TORNARE A CASA

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ROMA – focus/ aise - La prefettura di Udine, in quanto provincia di confine, nelle scorse settimane ha coordinato, su richiesta della Farnesina e in collaborazione con le ambasciate di Vienna e di Bratislava, diversi viaggi transfrontalieri per il rimpatrio in Italia di connazionali dall'Austria e dalla Slovacchia.
Un'attività che si è aggiunta a quelle relative all'emergenza da Covid-19, spiega il Viminale in una nota, in cui definisce “essenziale” la collaborazione della Polizia di Frontiera e del Centro di coordinamento internazionale di Thörl-Maglern, della Protezione Civile regionale, dei sanitari e della Polizia Ferroviaria.
Sempre a causa dell'emergenza, la prefettura ha anche affrontato le problematiche connesse al transito dei veicoli nelle zone di confine, in occasione delle chiusure delle frontiere disposte a più riprese dagli Stati confinanti.
Nella mattina del 31 marzo, poi, è attraccato al Porto di Bari un traghetto della compagnia Adria Ferries che ha trasportato 99 tra cittadini italiani e alcuni casi di cittadini albanesi con regolare permesso di soggiorno e residenza in Italia, rimasti bloccati in Albania in seguito alle recenti misure di contenimento dell’emergenza sanitaria in essere.
Tale procedura è stata autorizzata in via eccezionale dalle competenti Istituzioni e autorità albanesi al fine di permettere il rimpatrio in Italia di coloro che hanno segnalato all'Ambasciata d'Italia a Tirana di essere rimasti bloccati in Albania con il proprio veicolo, manifestando urgenti motivi per il rientro e gravissime necessità di ricongiungimento familiare. Tra loro anche due medici albanesi che hanno prontamente risposto alle chiamate delle proprie strutture sanitarie in Italia, facendo domanda di rientro immediato.
L’ambasciatore italiano a Tirana, Fabrizio Bucci, ha voluto “ringraziare le Istituzioni albanesi e italiane e la compagnia Adria Ferries che, in un momento di grande difficoltà per tutti, hanno permesso in via eccezionale il rimpatrio in Italia di connazionali e cittadini albanesi da tempo rimasti bloccati in Albania, con gravissime esigenze familiari che ne hanno giustificato il rientro. In questo periodo di grande emergenza”, ha aggiunto Bucci, “emerge con ancora più forza lo speciale rapporto tra i nostri Paesi e la grande solidarietà di un Paese amico come l’Albania”. L'ambasciatore ha infine rivolto “un plauso speciale ai due medici albanesi che hanno deciso di rispondere immediatamente alle chiamate delle loro strutture sanitarie per aiutare i colleghi italiani, aggiungendosi al gruppo di 30 tra medici e infermieri inviato sabato dal primo ministro albanese Edi Rama”.
Per ogni richiesta di assistenza, l'Ambasciata invita tutti i connazionali ad utilizzare l’indirizzo mail dedicato tirana.assistenza@esteri.it. Invita inoltre a prendere attenta visione dell’ultima ordinanza emanata dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero per le Infrastrutture e Trasporti lo scorso 28 marzo, consultabile a questo link, in materia di rimpatrio in Italia e di spostamenti sul suolo italiano. Il modulo è scaricabile a questo indirizzo.
Per ogni chiarimento ed ulteriore informazione si può consultare il sito del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sul quale vengono costantemente aggiornate alcune domande e risposte di particolare interesse. (focus\ aise) 

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