VITA DA AMBASCIATORE

VITA DA AMBASCIATORE

ROMA – focus/ aise – Ambasciatore italiano in Messico, Luigi De Chiara ha presentato le lettere credenziali al Governatore Generale del Belize, Sir Colville Norbert Young, nel corso di una cerimonia avvenuta in forma virtuale a causa della contingenza sanitaria, completata da incontri bilaterali con il Ministro degli Esteri, Wilfred Peter Elrington, e con il Primo Ministro, Dean Oliver Barrow.
I colloqui – riporta l’Ambasciata – sono stati incentrati sui rapporti bilaterali, dall’andamento molto positivo, che da anni sono solidamente basati su una articolata cooperazione allo sviluppo. È stato in particolare sottolineato che l’Italia è attualmente promotrice di 8 progetti implementati dal Caribbean Community Climate Change Center di Belmopan, tra cui quello per la costruzione di un nuovo edificio del Ministero dell’Ambiente belizeano con criteri di sostenibilità ambientale. In risalto anche i rapporti commerciali, che hanno visto l’interscambio bilaterale triplicare tra il 2018 e il 2019 per superare i 30 milioni di euro, nonché le opportunità di investimento per le imprese italiane, in particolare nel settore del turismo, dell’agroalimentare e dell’energia.
Altro tema affrontato è stato quello della pandemia, con la duplice crisi sanitaria ed economica che sta colpendo il Belize in maniera particolarmente marcata, data la sua forte dipendenza dal turismo. L’Ambasciatore ha inoltre toccato l’argomento dei cambiamenti climatici, tema centrale per il Belize, Paese che risente da tempo dell’innalzamento dei livelli del mare, dell’alterazione della barriera corallina e dall’intensificazione dei cicloni tropicali. Al riguardo, l’Ambasciatore De Chiara ha citato l’impegno italiano nell’ambito della prossima presidenza del G20 e della co-presidenza della COP26, nonché il successo della presidenza biennale del Belize del gruppo AOSIS (Alliance of Small Island Developing States) presso l’ONU.
De Chiara, infine, ha reso omaggio alla piccola e dinamica collettività italiana residente in Belize, una cinquantina di persone attive soprattutto nel settore turistico. Si è quindi impegnato ad effettuare una visita in Belize non appena le condizioni lo permetteranno.
L'ambasciatore d'Italia a Washington, Armando Varricchio, ha aperto ieri, 17 settembre, insieme a Frederick Ilchman, presidente di Save Venice, il webinar sulla protezione dei siti storici della città di Venezia dall'acqua alta.
Il seminario, realizzato nel solco della proficua collaborazione con Save Venice, si tiene a poco meno di un anno dalle gravi inondazioni che hanno colpito la città di Venezia nel novembre scorso.
Gli interventi di Melissa Conn (Venice Director, Save Venice), Christopher Apostle (Project Director, Save Venice) e Xavier Salomon (Membro del Board di Save Venice) hanno consentito di presentare alcuni dei 22 progetti realizzati o in corso di realizzazione ed alcune recentissime scoperte, come quella di un ciclo di affreschi del IX secolo nella Basilica di Santa Maria Assunta di Torcello, finanziati con i fondi dell'Immediate Response Fund, raccolti tramite la campagna #AmericaLovesVenice.
Lanciata da Save Venice in collaborazione con l'Ambasciata con il sostegno della rete diplomatico-consolare negli USA il 20 novembre scorso, la campagna #AmericaLovesVenice ha consentito di raccogliere oltre 700.000 dollari da quasi 600 donatori.
Nel corso del suo intervento l'ambasciatore Varricchio ha ricordato la grande resilienza della Serenissima e la solidarietà dimostrata dagli Stati Uniti. “Il generoso sostegno ricevuto tramite la campagna #AmericalovesVenice”, ha detto l'ambasciatore, “è una incredibile testimonianza dell'amicizia che da sempre lega i nostri Paesi e che si arricchisce giornalmente, grazie al lavoro di organizzazioni come Save Venice”.
“Questa forte collaborazione continuerà a fare la differenza per Venezia”, ha detto Frederick Ilchman. “Grazie alla campagna portata avanti dall'ambasciatore Varricchio e l'Immediate Response Fund di Save Venice siamo in misura di intervenire rapidamente e in maniera decisiva nelle prossime emergenze. Siamo intenzionati a mantenere il fondo operativo, come parte del nostro impegno verso Venezia, nell'approssimarsi del 50esimo anniversario dell'istituzione di Save Venice il prossimo 2021”, ha concluso.
