VITA D’AMBASCIATORE

Vita d’ambasciatore

ROMA – focus/ aise - L’Ambasciatore d’Italia a Tirana, Fabrizio Bucci, l’Ambasciatrice della Repubblica d’Albania a Roma, Anila Bitri Lani, e la Console Generale della Repubblica d’Albania in Italia, Gentiana Mburimi, hanno visitato ieri, 4 marzo, il CIHEAM Bari. I rappresentanti diplomatici sono stati accolti da Maurizio Raeli, direttore dell’Istituto di Bari.
La visita ha avuto lo scopo di far conoscere la sede italiana dell’Istituto, con le sue strutture di ricerca e formazione, consolidare i rapporti di collaborazione con la sede diplomatica italiana nel Paese delle aquile e porre le basi per future prospettive di cooperazione. L’Albania è, dal 1992, nel novero dei Paesi membri del CIHEAM (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei). Oltre un migliaio gli studenti albanesi che, negli anni, hanno frequentato i corsi di formazione nella sede italiana del CIHEAM e numerosissimi i progetti attuati dal CIHEAM Bari in Albania (MOAN, MED-Amin, No-Ble Ideas, Rete cooperativa sull'autenticazione dell'olio d'oliva, Medland, BiodivBalkans, per citarne alcuni).
In conclusione dell’incontro, è stata consegnata anche un’auto destinata alle giovani donne vulnerabili della casa famiglia Rozalba del villaggio di Gjader. La donazione, che rappresenta uno straordinario gesto di amicizia nei confronti del vicino popolo albanese, è stata realizzata grazie ai contributi del Club Rotary Bari Sud e del personale del CIHEAM Bari.
La casa famiglia Rozalba, istituita dalla Comunità delle Maestre Pie Venerini, accoglie ragazze in situazioni di difficoltà e fornisce sostegno, educazione, assistenza e reinserimento di moltissimi giovani.
La delegazione albanese era in visita a Bari per partecipare agli eventi organizzati in occasione della commemorazione per il trentennale dello sbarco della popolazione albanese sulle coste pugliesi.
Ambasciatore d’Italia a La Valletta, Fabrizio Romano ha dialogato in videoconferenza con i componenti della Missione Archeologica Italiana a Malta, guidata da qualche settimana dalla professoressa Giulia Recchia dell’Università La Sapienza di Roma.
Nel corso dell'incontro virtuale, i ricercatori hanno illustrato all’Ambasciatore il lavoro svolto in questi anni a Malta sul sito di Tas Silg.
Nelle prossime settimane il sito archeologico sarà presentato durante un evento virtuale all’Istituto Italiano di Cultura.
La Missione Archeologica Italiana, che dal 1963 opera a Malta, ha avuto un ruolo fondamentale nella valorizzazione di un sito unico per continuità di utilizzo nell'area Mediterranea quale luogo di culto attivo dal Neolitico fino all’età romana repubblicana.
Hanno partecipato all’incontro con l’Ambasciatore esponenti delle università La Sapienza di Roma, di Foggia, del Salento e della Cattolica di Milano.
“Nonostante la distanza, i legami tra Australia e Italia sono fortissimi. Anche grazie alla lunga storia di emigrazione, l’influenza culturale è molto presente, ben visibile. Gli australiani amano la creatività, la raffinatezza e l’autenticità del made in Italy e sono affascinati dal vivere all’italiana”. Sono alcuni degli stralci dell’intervento dell’ambasciatrice d’Italia a Canberra, Francesca Tardioli, ospite ieri del podcast #FarnesinaXleImprese.
Nel corso del suo intervento - che si può ascoltare a questo link - l’ambasciatrice Tardioli ha ricordato che, “Paese G-20, l’Australia è una delle economie più solide al mondo, con un Prodotto Interno Lordo che è cresciuto senza interruzioni per 29 anni. Nel 2020 il Paese ha sperimentato una importante contrazione dell’economia a causa dell’emergenza pandemica, ma i dati più recenti mostrano già chiari e misurabili segni di ripresa. Come evidenziato dalla Banca Mondiale, l’Australia offre ampie garanzie agli investitori stranieri: 5^ per rispetto dei contratti, 8^ per accesso al credito bancario e tra i primi 10 Paesi per legislazione societaria, chiarezza delle procedure, digitalizzazione e semplificazione dei servizi alle imprese”.
