dialogo online con i cittadini e capire come collaborare in maniera trans-partitica all’insegna della condivisione di strumenti democratici innovativi”.
Gli elettori iscritti all’AIRE potranno votare fino al 15 settembre. Lo stesso vale per quelli residenti temporaneamente all'estero che abbiano regolarmente esercitato l'opzione per partecipare al referendum da fuori Italia. Gli italiani all’estero stanno già votando per il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Per farlo, hanno ancora tempo fino al 15 settembre. Ma in Romania le cose sembrano andare un po’ a rilento, almeno a quanto riferito da Vincenzo Moderno, coordinatore nazionale del MAIE in Romania, che per fare in modo di velocizzare le operazioni di consegna del plico elettorale, si è recato personalmente presso la sede delle Poste di Timisoara dove ha incontrato il Direttore Generale regionale, Adrian Lalciuc, il quale “ha promesso, sensibilizzando il personale in subordine, di accelerare la consegna degli avvisi riguardanti le schede elettorali”, ha spiegato Moderno in una nota, nella quale ha anche sottolineato di essere stato in grado di fare questo “grazie anche agli ottimi rapporti istituzionali che ha il MAIE in Romania”.
“Il contratto stipulato dall’Ambasciata con le poste, infatti, non prevede la consegna del plico presso il domicilio del connazionale, ma solamente dell’avviso, dovendo poi recarsi l’elettore presso gli uffici della Posta a ritirarlo”, ha aggiunto Moderno.
“Adrian Lalciuc – ha concluso l’esponente del Movimento Associativo Italiani all’Estero - ha inoltre promesso che provvederà ad avvisare Bucarest per sollecitare l’aiuto della Posta centrale”.
Gli italiani, in Italia e all’estero, sono nuovamente chiamati alle urne per un referendum confermativo di una modifica della Costituzione che riduce il numero dei parlamentari stabilito dall’Assemblea nel 1948. Su questo appuntamento “decisivo per la vita pubblica e istituzionale”, il presidente del Movimento cristiano lavoratori, Domenico Delle Foglie, annuncia il proprio convinto “no” al quesito referendario.
“La debolezza delle motivazioni del fronte del “sì” riferite a limitate economie di bilancio, la tendenza a contrapporre una improvvisata democrazia diretta al parlamentarismo rappresentativo, insieme ad una forte connotazione antipolitica – argomenta Delle Foglie – contribuiscono a caratterizzare le nuove norme come una singolare battaglia populista e come un inaccettabile elemento distorcente dei principi di rappresentanza esplicitamente indicati nella Carta costituzionale”.
“A tutto ciò – prosegue il presidente Mcl – si aggiunge la riduzione del pluralismo rappresentativo in alcune aree regionali e le conseguenti difficoltà del procedimento legislativo”.
“Dalla tradizione del popolarismo, sempre viva nel Mcl – conclude Delle Foglie – deriva la consapevolezza di dover ostacolare ogni tentazione oligarchica che dovesse farsi spazio attraverso una modifica costituzionale di stampo populista e una legge elettorale in qualunque momento emendabile. Con evidenti distorsioni del processo e degli equilibri democratici”. (focus\aise) 

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