“I cambiamenti climatici hanno importanti ricadute sulla sicurezza globale. Sono un moltiplicatore di alcune sfide. Da una parte c’é l’impatto dei cambiamenti climatici sulla nostra sicurezza. Dall’altro quello dei nostri dispositivi di sicurezza sull’ambiente. In un’alleanza di democrazie occorre aver sempre ben presente il sentire delle nostre opinioni pubbliche. Oggi é piú facile vedere la gente scendere in piazza per l’ambiente piuttosto che per altre ragioni. La verità é che ambiente e pace vanno di pari passo. In aree devastate dalla guerra la natura é distrutta, così come in regioni nelle quali l’ambiente é devastato da fenomeni quali la desertificazione si possono innescare migrazioni di massa che generano profonde forme di instabilità”. Lo ha detto l’Ambasciatore Francesco Maria Talò, Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio Atlantico, al seminario “NATO e Natura: un clima in cambiamento”, organizzato dalle delegazioni italiana e britannica presso l’Alleanza Atlantica, ieri, 17 settembre, a Bruxelles.
L’evento di alto livello, e con numeroso pubblico, seppure nel rispetto delle norme di distanziamento anti-covid, é stato organizzato congiuntamente dalle due delegazioni nel quadro della partnership tra i due Paesi per la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26).
Tra i presenti, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, il Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa lussemburghese, Francois Braush, il Vice Segretario Generale del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (EEAS), con delega per le questioni economiche e globali, Stefano Sannino ed il Commissario dell’Unione Africana per l’economia rurale e l’agricoltura, Josefa Sacko.
All’evento, che si è svolto in modalità “ibrida”, con parte di relatori e pubblico presenti presso la NATO e altri collegati via web, ha coinvolto anche alcuni tra i principali esperti di sicurezza e ambiente del mondo dei think tanks internazionali.
I temi ambientali e le possibili ricadute sulla sicurezza non sono nuovi per la NATO. Il Concetto Strategico approvato a Lisbona nel 2010, infatti, già li menzionava tra i fattori che “definiranno il futuro ambiente di sicurezza in aree di interesse per la NATO ed avranno il potenziale di incidere significativamente sulla capacità della NATO di pianificare e operare”. L’evoluzione nel corso dell’ultimo decennio del fenomeno dei cambiamenti climatici ha tuttavia cambiato la percezione collettiva del fenomeno, con ripercussioni in ogni settore incluso quello della sicurezza. A partire da tale constatazione, il seminario ha offerto una prospettiva più ampia, consentendo di approfondire il rapporto tra ambiente e sicurezza, nella duplice declinazione dell’impatto che il primo – inteso come moltiplicatore di conflitti ma anche di opportunità – può avere sulla seconda nonché degli effetti che le misure adottate per proteggere i nostri cittadini sull’ambiente circostante, nell’ottica di elaborare adeguate misure di mitigazione.
Da tempo le Forze Armate italiane hanno intrapreso con convinzione e progetti tecnologicamente innovativi questa strada: un’esperienza e un approccio che l’Italia ha ritenuto importante condividere con i partner dell’Alleanza.
Dopo la relazione di Tom Middendorp, Presidente del Consiglio Militare internazionale su clima e sicurezza, la duplice prospettiva è stata approfondita nel contesto di due sessioni di lavoro dedicate.
I Paesi dell’Alleanza Atlantica da tempo sono impegnati in una riflessione sull’adattamento e la modernizzazione della NATO per far fronte alle nuove sfide alla sicurezza.
Dopo il Vertice di Londra del 2019, tale sforzo ha trovato formale consacrazione con la costituzione, su mandato dei Capi di Stato e di Governo della NATO, di un gruppo indipendente di esperti incaricato di redigere un rapporto su come l’Alleanza possa rafforzare la propria natura politica per far fronte alle nuove sfide alla nostra sicurezza. L’iniziativa si colloca in questa più ampia cornice, anche come contributo all’iniziativa di diplomazia pubblica denominata “NATO2030”.
Dall’Artico all’Africa, i lavori hanno fatto emergere in maniera chiara la rilevanza strategica di una cooperazione di ampio respiro dell’Alleanza Atlantica con le principali organizzazioni internazionali, incluso – in primo luogo – l’Unione Europea, le Nazioni Unite e l’Unione Africana. (focus\ aise) 

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