RACCONTARE L’EMIGRAZIONE

RACCONTARE L’EMIGRAZIONE

ROMA – focus/ aise – Solo negli ultimi anni si sta assistendo a un risveglio dell’interesse e dell’attenzione verso la realtà mai sopita dell’emigrazione italiana. Troppo spesso nel passato, ma con qualche eccezione anche al presente, si è ritenuta l’emigrazione come una vergogna, quasi una colpa, o comunque un fenomeno cui non prestare troppa attenzione. Le cose oggi sono cambiate e a dimostrarlo ci sono molte iniziative volte proprio a dare dell’emigrazione un quadro quanto più possibile chiaro, anche per i più giovani. È proprio questo il caso del RIM Junior 2019 (Racconto degli Italiani nel Mondo), realizzato dalla Fondazione Migrantes, sotto il coordinamento scientifico di Delfina Licata e rivolto ai ragazzi, come specificato nel sottotitolo, che recita: “le migrazioni italiane nel mondo raccontate ai ragazzi”.
Presentato venerdì 14 giugno presso la Sala del Refettorio, Palazzo San Macuto, il RIM Junior 2019 è stato definito da uno dei relatori, la deputata di Forza Italia eletta all’estero Fucsia Nissoli, come uno “strumento preziosissimo che ci fa scoprire l’epopea tutt’ora in atto del nostro popolo. Dovrebbe diventare testo di riferimento in tutte le scuole dove si insegna l’italiano nel mondo”. Nella stessa occasione, tanti gli interventi, come quello di Monsignor Di Tora, in rappresentanza del mondo cattolico, che tanta importanza ha avuto nella storia della migrazione italiana. “Il RIM, che da 13 anni stiamo portando avanti, è uno dei più grandi motivi di orgoglio per la Fondazione Migrantes”, ha esordito Di Tora, “l’attenzione della Migrantes verso gli italiani nel mondo è sempre stata una priorità. La chiesa italiana ha sempre cercato di restare vicina agli italiani che hanno avuto necessità di lasciare i propri paesi di origine. Il RIM Junior è un’evoluzione importante, perché si rivolge ai più giovani. La realtà migratoria italiana è qualcosa con cui avremo a che fare per almeno altri 20, 30 anni, ed è giusto che i ragazzi siano correttamente informati e formati all’inter-cultura, che è già una realtà e che diventerà sempre di più un fattore imprescindibile di convivenza civile, europeista, mondiale. La globalizzazione è un dato di fatto, la gente si muove, lo ha sempre fatto e lo farà sempre”. A seguire, in collegamento Skype, il console generale di New York Francesco Genuardi, che ha espresso tutto il suo apprezzamento per un prodotto come il RIM Junior: “Sono felice di dare il mio saluto da un posto che è il vero crocevia della migrazione italiana”, ha detto il console, “tutti gli italiani arrivati a New York in ogni epoca hanno un know how fondamentale: quello di essere italiani. L’italianità è una marcia in più e questo emerge anche dal RIM Junior”. In collegamento da New York anche il monsignor Franco Hillary, Osservatore della Santa Sede all’ONU.
“Il RIM Junior è un lavoro straordinario”, ha detto il monsignore, “non solo da un punto di vista scientifico, ma anche artistico. Per i nostri ragazzi è importantissimo capire la questione della migrazione. È bene che le nuove generazioni sappiano quello che è stata l’emigrazione e quello che rappresenta oggi. L’emigrazione fa parte della nostra vita di essere umani. Per questo è così importante dare ai giovani gli strumenti per comprenderla, conoscerla e non subirla”. Con lo stesso spirito è stato realizzato per le edizioni ABM il libro “I ricordi della valgia”.
Una raccolta di storie di vita che attraversano nazioni, oceani, continenti, vicende storiche, mestieri e sentimenti. Un unico comune denominatore: l’esperienza migratoria dalla terra bellunese. In questo libro l’Associazione Bellunesi nel Mondo mette insieme una serie di racconti lasciati negli anni dai “propri” emigranti. Racconti commoventi, divertenti, carichi di nostalgia o di avventura. Racconti di girovaghi e vagabondi, di pionieri e angeli custodi. Dal minatore maltrattato che si prende la rivincita quando Bartali vince il Tour de France, all’aspirante giornalista che incontra Indro Montanelli per sentirsi augurare di non fare mai il suo lavoro. Dal gelatiere che inventa a New York il cono gelato, al giovane meccanico in Canada che un giorno decide di viaggiare in macchina verso il West, «fino a dove terminava la strada». Piccole testimonianze di vita vissuta, tra passeur che si fanno pagare per varcare clandestinamente il confine sulle Alpi, matrimoni per procura, cuori divisi e strani incontri nelle viscere della terra.«Le storie di emigranti – scrive uno dei protagonisti – si snodano sempre tra appagamenti e nostalgia, valigie colme di speranza ed emblema di sacrificio». Storie semplici ed eccezionali. Sempre in bilico tra ordinario e straordinario. Infine, è stato presentato il 17 giugno a Trieste il “Dizionario dei cognomi di Trieste, dell'Istria, del Quarnero e della Dalmazia” di Marino Bonifacio. (focus\ aise) 

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