L’Italia, ha proseguito Tardioli, “con una bilancia commerciale in positivo per circa 4 miliardi di euro” è “l’undicesimo Paese fornitore, il secondo tra quelli dell’UE. Radicata è inoltre la presenza di grandi gruppi industriali italiani e di altre realtà imprenditoriali di più piccole dimensioni, ma all’avanguardia quanto a tecnologia ed innovazione. Secondo i dati più recenti, sono circa 210 le aziende italiane in Australia, presenti in quasi tutti i settori: energetico - soprattutto energie rinnovabili -, ingegneristico, cantieristica, infrastrutture e costruzioni, moda e lusso, automotive, fitness, oltre naturalmente al food and beverage”.
”La recente apertura a Sydney della filiale corporate di Intesa San Paolo è un’ulteriore conferma della rilevanza dell’Australia nel contesto dell’Indo-Pacifico”, ha osservato l’ambasciatrice. “Molte aziende scelgono infatti questo Paese come base per espandersi nell’area, sfruttando le facilitazioni concesse dagli accordi di libero scambio di cui l’Australia è parte. Accordi che hanno contribuito positivamente alla liberalizzazione degli investimenti, all’aggiornamento della legislazione in materia di proprietà intellettuale, allo sviluppo dell’e-commerce”.
“L’Australia guarda con grande interesse anche all’Europa”, ha proseguito Tardioli. “L’interscambio commerciale vale oggi circa 50 miliardi di euro, destinati a crescere in maniera significativa. Si trova infatti ad uno stadio avanzato la trattativa, iniziata a giugno 2018 per un Accordo di libero scambio con l’Unione Europea. Quest’ultimo mira alla riduzione e, laddove possibile, alla totale eliminazione di tariffe doganali per merci e servizi, alla facilitazione degli investimenti, alla protezione delle denominazioni geografiche dei prodotti, al superamento delle esistenti barriere fitosanitarie. Il Paese ha inoltre annunciato un percorso di rinnovamento del tessuto produttivo attraverso un piano da 950 mln di Euro per il rilancio dell’industria manifatturiera. Grande attenzione da parte del Governo federale è riservata anche alla rete infrastrutturale. Circa 70 miliardi di Euro verranno investiti nei prossimi 10 anni per incrementare la connettività e rispondere alle necessità di trasporto delle merci”.
Quanto infine all’industria aerospaziale, come ha sottolineato Tardioli, “è una delle più diversificate, dinamiche e in espansione: si stima una crescita del suo fatturato fino a 8 miliardi di euro entro il 2030. L’Agenzia Spaziale Australiana è stata istituita solo due anni fa con l’obiettivo di renderla competitiva a livello internazionale in tempi celeri. Anche grazie al Memorandum di intesa di cooperazione firmato tra l’Agenzia Spaziale Italiana e quella australiana, si tratta di un settore che offre ottime opportunità alle aziende italiane”.
Concludendo, Francesca Tardioli ha ricordato che le nostre imprese in Australia, oltre all’Ambasciata nella capitale Canberra, possono contare anche su “una rete consolare ben articolata e presente in modo capillare in tutti i principali centri di business”: Sydney e Melbourne, con i due Consolati Generali, e Perth, Adelaide e Brisbane, con i tre Consolati. “In Australia sono presenti anche l’ICE, (Istituto Commercio Estero) e l’ENIT (Ente Nazionale Italiano Turismo), cui si aggiungono quattro Camere di Commercio diffuse sul territorio. Si tratta di risorse di grande importanza”, ha concluso l’ambasciatrice Tardioli, “per affiancare e accelerare i percorsi di internazionalizzazione delle imprese italiane in Australia”. (focus\ aise) 

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