COMITATO SÌ, COMITATO NO

COMITATO SÌ, COMITATO NO

ROMA – focus\aise\ - Sorte diversa alla Camera e al Senato per i due Comitati dedicati agli italiani all’estero costituiti nelle passate legislature. Dopo pressioni su vari fronti, il Comitato per gli italiani nel Mondo e la promozione del Sistema Paese all’interno della Commissione Affari Esteri della Camera è di nuovo in piedi, mentre al momento tutto è fermo al Senato, dove ancora il Comitato Questioni Italiani all’Estero (CQIE) non vede la luce.
Il Comitato della Camera sarà presieduto da Simone Billi, eletto in Europa con la Lega; compongono la presidenza Elisa Siragusa, deputata 5 Stelle eletta in Europa alla vicepresidenza, e Dalmastro Delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia, alla segreteria. Il Comitato si compone di 21 membri: tra loro anche gli altri eletti all’estero Mario Borghese (Maie), Luis Roberto Di San Martino (Lega), Francesca La Marca (Pd) e Fucsia Nissoli (Fi). Ogni partito vi è rappresentato in proporzione alla presenza in Parlamento.
Questi i membri del Comitato: per i 5 Stelle Cappellani, Colletti, Del Grosso, Di Stasio, Perconti, Romaniello; per la Lega: Coin, Di San Martino, Ribolla; per il Pd De Maria, La Marca e Scalfarotto; per Forza Italia: Cappellacci, Nissoli, Napoli; per Fratelli d’Italia Cirielli; per Leu Boldrini; per il Maie Borghese.
Tutto tace, come detto, al Senato dove, per il senatore eletto all’estero Raffaele Fantetti (FI) la mancata ricostituzione del CQIE "è una colpa politica grave della maggioranza di governo ed un attacco alla rappresentanza istituzionale degli italiani all’estero". Fantetti non si arrende e annuncia che Forza Italia ripresenterà "in ogni prossima occasione" al voto dell’assemblea la mozione di ricostituzione del Comitato.
Tre le ragioni, secondo Fantetti, della necessità del Comitato. La prima è che "gli italiani all’estero non rientrano nel mandato della 3^ Commissione permanente perché non possono essere considerati come meri migranti. In quanto iscritti all’AIRE sono residenti all’estero". In secondo luogo, "la comunità degli iscritti AIRE è in crescita tumultuosa e consta oggi ufficialmente di oltre 5,3 milioni di concittadini: tuttavia, secondo diverse autorevoli fonti (comprese quelle ufficiali di Paesi Esteri) il dato è molto sottostimato e quindi si tratta di almeno il 10% dell’intera popolazione italiana". Infine "gli eletti all’estero fin dall’inizio della legislatura hanno richiesto sia alla Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica la costituzione di una apposita commissione bi-camerale per poter più efficacemente raccordare la specifica azione legislativa nel sistema bicamerale perfetto italiano".
La maggioranza al momento non ha dato seguito a questa richiesta e il destino del CQIE è nelle mani della Conferenza dei Capigruppo ma, intanto, il Senato ha avviato i primi passi per una indagine conoscitiva sulle condizioni e sulle esigenze delle comunità degli italiani nel mondo deliberata dalla Commissione Affari Esteri del Senato. Ricevuta la necessaria autorizzazione nelle scorse settimane, la Commissione guidata da Vito Petrocelli (M5S) ha infatti provato a fare il punto su quali temi trattare e come procedere alla presenza non solo dei senatori della terza commissione, ma anche degli eletti all’estero che hanno riposto all’invito del presidente. (focus\aise) 

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