VITA DA AMBASCIATORE

Vita da ambasciatore

ROMA – focus/ aise - Ambasciatore italiano in Giappone, Giorgio Starace ha visitato mercoledì scorso il padiglione nazionale italiano alla prestigiosa fiera “International Jewellery Tokyo”. Allestito dall’Ufficio ICE di Tokyo, quello italiano è l’unico padiglione nazionale presente alla fiera giunta alla sua XXXII edizione. Il padiglione italiano, il cui allestimento si inserisce nell'ambito dell’iniziativa “Piano Export Sud II”, ospita importanti realtà della gioielleria di Campania e Sicilia.
“Noi non ci arrendiamo, la mia presenza oggi alla fiera ne è la prova e i dati lo confermano. Vogliamo rafforzare la nostra presenza su questo mercato” ha dichiarato l’Ambasciatore Starace nel corso di un colloquio con il Direttore della fiera Satoshi Watanabe.
Nonostante il periodo di crisi dovuto all'emergenza sanitaria, che vede un calo delle importazioni del settore del 28,3%, l'export italiano nei primi 10 mesi del 2020 è diminuito solo del 13,54%, rispetto al 29,73% della Francia e al 35,27% degli USA. L'Italia è il terzo Paese fornitore ricoprendo complessivamente circa il 19% delle importazioni giapponesi del settore.
“Tecnologia, food e design: cresce il business con l’Italia”: è questo il titolo dell’intervista all'ambasciatore d’Italia in Vietnam, Antonio Alessandro, pubblicata su “Il Bollettino”. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
“Un cordiale saluto a tutti gli italiani in Nuova Zelanda”, Paese che “ha saputo mantenersi libero dalla pandemia da Covid 19, permettendoci di condurre una vita normale”, ma anche “un pensiero alle difficoltà che gli italiani, i nostri amici, le nostre famiglie, stanno affrontando con coraggio” in Italia. Così si è aperto il messaggio di fine anno dell’ambasciatore d’Italia a Wellington, Francesco Calogero.
“In tempi così difficili la collaborazione tra nazioni è fondamentale”, ha rilevato l’ambasciatore. “La Nuova Zelanda e l’Italia sono a fianco a fianco in molte aree: i nostri paesi hanno deciso di indirizzarsi verso energie pulite e rinnovabili, di concentrare gli sforzi della nostra tecnologia in soluzioni all’avanguardia che possano contribuire a ridurre ed invertire gli effetti del cambio climatico. L’innalzamento del livello dei mari rappresenta una seria minaccia non solo per le piccole nazioni insulari del Pacifico, ma anche per le nazioni con un esteso sviluppo costiero come le nostre”. Nuova Zelanda e Italia, poi, “sono entrambe impegnate nel promuovere la pace in tutti i fori internazionali, così come in molte aree del mondo; siamo egualmente tra i principali promotori della campagna per la moratoria sulla pena di morte”.
“Nonostante gli effetti negativi della presente pandemia, le relazioni commerciali ed economiche tra le nostre due nazioni stanno crescendo vivacemente”, ha continuato Calogero. “Nel 2016 l’Unione Europea e la Nuova Zelanda hanno firmato un Accordo di Partenariato sulle Relazioni e la Cooperazione e ora un accordo di Libero Scambio (Free Trade Agreement) è in corso di negoziazione. L’Italia sostiene e auspica una conclusione in tempi brevi del FTA, nella convinzione che darà luogo a una considerevole crescita delle relazioni commerciali”.
“Sfortunatamente la pandemia da Coronavirus ha inciso negativamente sugli scambi e i contatti di persone, che prima di essa stavano rapidamente crescendo dato il gran numero di professionisti italiani che sceglievano la Nuova Zelanda come paese di residenza, grazie al flusso di turisti nelle due direzioni e al successo del programma di vacanze-lavoro”, ha sottolineato l’ambasciatore Calogero. “Fortunatamente anche in questo momento abbiamo importanti presenze italiane in Nuova Zelanda, come il gruppo Prada che è sponsor ufficiale della America’s Cup, con la meravigliosa barca “Luna Rossa”, sfidante dei Kiwis nella coppa, o il gruppo Ghella che ad Auckland sta realizzando un grande progetto idrico che avrà un impatto determinante per la riqualificazione ambientale della baia”.
“Queste e altre presenze di operatori economici italiani o italo-neozelandesi mantengono vive le relazioni commerciali ed economiche – ma non solo quelle – tra i due paesi e consentono di valorizzare le eccellenze italiane in Nuova Zelanda”, ha detto ancora l’ambasciatore.
“La scienza”, ha aggiunto Calogero, “è un altro fertile settore per la crescita della cooperazione tra le nostre due nazioni. L’attivita’ scientifica italiana nell’Antartico nell’area del Mare di Ros sta beneficiando della stretta collaborazione con il NIWA (National Institute of Water and Atmospheric Research). La collaborazione accademica tra i due paesi si mantiene vivace ed in crescita, nonostante la pandemia”.
Il messaggio dell’ambasciatore italiano si è infine concluso con “l’auspicio di un 2021 che veda, in tutto il mondo, la sconfitta della pandemia e un ritorno agli scambi e alla prosperità”. (focus\ aise) 

Newsletter
Archivi